Traduttore: G. Bona
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
In commercio dal: 25/01/2005
Pagine: 234 p., Brossura
  • EAN: 9788806174507
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Recensioni dei clienti

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    Raffaele

    11/04/2016 19:44:47

    Sembrano due libri diversi, l'ottima prima parte, purtroppo breve, mi ha coinvolto molto, la seconda parte no; come se con l'arrivo in campagna l'autore si sia immedesimato nell'arrendevolezza dei personaggi ed abbia cambiato registro.

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    LaRighe

    13/10/2014 14:32:46

    E' meraviglioso. La piccola vita di poche persone è la metafora di uno Stato ferito qual è il Sudafrica. Scrittura essenziale e scarna, semplice e meravigliosa. Coetzee è un vero Maestro.

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    manuela

    23/03/2014 23:00:12

    Prosa scarna ed essenziale,forse un po' troppo. I personaggi necessiterebbero di un più incisivo approfondimento in modo tale da far entrare meglio il lettore nella storia. Peccato,dato che la vicenda narrata è interessante e offre vari spunti di riflessione. Così così il finale.

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    Marco

    11/01/2014 22:18:23

    E' difficile trovare le parole per descrivere la grandezza di questo scrittore e la grandiosità di questo libro. Nella mia vita ho letto centinaia di libri e non ho dubbi ad affermare che questo sia un capolavoro assoluto. Coetze con la sua straordinaria prosa e con la sua capacità di scavare nel profondo dell'animo umano non può che essere annoverato tra i grandi della letteratura mondiale, come il Camus di "Lo straniero" o il Falukner di "Mentre morivo". Questo libro è il diario di una crisi, quella di un cinquantenne che ha paura di perdere la sua potenza sessuale e non esita a buttarsi via con lo stupro, quella di un padre che non riesce a riconoscere l'identità e indipendenza di sua figlia, quella di un paese, il SudAfrica, che conquistata l'indipendenza resta in bilico tra l'atroce violenza dell'anarchia e il desiderio di riscatto dall'hapartaid.

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    pietro c

    15/11/2013 11:16:02

    Gran bel libro. Unico difetto i dialoghi, dove i personaggi hanno un modo troppo simile di esprimersi.

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    donato

    14/10/2013 16:26:03

    Bello, anche se inquietante. Difficile da accettare. Ad onor del vero, Melanie non è 'coloured' (come riportato nella scheda dell'Indice): non è lì il conflitto. Scrittura esperta. Sprazzi da maestro.

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    Michael Moretta

    15/05/2013 17:34:34

    Rispetto ai tre libri della trilogia "Scene di Vita di Provincia" in questo racconto Coetzee si fa molte meno domande e va più diretto verso il suo scopo: le contraddizioni del Sudafrica e le continue difficoltà di convivenza tra bianchi e neri. "Vergogna" può riferirsi alla relazione tra il professor Lurie e Melanie, la studentessa che con la sua denuncia costringerà il professore alle dimissioni dall'università. Per scappare da Città del Capo e trovare un po' di pace, ed inconsciamente anche per espiare la sua colpa, David si rifugia a casa di sua figlia, una fattoria in cui Lucy coltiva fiori, si occupa di cani e vive la sua vita lontana da tutto e tutti. In questo libro comincia ad emergere una caratteristica che sarà ben più visibile in futuro in Coetzee, e cioè la difesa dei diritti degli animali. In questo senso "Vergogna" può riferirsi anche al trattamento inferto dagli umani a tutti i tipi di animali, sfruttati, usati e poi fatti morire quando non sono più utili per l'uomo. A questo proposito sono commoventi alcuni passaggi del racconto in cui David aiuta una volontaria in una clinica veterinaria. Infine "Vergogna" si riferisce al rapporto tra bianchi e neri nel Sudafrica dell'Apartheid. Lucy viene violentata, la sua casa derubata ed il padre malmenato da un gruppo di neri, con il tacito accordo del suo vicino di casa, nero anch'esso. Lucy non solo non denuncia lo stupro, ma accetta di continuare a vivere in quella terra partendo dal presupposto che sia quello il prezzo da pagare per un bianca. Il libro è molto duro, soprattutto nella parte che si svolge nella fattoria di Lucy. Incredibile come lo stile scarno e diretto di Coetzee ci permetta comunque di vivere in pieno le emozioni più profonde che tenta di trasmetterci. Toccanti le descrizioni dei rapporti con i cani e molto inquietanti e diretti i dialoghi tra David ed il vicino di casa di Lucy, Petrus. Un libro senza dubbio di grande bellezza.

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    Antonio D'Agostino

    03/01/2013 12:13:51

    Grande prosa quella di Coetzee! Questo libro è quasi un capolavoro.

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    enrico

    06/09/2012 16:05:30

    Bel libro, scrittura piacevole. Però alcune cose non mi hanno pienamente convinto. Mi piace il padre e il suo atteggiamento di fronte agli eventi. Nella sua vicenda personale, ammette l'errore (cioè l'eccesso di ingenuità) ma rifiuta un formale pentimento perché nessuno sarebbe in grado di dimostrarne l'autenticità! Nella vicenda della figlia, sprona quest'ultima a combattere (o, in alternativa, anche scappare). Però, mi sembra incoerente la scelta dell'autore di far "redimere" (da cosa???) il padre con la cena a casa dei genitori della studentessa. Il personaggio della figlia rimane, per me, incomprensibile. Dapprima sembra forte e capace di gestire ogni situazione, poi (dopo il "fatto")sembra subire gli accadimenti in maniera insensata. Perchè? L'idea che, da sola, voglia riscattare anni di ingiustizie patite dai neri non è francamente credibile!!! La sua condotta non è connotata dalla paura (o dalla vergogna) perché altrimenti sarebbe andata via da lì. Nemmeno dal coraggio perché la vicenda l'ha annientata fisicamente e psicologicamente e non ci sono tracce di ripresa. Semmai, il suo comportamento mi sembra caratterizzato da autentico perdono verso i colpevoli, ma anche questa opzione mi sembra assai discutibile poco coerente con il personaggio descritto prima e dopo lo stupro. Sul libro, insomma, rimango scettico, a tratti.

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    umberto

    28/01/2012 18:18:00

    Bel libro, pieno (e ricco) di tensione umana

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    Valeria

    12/05/2011 16:52:34

    "Vergogna" è un bel libro, pochi fronzoli, descrizioni mirate ed efficaci. Si percepisce il dualismo fra un Sudafrica moderno dove vigono convenzioni occidentali e l'africa più selvaggia. Entrambe ingiuste e insidiose che costringono l'uomo a destreggiarsi tra mille difficoltà. E' un libro che seduce senza voler essere seduttivo.

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    Macol

    13/01/2011 10:11:30

    Coetzee è un premio Nobel e si vede. Il libro ti rimane dentro. È solo una storia ma è capace di mostrarti un pezzo di vita sudafricana che è un mondo. Uno di quelli di cui non si parla nelle cronache o nelle riviste. Un mondo che non conosciamo, lontanissimo, difficilmente inimmaginabile. Scrittura asciutta, potente, senza fronzoli. Da leggere assolutamente.

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    Simone

    26/08/2009 17:19:35

    Ho letto Coetzee in terra africana, per assaporarne al meglio atmosfere e intreccio. Anche se il Sudafrica descritto nel libro non è esattamente quello che ti aspetti. All'autore interessa di più analizzare la psiche dei suoi personaggi che inserirli in un contesto ambientale dominante: la loro lotta con le convenzioni, i complessi mai superati, i silenzi e i contrasti. Le aride terre africane fanno solo da sfondo a una storia di riconciliazione e ricerca spirituale, la natura selvaggia non fa che rispecchiare i tormenti dell'anima. lo stile è asciutto, essenziale, la scrittura semplice e scorrevole. "Vergogna" infastidisce e fa riflettere, ha sprazzi di vera poesia e pagine di dolore, oltre a un finale molto toccante. Nobel meritato, da leggere.

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    Enrico

    23/05/2009 18:57:48

    Tagliente, preciso, profondo, coerente. Un capolavoro della letteratura contemporanea, un nuovo Classico. Non so se la narrativa può cambiare la società, di certo la grande narrativa può cambiare il destino di un uomo, e Vergogna lo fa. Buona lettura

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    Andrea

    03/11/2008 14:20:41

    Questo romanzo di Coetzee è ottimo. Ben bilanciato, è composto da un mix di elementi narrativi sapientemente dosati. Lo scontro generazionale e sociale, la componente etico-morale, le immobili variazioni del pensiero del protagonista...

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    Martina

    26/10/2008 23:02:37

    Vergogna. Una cappa di piombo pesante e angosciosa: il pricipio della redenzione, forse. Attraversa l'essere umano e lo predispone al rancore, all'autanalisi e al contatto col senso profondo e primitivo delle cose. Che hanno un prezzo: la Storia, Dio,la vita e la morte, gli uomini e le donne, gli animali. E' straordinario come Coetzee, in una narrazione oggettiva e apparentemente imperturbabile, riesca a dirci così tante cose, e così tanto tristi, sull'uomo e sul suo destino. Una lettura veloce: consigliata a chi non ha paura di scrutare nelle brutture dell'esistenza. Perchè è questo che Coetzee riesce a fare, con maestria.

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    GAX

    13/06/2008 09:36:17

    classico romanzo sulla terza età scritto con mestiere, ma terribilmente piatto, senza mordente. pessimo modo per parlare dei problemi del sud africa, quello dell'autore è un occhio troppo borghese. la disperazione va descritta in modo più viscerale, più autentico, non deve essere filtrata attraverso lenti accadamiche.

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    Gian Paolo Grattarola

    01/06/2008 00:04:56

    J.M. Coetzee non si travasa nel suo personaggio, ma ne indaga l’animo in maniera ironicamente sapienziale, per quanta sapienza, frutto della solitudine e del pensiero, possa essere rimasta all’uomo contemporaneo. Non ha una morale da offrire ma riesce solo a presentare i fatti con tutta l’obiettività possibile, nonché beninteso con una magistrale padronanza del proprio mezzo espressivo. Osserva con disagio ed incredulità le tensioni sociali di un paese che risulta diviso da un odio mai sanato tra bianchi e neri, spaccato da un diverso immutabile senso di appartenenza geografico, antropologico. Ma la sua panoramica va oltre le intenzioni socio-culturali, poiché in quanto scrittore post-coloniale e post-moderno, Coetzee rifugge dalla nozione stessa di fondamento e di autenticità della propria e delle altrui culture. Ne esce un libro impegnativo e di sciolta e disinvolta compiutezza, spesso dolorosissimo, perché condotto lungo il piano scorrevole di una verità profonda, nella piana plausibilità del dolore e della propria sofferta pacificazione, nell’obbedienza inevitabile a quelle che sono le ragioni del proprio essere, del proprio essere così come si è. Quella del premio Nobel sudafricano non è certo una letteratura consolatoria ed edificante. Nelle sue pagine non tuona l’impeto degli eroi vincitori né vibra l’astioso risentimento dei perdenti. Egli si propone semplicemente come un testimone desolato e scomodo che, attraverso una prosa scarna ma di asciutta efficacia, indaga il senso del vivere traendone una profonda inquietudine ed un doloroso pessimismo sulla condizione umana.

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    italo

    27/05/2008 16:23:53

    no..no..no..e poi no....non mi è proprio piaciuto,elaborata male una plendida idea...da un premio nobel mi aspettavo molto molto di più

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    Maurizio Ricci

    15/01/2008 17:55:10

    Lucidissimo, asettico, tagliente. A tratti - volutamente - sgradevole. J.M. Coetzee conferma di essere uno dei Maestri della narrativa contemporanea: il Premio Nobel è stato il giusto riconoscimento per un Autore che mette d'accordo critica e pubblico.

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