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Phil Mollon

Traduttore: G. Noferi
Anno edizione: 2006
Pagine: 173 p. , Brossura
  • EAN: 9788834014974
Un subdolo ostacolo al compimento di un effettivo lavoro psicoanalitico può essere la difficoltà a riconoscere e quindi aiutare a elaborare la vergogna. A differenza del senso di colpa, più legato a episodi o temi specifici, la vergogna ha a che fare con la non adeguatezza personale di base, e viene pertanto occultata con grande perizia, mimetizzata da qualunque altra vergognosa emozione, fatta oggetto di combutte sotterranee che spesso accompagnano le storie analitiche. Anche la gelosia, come la sua parente invidia, mentre viene dichiarata con relativa facilità nella narrazione, è in genere ben mascherata nel qui e ora della relazione analitica, affiorando a sorpresa, di solito in occasioni di scarti del setting, grandi o piccoli che siano, assenze o altri eventi sentiti più o meno scopertamente come tradimenti o abbandoni. Il fatto è che entrambe sono nelle relazioni umane contagiose e ubiquitarie, tanto da costituire, per quanto perturbanti, una specie di fondale che finisce per essere scontato e dunque difficilmente decifrabile, una nota costante molesta ma subliminale. Di recente, proprio la relazione tra gelosia e vergogna, per esempio nel percepire un rivale che contiene l'idea della propria inadeguatezza, è divenuta oggetto di attenzione incrociata da parte di psicoanalisti, psicologi della età evolutiva, studiosi di neuroscienze, sociologi. Phil Mollon, psicoanalista inglese del Gruppo indipendente, curioso e attento alle altre discipline, affianca qui a una raccolta di punti di vista di diverse correnti psicoanalitiche una sintesi interdisciplinare delle ricerche più recenti negli altri campi, con uno sguardo particolare alla prospettiva neodarwiniana. La narrazione di diverse storie cliniche che lui stesso ha trattato con il rispetto e la delicatezza necessaria consente di cogliere nel vivo la ricchezza dell'elaborazione teorica.
  Anna Viacava