I viaggi di Gulliver

Jonathan Swift

Traduttore: C. Formichi
Curatore: M. D'Amico
Editore: Mondadori
Collana: Oscar classici
Edizione: 2
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
In commercio dal: 01/03/2003
Pagine: 368 p.
  • EAN: 9788804519027
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Recensioni dei clienti

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    Massimo

    06/12/2010 17:25:41

    Un libro pieno di contenuti che fanno molto riflettere, soprattutto nel quarto viaggio, anche se in alcuni punti è stato davvero noioso. Consigliato

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    Teodolfo Gallucci

    14/04/2008 10:03:02

    Leggere, da adulto, questo classico della letteratura da ragazzi, è una scoperta esplosiva di divertimento, ironia e profonda riflessione sulle “piccolezze” umane: Dai piccoli Lillipuziani, che scelgono i propri politici tra chi riesce a stare in equilibrio su una fune sospesa; ai giganti di Brobdingnag, che gli mostrano “che sorta di animale minuscolo, spregevole ed impotente fosse per natura l’uomo”; agli abitanti dell’isola volante di Laputa, privi di qualsiasi contatto con la realtà, eppur – guarda un po’ - con una gran “passione per l’attualità e la politica”. Ed ancora, dice il protagonista: “tre sovrani mi dichiararono che durante tutto il tempo che regnarono non avevano mai concessa una promozione a chi la meritava”…”e che tornando a vivere si sarebbero guardati dal mutar sistema.”. Il racconto si chiude con il famoso viaggio nel paese dei cavalli, massima espressione di equilibrio e serenità di vita, dove “controversie, battibecchi, dispute, giudizi prentori a proposito di casi falsi o dubbiosi, sono tutti mali ignoti…”. L’edizione da me scelta porta la dedica a: Per Margherita, che ama i cavalli…” , leggerla si è rivelato un vero spasso…provare per credere!

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    Estelgard

    23/01/2007 11:55:13

    Ho riletto questo libro a 28 anni, circa 16 anni dopo averlo affrontato per la prima volta, e ne ho riscoperto la semplicità e l'umorismo tipicamente britannico (anche se Swift era irlandese). In più con la maturità si apprezzano gli intenti satirici dell'autore, nella descrizione quasi scientifica delle popolazioni fantastiche che il protagonista del libro incontra: gli usi e i costumi di Lillipuziani & co. sono una sottile metafora dell'aristocrazia inglese e la critica alle società immaginarie riflette il pensiero di Swift nei confronti dei suoi politici corrotti e persi in lusso e idealismo.

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    Alessandra

    30/04/2006 12:48:26

    Non trovo che sia un libro per bambini, dopotutto non è nato per esserlo. Capolavoro.

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    Roberto

    22/03/2005 09:41:00

    Curioso e amaro il destino di uno dei libri più disperati che siano mai stati scritti e che -esaltando solo l'aspetto più superficiale della sua immensa forza immaginifica- è stato confinato nella letteratura per ragazzi o, nel migliore dei casi, in quella satirica. 'I Viaggi di Gulliver' è una vera opera senza tempo sulla risibilità del potere e dei suoi parassiti, ma anche una dichiarazione di radicale pessimismo sulla stupidità dell'essere umano. Personalmente lo metto fra i 4-5 libri più grandi della storia dell'umanità. Considerando che una buona parte dei visitatori di questo sito sono giovani, faccio un (disperato) appello a leggerlo, per cogliere un'opportunità di crescita e di divertimento. Proviamo per un attimo a mettere da parte le (finte) novità, i gialli firmati dai comici, le mediocrità pompate fino all'eccesso da (finti) recensori che si limitano a far circolare le veline delle case editrici. Distacchiamoci per un attimo dal gregge creato da quell'industria culturale che proprio in questo libro (scritto 300 anni fa!) viene dipinta in modo indimenticabile, con la minuziosa descrizione della macchina che assembla frasi e parole pre-confezionate, consentendo di stampare libri a grande velocità.

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    diego

    14/03/2005 18:57:32

    Un libro anche per un pubblico adulto che diverte e fa' riflettere. Questa e ' letteratura che non tramontera' mai.

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    Nicola Vendramin

    19/06/2003 07:31:24

    Il libro è veramente entusiasmante! Molto più che un libro per l'infanzia; Una critica sagace ai modi di vivere dell'umanità: la propensione per la guerra a tutti i costi, l'esasperata ricerca dello studiare l'impossibile... bellissima l'ultima parte nel paese dei cavalli in cui loro sono le bestie intelligenti e l'uomo il loro servo... Un libro da leggere e riscoprire anche per i grandi.

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Nato come uno sfogo contro una determinata congiuntura sociale e politica nell'Inghilterra dei primi del Settecento, Gulliver è uno di quei libri che cedono nuove ricchezze ad ogni successiva lettura. I suoi bersagli - l'intolleranza, la corruzione, l'avidità, l'ipocrita fiducia nella scienza come soluzione dei mali causati dall'uomo - non hanno perso nulla della loro attualità, e l'amara sintesi che ne deriva è racchiusa nelle parole del re di Brobdingnag, il paese degli abitanti alti come campanili. "Da quando mi avete narrato della vostra nazione" egli dice a Gulliver, "devo concludere che la maggioranza dei vostri indigenti è la più perniciosa massa di vermiciattoli che la natura mai soffrì che strisciasse sulla superficie della Terra".