Editore: Bompiani
Edizione: 4
Anno edizione: 2000
Formato: Tascabile
In commercio dal: 20 settembre 2000
Pagine: 240 p.
  • EAN: 9788845245336
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Descrizione
"Un nuovo romanzo da mettere in biblioteca soprattutto perché in una biblioteca che si rispetti un classico del Novecento come Moravia deve essere presente con le opere complete." (Geno Pampaloni) "Il viaggio a Roma è un romanzo di iniziazione, di iniziazione alla maturità; o di liberazione dalla nevrotica turbolenza dell'adolescenza." (Enzo Siciliano) "Un romanzo audace dove la strada dell'incesto è sbarrata soprattutto dalla tomba della madre; un romanzo continuamente in bilico tra la soglia oscura della memoria e i lampi contraddittori del presente." (Giulio Nascimbeni)

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    alida airaghi

    30/08/2013 14:42:54

    La vicenda narrata è quella di un viaggio che il giovane protagonista Mario fa a Roma per incontrarvi il padre, non più rivisto da una quindicina d'anni. Questo viaggio, di conoscenza e scoperta insieme interiore ed esteriore, ha per lui una funzione terapeutica: in termini psicanalitici, serve a liberarlo dal complesso edipico nutrito nei riguardi della madre, morta nel pieno di una giovinezza sensuale e sfrenata. Dal padre ritrovato, e subito avvertito con avversione come complessato e istrionesco, Mario viene illuminato su un episodio rimosso (la freudiana "scena primaria"), quando bambino aveva assistito a un animalesco accoppiamento della madre con l'amante. Sconvolto dalla rivelazione, il giovane cercherà di ricreare tale scena con tutte le donne che incontra, nel tentativo di recuperarne tutti i particolari ambientali e fisici. Il romanzo è quindi la storia di un incesto desiderato e mai consumato, una terapia analitica caparbiamente voluta ma destinata al fallimento a causa dell'eccessiva coscienza razionale del protagonista, che è insieme paziente e analista di se stesso. Il sesso, come in tutti i romanzi moraviani, è ossessivamente presente nella vicenda, ma trattato con freddezza clinica: nessun rapporto viene portato a termine, perché ogni personaggio finisce per fuggire precipitosamente o per bloccarsi, reiterando una morbosa esibizione di genitali insoddisfatti. Oltre al sesso, ritroviamo qui tanti alti temi tipici di Moravia: l'età di Mario, in bilico tra adolescenza e giovinezza; la sua presuntuosa ambizione poetica, che lo accosta alla folta galleria di intellettuali frustrati così spesso proposti dallo scrittore; una Roma agiata e borghese, complice e ruffiana; le figure femminili sempre carnali al limite di ogni fisicità, e dominanti rispetto allo scialbo mondo maschile: ma soprattutto l'insistito ricorso a situazioni da manuale di psicanalisi, per cui ogni pulsione è freudianamente interpretabile, ineccepibile, ma anche prevedibile.

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    alessandro

    16/03/2007 07:54:58

    Un romanzo forte. Dove il protragonista viene iniziato alla vita, anche quella sessuale, da sogni che hanno come ricorrenza la madre. Sogni che lo inseguono fino a bloccarlo nei rapporti reali con gli altri. Sogni che inevitabilmente finiscono col mescolarsi alla realta', rappresentata tra le strade ed i parchi di una bellissima Roma. Da leggere.

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