Traduttore: G. Tavani
Editore: BEAT
Collana: BEAT
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 182 p., Brossura
  • EAN: 9788865590393
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Recensioni dei clienti

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    jane

    20/07/2010 16:43:56

    Rispetto alla Piazza del diamante che mi era piaciuto molto, l'ho trovato ripetitivo:dell'altro ricalca lo stile del flusso di memoria della protagonista, in una storia dove succede tutto e non succede niente: solo tutte le possibili gradazioni dello sfruttamento maschilista. Cecilia racconta la sua discesa agli inferi nella degradazione,tra incubo e realtà, ma la sua figura non mi convince fino in fondo

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    enrico.s

    05/07/2010 11:45:11

    Non conosceva Mercè Rodoreda fino a qualche mese fa; poi, spinto da recensioni entusiatiche lette qui e là, mi sono convinto a prendere in mano questo romanzo. Che delusione. Si voltano le pagine come fossero macigni. La scrittura è poco coinvolgente, piena di simbolismi legati al racconto - quando la protagonista viene ritrovata, in fasce, sui gradini di una casa, in giardino spunta un fiore da una pianta che non ne aveva mai dati, ecc. ecc. - che sono un espediente fin troppo utilizzato in narrativa; la storia è banale e la protagonista francamente non suscita, almeno in me, alcuna simpatia nè coinvolgimento. L'ho letto in tre giorni che mi sono sembrati più lunghi del mese abbondante servito per finire "Vita e destino". Mah. Un voto in più perchè stampato in caratteri grandi. Non è una battuta, gli editori dovrebbero pensare di più a questo aspetto.

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    silvia

    16/06/2010 22:36:54

    Delusissima da questo romanzo..storia senza nè capo nè coda,fai proprio fatica a ritrovarti..confuso,per niente appassionante..ti ritrovi a sperare solo che finisca il prima possibile...Risparmiatevi i soldi..

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    Massimo F.

    10/04/2010 12:02:42

    Storia di una ragazza un po’ sfigata, ma sensibile e sensuale. Una poesia fatta romanzo, dove la dimensione spazio-tempo sembra quasi non esistere. Un affresco di amori tristi, povertà, squallore materiale e spirituale, dove però il sentimento è sempre protagonista. Ed è proprio nel mondo dei sentimenti e delle sensazioni che l’autrice spagnola dal nome che non si dimentica (anche perché ricorda una triste stazione ferroviaria milanese) riesce a scavare con delicatezza: va giù e poi ancora giù, Rodoreda, talmente a fondo che mi ci sono perso.

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    anna maria

    07/10/2009 09:33:33

    una scrittura calda e struggente racconta la vita di questa ragazza abbandonata che paga lo scotto della mancanza d affetto e di radici lottando con un presente solitario e maschilista. sullo sfondo di una barcellona malinconica e distante. bello.

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