Verso Bad Godesberg. La socialdemocrazia e le scienze sociali di fronte alla nuova società tedesca (1945-1963)

Francesco Traldi

Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 22 luglio 2010
Pagine: 234 p., Brossura
  • EAN: 9788815133465
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Descrizione
In questo volume Francesca Traldi ricostruisce il ruolo svolto dalle scienze sociali all'interno della socialdemocrazia tedesca, dalla fine della Seconda guerra mondiale agli inizi degli anni Sessanta. Questo arco di tempo si inaugura con la rinascita del partito della SPD, per concludersi quasi venti anni più tardi con l'affermazione di una nuova classe dirigente e di un nuovo assetto politico istituzionale. In questo contesto si considera in particolare l'influsso che di volta in volta le nuove scienze sociali hanno esercitato all'interno del partito. Tale obiettivo è perseguito, pur senza pretesa di esaustività, attraverso due momenti: in primo luogo, ripercorrendo la ricostruzione del partito, la rinascita delle scuole di partito e il dibattito politico che coinvolse la direzione centrale. In secondo luogo, soffermandosi sul dibattito interno alle varie correnti del partilo stesso, e specificamente sulla figura di alcuni scienziati sociali di riferimento che grande parte ebbero nel processo di trasformazione della SPD da partito di classe a partito di massa, abbracciando il riformismo.

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In questa sintetica ricostruzione del complesso processo di rinnovamento teorico e pratico intrapreso dal socialismo tedesco all'indomani del 1945 e portato a compimento nel 1959, in occasione del congresso di Bad Godesberg, l'autrice assume una prospettiva per lo più originale, sostanzialmente rivolta a indagare il contributo offerto dalle scienze sociali – e in particolare dalle young sciences importate in Germania dai cosiddetti Remigranten – alla fondazione e al consolidamento democratico della Repubblica federale. Più precisamente, sullo sfondo della contrapposizione generazionale e insieme ideologico-politica tra riformisti e ortodossi (tra cui Carlo Schmid da un lato e Wolfgang Abendroth dall'altro), Francesca Traldi ripercorre quel faticoso processo di adeguamento della Spd nei confronti delle trasformazioni in atto nella società tedesca sotto l'effetto della cosiddetta "seconda rivoluzione industriale", che sarebbe infine sfociato, dopo ripetute delusioni elettorali, nella svolta del 1959 e nella travagliata revisione del programma di Heidelberg (1925). Come precisa l'autrice, si trattò tuttavia di una svolta che non coincise unicamente né con un'operazione ideologica tesa a prendere congedo dalla "zavorra marxista" e a proiettare la Spd verso il modello della Volkspartei, né con un'operazione opportunistica tesa a legittimare le pretese della Spd alla guida del paese, ma, più in generale, con una scelta programmatica di ampio respiro, fondata su una precisa lettura del presente e su un'altrettanto precisa immagine del futuro. Nell'elaborazione dell'una e dell'altra risiederebbe il contributo più rilevante offerto dall'intensa collaborazione che venne allora a instaurarsi tra mondo della politica e mondo della riflessione scientifica.
Federico Trocini