Vernon God Little

DBC Pierre

Traduttore: C. Mennella
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2002
Pagine: 305 p.
  • EAN: 9788806164164
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Recensioni dei clienti

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    Anna

    02/08/2017 14:21:38

    Libro letto anni fa, ma che mi è rimasto molto impresso poiché racconta con occhio limpido, spietato e senza fronzoli la realtà americana riguardo alle stragi a scuola e in altri luoghi: quella verità è che a tutti gli americani interessa assai di più finire in TV anche solo 15 secondi (come diceva Andy Warhol? "Nel futuro saranno tutti famosi per 15 minuti") che occuparsi minimamente delle vittime delle stragi o di chi le ha ammazzate veramente. Perché ciò che conta per gli americani, come anche per tutte le masse ipnotizzate dai media e le loro fandonie, è sbattere il mostro in prima pagina e possibilmente lucrarci sopra e costruirci una carriera ben collaudata. Lo sappiamo bene noi italiani, no? Questo libro è un pugno nello stomaco e una lettura indispensabile per capire la deriva che ha preso il mondo, un mondo dove l'innocenza è solo un miraggio, o meglio una banconota da 20 dollari nelle tasche di un doganiere messicano.

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    leon

    25/02/2009 15:53:43

    Un vero e proprio cazzottone alla pancia ad una certa cultura americana. Piacevolissima sorpresa questo libro e il suo talentuoso autore.

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    Jacopo

    16/10/2007 20:07:51

    Libro decisamente intrigante, che spinge il lettore verso una lettura sempre più profonda e meno superficiale del racconto; Vernon si racconta in maniera chiara e tonda fin dall'inizio, ma ad ogni pagina incredibilmente si ha l'impressione di capire qualcosa di nuovo sul suo modo di pensare e di agire. Il codice linguistico presente nel libro è sicuramente una delle caratteristiche principali, soprattutto grazie a questo ci si riesce ad immergere nel racconto, più che immedesimandosi vivendo la storia come un personaggio inerme e allo stesso tempo sempre più preso dagli avvenimenti. "Vernon God Little" è decisamente particolare, ma raggiunge il suo scopo: riesce a far riflettere....

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    Adri

    31/08/2006 22:56:16

    Il racconto mi è piaciuto molto, fa riflettere anche noi, non solo gli americani. I ragazzi, i nostri figli, li amiamo, ma non li ascoltiamo veramente.

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    Adriano

    23/03/2006 13:58:51

    Bellissimo. Duro, graffiante, e sopratutto terribilmente realistico. Un ritratto della moderna America di provincia, dove il "Sogno Americano" non è mai arrivato, un luogo da dove non arrivano eroi ma solo sconfitti. Bellissimi i ritratti delle amiche della mamma di Vernon. Vale veramente la pena.

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    Lorenzo Berti

    06/03/2006 15:17:24

    Originale e fantasioso nello stile, così come nella vicenda. Vernon avvolge e diverte, non appena ci si entra dentro. Perfetto in quel filone di divertimento e fantasia tipico di un'ultima letteratura americana. Personalmente non avrei pensato tanto all'Holden di Salinger (che resta comunque migliore), quanto a un Eggers migliorato e meno "fumoso". Leroy no, tra i due ce ne passa. A vantaggio di DBC Pierre, ovvio...

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    k3kk0

    02/09/2005 13:10:28

    bello e coinvolgente.

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    federico santi giusti

    07/01/2004 11:48:07

    Il paragone con Holden è scontato, Salinger rimane meglio ma anche questo è un gran bel libro. Avrò i gusti di un adolescente, ma mi ha preso molto di più che non i vari Bellow e Roth... bestemmia? Comunque tra i migliori letti ultimamente insieme a Coe e Richler.

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    Francesco

    16/10/2003 10:06:05

    Un libro gia' letto parecchie volte (quelli che leggono) molti anni fa, non per nulla fa venire in mente a tutti Holden (bel libro molto sopravvalutato), e anche lo stile e' puro ripescaggio. Adesso gli hanno dato anche il prestigioso Booker Prize, il che significa solo che anche quel premio si e' trasformato in una pura operazione di marketing.

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    Luca75

    15/09/2003 17:18:10

    Il nuovo Holden, non c'è che dire. Sfrontato come J.T.Leroy ma meno allucinogeno, generazionale come Dave Eggers ma meno ruffiano. In più: edificante, e con uno sguardo invidiabile sulla società moderna. Stile da fenomeno.

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    Farfintadiesseresani

    22/07/2003 19:18:33

    Ora la sparo grossa. Per me Vernon Little, il ragazzo di sedici anni protagonista del romanzo di DBC Pierre Vernon God Little, edito da Einaudi in anteprima mondiale, è l’Holden Caulfield del XXI secolo. Ha, del protagonista di The Catcher in the Rye di Salinger, la stessa inettitudine, la stessa inabilità alla vita. È un personaggio che non fa mai quello che dovrebbe fare in una concatenazione logica e utilitaristica di fatti, parole e pensieri. Tuttavia, ha uno sguardo sul “mondo secondo” che è inimitabile. Arriva per primo laddove gli altri non arrivano proprio. Il problema è che il mondo “reale”, quello dei bisogni, dei desideri, del tornaconto, nega persino l’esistenza del “mondo secondo”, la cui realtà è quella dell’iconoclastia. E infatti Vernon viene scambiato per uno psicopatico. Oddìo, anche perché viene accusato di essere corresponsabile della strage, a colpi di fucile, di sedici suoi compagni di classe e non fa nulla, anzi tutto il contrario, per convincere gli altri di essere innocente. Ecco, l’innocenza. Questo è l’altro grande tema del romanzo. Vernon è radicalmente innocente. Somiglia, in questo, al principe de L’idiota di Dostoevskij o anche al Don Chisciotte di Cervantes. Più in piccolo, al Michele Amitrano di quel piccolo capolavoro che è Io non ho paura di Ammaniti. La miscela di innocenza assoluta e radicale inettitudine alla vita nel mondo reale fanno di lui il perfetto capro espiatorio di tutta una comunità che definire lombrosiana è dir poco, e che pare evocata da un disegno di Grosz o da un romanzo di Canetti, tanto è surrealista e ripugnante. In più, è texana. La comunità della cittadina di Martirio (un nome, un destino). Il risultato? Un bel romanzo, che avrebbe tutti i crismi per diventare persino un classico. Violento, certo, e perverso il giusto, anche se tutte le perversioni che mette in scena sono filtrate dall’innocenza del protagonista, e a questa stregua è perversa pure La divina commedia.

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    tertuliano

    19/06/2003 13:17:00

    strepitoso. sarcastico, graffiante dissacrante. un libro che farà riflettere la società americana.

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    Lorenza Stroppa

    08/03/2003 14:29:33

    E' un romanzo assolutamente originale, ironico, sferzante come una lamina di vetro. Utilizza un linguaggio prettamente giovanile e argomenti che si rifanno ai desideri di plastica che contraddistinguono la nostra epoca: possedere cose, diventare protagonisti di un programma televisivo non importa come, apparire, usare, sfruttare senza neppure assaporare... E' un libro sul vuoto che per una volta non si limita a distruggere ma, attraverso questo adolescente-vittima e al contempo fautore del disastro che si scatena attorno a lui, fornisce anche delle possibili chiavi per un futuro se non migliore almeno commestibile. E' un gran merito quello dell'Einaudi averlo scoperto e averlo pubblicato per prima nel mondo. Complimenti quindi all'editore e al traduttore.

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    gomez

    20/01/2003 17:05:43

    semplicemente bello.

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