Una via di fuga. Il grande racconto della geometria moderna - Piergiorgio Odifreddi - copertina

Una via di fuga. Il grande racconto della geometria moderna

Piergiorgio Odifreddi

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Editore: Mondadori
Collana: Saggi
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 22 novembre 2011
Pagine: 254 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788804613688

nella classifica Bestseller di IBS Libri Scienze, geografia, ambiente - Matematica e geometria - Storia della matematica

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Una via di fuga. Da cosa? E perché? Non certo dalla geometria, di cui "C'è spazio per tutti" aveva raccontato in maniera brillante la storia del periodo classico, esibendone i legami non solo con la scienza e la natura, ma anche con l'arte e l'architettura. E di cui Piergiorgio Odifreddi continua qui a raccontare, allo stesso modo, la complementare storia del periodo moderno. Il riferimento alla fuga è anzitutto musicale, perché questo libro si presenta come una composizione a più voci, che si intrecciano e si inseguono fra loro per arrivare a una stretta finale: l'abbattimento dell'ordinario paradigma euclideo, al quale in genere ci si limita nelle scuole, e la scoperta di straordinarie geometrie alternative, che permeano la scienza e l'arte delle età moderna e contemporanea. Ma il riferimento alla fuga è anche pittorico, perché una di queste geometrie alternative è quella proiettiva, ispirata e stimolata dall'invenzione della prospettiva. Far convergere le rette parallele in un punto, non a caso chiamato "di fuga", ha scardinato, oltre all'arte del Rinascimento, la matematica nei secoli successivi, e richiesto un ripensamento della percezione e della concezione dello spazio. Il riferimento del titolo, infine, è storico. Perché, in un certo senso, di una letterale fuga si tratta e si narra. Non dalla geometria stessa, come dicevamo, ma dal vecchio Euclide e dai suoi vecchi Elementi, verso nuovi geometri e nuove geometrie.
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    n.d.

    14/10/2017 09:56:58

    Libro interessante , ma senza molti spunti di riflessione

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    Filippo

    16/04/2012 12:18:08

    Il nulla. Libro scritto per far bella figura in biblioteca (bella confezione, tante immagini belline di geometria) e per gli interessi dell'autore ma in quanto a contenuti il nulla: solo noiose nozionicine tanto per riempire un libro. Sconsiglio di comprarlo a chi è interessato alla materia, potrebbe farvi cambiare idea...

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    maurizio .mau. codogno

    21/03/2012 17:35:07

    Dopo il volume dedicato alla geometria classica, Odifreddi si dedica in questo libro a quella moderna, dal medioevo con la geometria proiettiva alla fine dell'Ottocento con le geometrie non euclidee. Il mio giudizio su questo secondo volume è ancora migliore di quello sul precedente: Odifreddi ha ridotto la quantità di battutine (oltre ai cattolici tra l'altro sono entrati in gioco anche i beoti dei filosofi kantiani, bisogna dire che ne ha per tutti) e soprattutto ha fatto la trattazione più completa che io abbia mai visto sulle geometrie non euclidee, mostrando per esempio la differenza tra la geometria assoluta (euclidea e iperbolica) e le due geometrie ellittiche essenzialmente differenti tra loro. Il libro è pertanto caldamente consigliato non solo agli appassionati di matematica, ma anche alle persone curiose che vogliono saperne di più.

Dopo C’è spazio per tutti in cui raccontava la storia della geometria del periodo classico, un nuovo libro del matematico più impertinente d’Italia che affronta la complementare storia della geometria moderna.

Una via di fuga. Da cosa? E perché? Non certo dalla geometria, di cui C’è spazio per tutti aveva raccontato in maniera brillante la storia del periodo classico, esibendone i legami non solo con la scienza e la natura, ma anche con l’arte e l’architettura. E di cui Piergiorgio Odifreddi continua qui a raccontare, allo stesso modo, la complementare storia del periodo moderno.
Il riferimento alla fuga è anzitutto musicale, perché questo libro si presenta come una composizione a più voci, che si intrecciano e si inseguono fra loro per arrivare a una stretta finale: l’abbattimento dell’ordinario paradigma euclideo, al quale in genere ci si limita nelle scuole, e la scoperta di straordinarie geometrie alternative, che permeano la scienza e l’arte delle età moderna e contemporanea.
Ma il riferimento alla fuga è anche pittorico, perché una di queste geometrie alternative è quella proiettiva, ispirata e stimolata dall’invenzione della prospettiva. Far convergere le rette parallele in un punto, non a caso chiamato «di fuga», ha scardinato, oltre all’arte del Rinascimento, la matematica nei secoli successivi, e richiesto un ripensamento della percezione e della concezione dello spazio.
Il riferimento del titolo, infine, è storico. Perché, in un certo senso, di una letterale fuga si tratta e si narra. Non dalla geometria stessa, come dicevamo, ma dal vecchio Euclide e dai suoi vecchi Elementi, verso nuovi geometri e nuove geometrie. Naturalmente, non c’è bisogno di gridare «Abbasso Euclide!», come si arrivò a fare nel furore astrattista del Novecento.
Ma si può procedere oltre, verso nuovi punti di fuga che apriranno la nostra mente e i nostri occhi alle nuove conquiste della matematica e dell’arte.

  • Piergiorgio Odifreddi Cover

    Ha studiato matematica in Italia, negli Stati Uniti e in Unione Sovietica. Eminentestudioso di logica e matematica, è docente presso la Cornell University e l’Università di Torino. Collaboratore di «Repubblica», «L’Espresso», «Le Scienze» e «Psychologies», dirige per Longanesi la collana di divulgazione scientifica «La Lente di Galileo». Ha partecipato a numerose trasmissioni televisive e radiofoniche, tra le quali, come ospite fisso, a Crozza Italia su La7.Ha vinto nel 1998 il Premio Galileo dell’Unione Matematica Italiana, nel 2002 il Premio Peano della Mathesis e nel 2006 il Premio Italgas per la divulgazione. Polemista acuto e brillante, spazia con padronanza dalla critica religiosa alla divulgazione... Approfondisci
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