Versi tra le sbarre

Curatore: W. Navarrete
Anno edizione: 2006
In commercio dal: 1 gennaio 2006
Pagine: 100 p., Brossura
  • EAN: 9788876061141
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Descrizione
"Arrivano così i versi di sette di questi uomini straordinari, per la prima volta in Italia e in lingua italiana. Arrivano a un pubblico che molto spesso ignora, o finge di ignorare, il dramma quotidiano dei cubani e il peso atroce del regime dittatoriale che opprime l'isola ormai da quasi mezzo secolo. Il lettore potrà assaporare diversi stili poetici, ma c'è un denominatore comune che dà a questa antologia un carattere eccezionale: i poeti qui riuniti, senza alcuna eccezione, hanno sofferto sulla propria pelle l'accanimento di un regime nemico della libertà di espressione, e nessuno di loro ha vacillato nemmeno un istante nel far valere i propri diritti di uomo libero contro qualsiasi imposizione e comando" (William Navarrete).

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    Renzo Montagnoli

    19/06/2007 15:31:48

    Conosciamo tutti l’impegno di Gordiano Lupi in difesa di quella libertà di opinione che il fondamento di ogni società civile, libertà che è invece è perseguitata a Cuba dal regime di Fidel Castro. Questa presa di posizione dell’autore ed editore toscano non è tanto politica come una certa sinistra, sbagliando, si sforza di sostenere, ma è etica, nella stringente logica che viene ignorata in certi paesi e secondo la quale al primo posto deve esserci la dignità dell’uomo in quanto tale. In questo contesto c’è un impegno costante di Gordiano Lupi a diffondere le voci che non possono arrivare a noi e ciò viene attuato anche con delle pubblicazioni, come quest’antologia poetica, curata dall’esule e scrittore cubano William Navarrete. Si intitola “Versi fra le sbarre” e in effetti sono voci che provengono dalle prigioni della repubblica caraibica, sfoghi, umanissimi e di valore letterario, di autori che hanno patito o addirittura stanno scontando la reclusione solo per rivendicare di essere uomini liberi. Quello che più sorprende leggendo queste liriche è l’assenza di odio, sono una protesta civile e dignitosa, uno sfogo temperato da quella malinconia poetica che ha il pregio di arrivare direttamente al cuore, in un rapporto quasi diretto fra autore e lettore. E così si partecipa alla loro sofferenza, si avverte palpabile quel desiderio di libertà che non è quello di poter varcare il cancello del carcere e tornare alla famiglia, ma è quello ben più alto di pretendere che all’uomo non siano imposte barriere e sbarre alle sue idee. Sono sentimenti, emozioni proprie di ogni essere umano e non albergano di certo nel cuore di delinquenti incalliti quali vogliono essere fatti passare dal regime. Credetemi, a leggere i versi di questa raccolta ci si commuove, viene istintivo allungare la mano per incontrare quella di questi poeti della libertà.

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