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Editore: Mondadori
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
Pagine: 396 p.
  • EAN: 9788804499985
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Recensioni dei clienti

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    Diego

    07/10/2013 11.59.13

    Libro memorabile. Quando si deciderà la mondadori a proporre la nuova veste grafica come ha già fatto per gli altri romanzi del D'Annunzio?

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    Piero Giombi

    03/06/2013 13.34.31

    Non riesco a capire la rivalutazione di D'Annunzio, dovuta più che altro a meriti (o demeriti, secondo me) politici. Come scrittore è vuoto, vanesio e superficiale. Preferisco Carducci, che, seppur retorico, era sincero (tale lo giudicava Benedetto Croce).

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    Dioniso

    08/05/2013 22.37.00

    "Le vergini delle rocce" è forse il più grande capolavoro del Vate, subito dopo l'Alcyone. Si tratta di un romanzo che vanta una prosa incredibile, sublime, meravigliosa. Questo libro è un'opera d'arte. Entrate in libreria, leggetevi il prologo iniziale, se amate la letteratura ne resterete incantanti. Questa è poesia senza versi, questa è l'opera di un genio assoluto della letteratura di ogni tempo.

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    Matteo

    03/12/2007 11.28.14

    Le prime, poche pagine ci introducono stupendamente le tre vergini (Massimilla, Anatolia e Violante); poi il libro si sviluppa in due metà distinte. Nella prima parte il protagonista (Claudio, o forse Gabriele sotto mentire spoglie?) celebra sè, la sua storia, i suoi progetti, ci offre un autoritratto fastidiosamente affascinante. La seconda parte, più narrativa, ci trasporta in un mondo di fiaba decomposta, dove le creature che si incontrano non sono donne, ma fate malate. Non è un romanzo, non è un saggio filosofico, è la rappresentazione tremendamente sensuale della bellezza femminile di fine ottocento, così com'era o così come la si desiderava. Poesia pura (almeno la seconda metà del libro), scritta senza l'aiuto dei versi.

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    Monique

    31/07/2005 17.40.46

    La mano di D'Annunzio lo rende in ogni caso un capolavoro dello stile, anche se non posso far notare che la sua lettura mi è risultata oltremodo tediosa.

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    Roberto

    07/04/2005 09.36.35

    Rispetto agli altri romanzi di D'Annunzio, Le vergini delle rocce mi ha deluso tantissimo. Superomismo irritante di un protagonista (Claudio) poco credibile, insopportabile inazione, sterile autocontemplazione, qui il "dannunzianesimo" ha oltrepassato i limiti, producendo qualcosa di vuoto e lontanissimo: solo per chi idolatra D'Annunzio.

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