Viaggio al termine della notte

Louis-Ferdinand Céline

Traduttore: E. Ferrero
Editore: Corbaccio
Anno edizione: 2011
Pagine: 575 p., Brossura
  • EAN: 9788863801729

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Recensioni dei clienti

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    silvia

    12/05/2017 18:37:54

    "Viaggio al termine della notte" è stato sugli scaffali della mia libreria per 20 anni, me ne parlarono bene, come il miglior libro mai letto, l'ho comprato e l'ho lasciato lì, perché temevo fosse come in effetti si è poi rivelato. Dal punto di vista stilistico è un romanzo estremamente faticoso da leggere per via di una sintassi provocatoriamente frammentata, e chi si è occupato della traduzione lo sottolinea nell'introduzione: "Céline (...) sa bene che un testo di puro gergo è indigesto, e procede a continui intarsi tra vari registri. Ma la sua vera invenzione sta nelle rotture sintattiche e semantiche che agitano il periodo, nella dislocazione delle parole, che vengono anticipate o posticipate nella frase, creando effetti di sorpresa, di straniamento, di sospensione (...) Tra i compiti istituzionali di una traduzione, c'è anche quello di invogliare il lettore a misurarsi con il testo originale. Un invito che l'intraducibile jazz céliniano rende ancora più pressante." Anche a patto di capirci qualcosa, ritmo e contenuti non sono illuminanti, eccezion fatta per l'attenzione dedicata alle immagini del crepuscolo che inghiotte progressivamente la luce, si tratta di un'opera scollegata, lacunosa, uno sfacelo di cinismo disfattista e negativo, che acquista faticosamente un minimo slancio solo verso la fine.

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    Daniele

    05/03/2017 15:03:06

    Bellissimo. Coinvolgente e con un ritmo mozzafiato, quello che mi aspettavo da Céline. Consegna effettuata prima del previsto, cosa che fa sempre piacere; confezione solida e robusta, ma all'interno nessuna protezione per i libri che sono comunque arrivati in perfette condizioni. (ad ogni modo sarebbe auspicabile avvolgerli con della plastica a bolle d'aria).

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    Mauro C.

    25/02/2017 23:57:51

    Senza rancore o presunzione consiglio a coloro che hanno messo una stella di avviarsi, se già non lo fanno alla lettura dei romanzetti contemporanei. Quelli che fanno bella mostra nelle librerie e quelli di cui tutti ne parlano. Ribadisco, senza rancore e senza offesa. Lungi da me offendere qualcuno. "Sentire" questo testo equivale a percepire la vita. Chi "lo sente" è in una posizione privilegiata per osservare il mondo. Ad affermare che Viaggio al termine della notte sia un capolavoro non sono io, modesto lettore di provincia, ma la critica tutta che A UNANIMITA' lo ha definito un capolavoro della letteratura mondiale. Detto ciò il problema non è di chi lo ha recensito in modo entusiastico (tantissimi) ma di coloro che lo hanno stroncato (pochi per fortuna). Costoro non sono probabilmente riusciti a cogliere la potenza del testo, ho perché l'hanno letto distrattamente o perché non si sono addentrati nelle righe. Una stroncatura non riesco a spiegarmela in altro modo. Personalmente non amo Celine ma ho letto questo libro due volte e posso serenamente affermare che ha pochi, anzi pochissimi eguali in tutta la letteratura del Novecento.

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    fenas

    23/01/2017 12:55:45

    Che dire Rosalia, che hai perfettamente ragione e sottoscrivo ogni parola che hai detto: non percepire la psicologia in questo libro è una menomazione tale come non veder le stelle in cielo..

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    Rosalia

    12/01/2017 21:29:13

    Un genio letterario, lo accosterei solo a Proust e qualche altro conosciutissimo russo. Chi ha scritto che il romanzo è privo di introspezione psicologica dovrebbe davvero smettere di leggere autori di questa levatura e ritornare a Moccia o a Volo.

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    Paolo Sacchi

    11/01/2017 18:34:44

    Insopportabile. L'esercizio era questo: dovrai scrivere un romanzo, di più di cinquecento pagine, in cui, solo e soltanto, bada bene: solo e soltanto, dovranno essere descritti stati di animo di desolazione, schifo,disperazione, e simili; ed inoltre, non dovrai, in alcun modo, occuparti della psicologia dei personaggi e, soprattutto, del personaggio io narrante. E Celine ha svolto il compito in maniera mirabile: nemmeno un solo rigo è sfuggito alle "consegne". E quegli altri stati d'animo diversi che ogni tanto sentiamo dentro ? Niente, è censura, vietato scriverne. Alla fine, l'angoscia te la trasmette, ma tu pensi anche che tutto ciò è monomania ridicola.

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    Carlo Antonelli

    29/09/2016 19:21:24

    Celine ha cercato una prospettiva particolare sulla vita, e questa prospettiva e' diventata la sua scrittura. Ha voluto togliere ogni motivo di compiacimento o anche di consolazione all'uomo, certo anche sotto l'effetto delle tremende esperienze come la Prima Guerra Mondiale. Dopo Freud e la Psicoanalisi siamo piu' inclini ad apprezzare chi si dedica a demistificare i falsi ideali e a svelare l'uomo a se stesso. Era possibile cercare una prospettiva diversa, che senza cadere nel candore mettesse in rilievo gli aspetti positivi, edificanti dell'uomo e della nostra vita? Forse, ma non chiedetelo a Celine. Stile meravigliosamente efficace

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    NICOLA MARCELLO

    05/07/2016 18:31:55

    Bellissimo. Affonda le mani nella carne, senza finzioni, senza falsi pudori, nessun politicamente corretto. Anche la verità è sporca. Da leggere, perchè in questo libro ci sono tutti i libri.

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    learco

    07/01/2016 16:14:08

    Un viaggio travolgente attraverso le tragedie del XX secolo, senza concedere un attimo di respiro, con uno stile innovativo che ha condizionato la letteratura successiva, da Salinger al realismo sporco. Quello che impressiona è lo sguardo cinico e disincantato dell'autore su avvenimenti e personaggi; l'uomo è visto senza retorica, senza nobiltà, con i suoi meschini interessi e vanità. Un libro, per certi versi, crudo ed estremo; difficile da dimenticare.

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    Ste1q73

    04/01/2016 00:59:48

    Sono sicuro di essere una persona limitata,sicuro di avere carenze nel campo della letteratura,sicuro(forse)di non essere all'altezza, o meglio,pronto a una scrittura impegnativa come può essere Celine...come può essere questo viaggio giù fino al termine di una notte. Ho faticato molto,fin troppo,per terminare questo libro e son cose che non devono succedere altrimenti c'è qualcosa che non torna. Ma poi mi sono più volte domandato se la colpa sia veramente mia? Be' ho fatto un profondo esame di coscienza analizzando,ripensando...direi addirittura scavando nelle pagine che ho letto e....nooooo non sono io. Ho preso di petto la questione e mi sono seriamente documentato su questo "autore.Personaggio che definire bizzarro forse è fin troppo poco,una persona disturbata che ha messo insieme una montagna di pagine perlopiù incomprensibili, dove ammesso che siano anche in parte autobiografiche,racchiudono un'esistenza e una serie di disavventure che si è ASSOLUTAMENTE cercato e meritato. Se avevo...se avevamo bisogno di conferme sulla NON necessità di andare troppo lontano e di rimanere in Italia per trovare buona letteratura il Celine ne è per me la conferma! Un libro che non mi lascia niente io....non do in cambio altro che questo.

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    Mina

    30/12/2015 12:02:32

    Lo adoro, è un libro che ti descrive un viaggio al termine della notte

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    Andrea

    24/11/2015 01:42:15

    Uno dei libri migliori che abbia mai letto.

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    Zuckerman

    26/10/2015 21:14:52

    E' stupefacente come alcuni estimatori di Céline siano così rancorosi nei confronti di chi non ha espresso commenti favorevoli al romanzo, evidentemente dimenticano che ognuno ha attitudini, inclinazioni e criteri di giudizio propri, ma soprattutto dimenticano che è più che legittimo farlo; forse ne hanno assorbito il malanimo.

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    Raffaele

    25/10/2015 00:38:20

    Mi dispiace ma il romanzo non mi ha attratto più di tanto, pensavo onestamente di restare colpito se non dalla forma almeno dai contenuti, ma nonostante il duro e coraggioso attacco alla sua società condito da qualche bestemmia che all'epoca avrà fatto scalpore, non ho sentito l'odore del libro scandalo scritto da un acuto, sottile e autentico dissacratore; piuttosto una serie di fatti e resoconti autobiografici dettati più dalla rabbia e dall'invidia che non ritengo alta letteratura, troppo disprezzo e "odio a tutti i costi", forse per autocommiserazione. Molto, ma molto, meglio il nostro Malaparte.

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    mikarlo

    23/09/2015 16:15:27

    "Viaggio al termine della notte" è una lettura imprescindibile, poderosa, debordante. Seppur non castrandoci nulla, né come stile, né come trama, solo "Rayuela/il gioco del mondo" di Julio Cortazar mi è riuscito a dare tanto. LEGGETELI. LEGGETELI ENTRAMBI. TANTO DI CAPPELLO. CHAPEAU!!!

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    Carmine

    18/09/2015 22:33:21

    Esistono degli scrittori mediocri e degli scrittori discreti. Poi vengono quelli bravi e ancora dopo quelli bravissimi. Infine, sull'ultimo gradino, c'è Céline.

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    Enrico

    01/09/2015 01:31:57

    La "delirante" recensione di Roberto dimostra in modo inequivocabile gli effetti che la lettura di questo genio ha sulle menti deboli. Celine non è per tutti. Chi vuole conforto vada su altri lidi .

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    danilobasile

    19/08/2015 20:31:05

    A me proprio non è piaciuto. Indubbiamente è una scrittura originale ed è facile immaginare che quando uscì suscitò scalpore ma proprio non l'ho capito. Per prima cosa la struttura della frase... tutto invertito al punto che spesso ero costretto a rileggere la frase perchè non ne capivo il senso. Paradossale perchè è scritto in prima persona con locuzioni corte che dovrebbero agevolare una lettura scorrevole e veloce ma di fatto, per come è composta la frase, avviene il contrario. La storia... boh, inconsistente. Non mi è rimasto nulla, nè una emozione, nè un aneddoto, e nemmeno un personaggio. Non ho delineato neanche il carattere del protagonista. Non ho capito se è uno sciocco, uno bastardo, un sensibile, un ladro... evanescente.

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    Roberto

    19/07/2015 17:57:48

    Finalmente l'ho riletto, in gioventù mi era parso notevole, tutta questa folle rabbia verso le 'cose'.Perché c'è solo disprezzo verso l'altro, considerato 'cosa', niente di più, ma non il disprezzo aristocratico di chi 'ha', ma quello del lumpenproletariat, invidia, merda, solo questo, niente di rivoluzionario, niente, niente. Sessista, maschilista, razzista. Non è che racconta, l'ipocrisia la piccolezza, ci si mette dentro usandola, irridendola, un piccolo uomo che giudica gli altri. Chiaro poi dove si sia schierato, in francese la lingua rende, in italiano no. Gli è andata bene che l'hanno preso gli americani, se lo prendevano i russi imparava un poco di educazione, altro che icona del novecento.

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    Mauro C.

    24/04/2015 16:12:39

    STRAORDINARIO!!! Da leggere e rileggere assolutamente!

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