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Vipera. Nessuna resurrezione per il commissario Ricciardi

Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Pagine: 291 p., Brossura
  • EAN: 9788806220969

32° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

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    costantino

    29/11/2016 16.14.54

    libbro nella media di de giovanni.sempre ripetitivo ,pero', in tutti i romanzi con pagine ormai ripetitive.mi manca l'ultimo chissa'...

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    eva

    09/08/2016 17.46.59

    Uno dei romanzi più densi di De Giovanni. Il commissario Ricciardi, il suo fido Maione e il battagliero dott. Modo, imbastiscono le fila di questo giallo dal finale tragico e triste. Intorno un'umanità dolente o fin troppo vivace nell'ambientazione del risveglio pasquale e di una Napoli che si trova irretita dai primi bagliori del fascismo sporco, e, chissà, come andranno a finire le vicissitudini amorose del commissario. Bello, uno dei gialli più interessanti letti finora.

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    LucaMilano

    25/08/2015 20.56.31

    De Giovanni ama la sua Napoli, e in tutti i romanzi la descrive in maniera assai suggestiva, quasi pittorica, si ha l'impressione di vedere i vicoli e gli scorci partenopei così ben narrati. altrettanto vividi sono i caratteri dei personaggi, quelli ricorrenti, come quelli che di volta in volta si presentano nei nuovi romanzi. La ricostruzione del periodo e delle sue abitudini (compreso il bordello) è fedele. De giovanni è poesia, musica, colori e sapori della sua città per questi motivi anche Vipera è una lettura piacevole e difficile da interrompere, nondimeno la trama gialla è debole, e l'identità del colpevole appare piuttosto chiara fin dalle prime pagine. un bel romanzo, non un gran giallo

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    marcello

    03/09/2014 09.23.27

    Sarebbe da 5 NEL SUO GENERE. Oltre alla trama poliziesca originale ed intrigante deliziosi i capitoli sulla primavera, sulla pastiera e l'incontro fuori testo con Livia. Non è il solito scarno giallo, ma un giallo con inserti di napoletanità, di introspezione e di ambiente molto gradevoli.

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    faffa

    12/07/2014 17.56.00

    L'ambientazione di "Vipera" è quella del periodo pasquale, dell'arrivo della primavera che è tutta un rifiorire di odori, sangue e passione. Vipera, Maria Rosaria Cennamo, è una donna che vende l'amore, che vende ad ora la sua passione. Vive nella "prigione" dorata Paradiso:qui trova, inaspettatamente, la morte. Il Commissario Ricciardi indaga, alla ricerca della causa:amore o fame?Indagando, però, il commissario si trova ad interrogarsi sulla sua visione dell'amore:Livia?o Enrica? Entrambe sperano del suo amore.Entrambe piangono per lui. Livia è disposta a tornare a Roma per non cedere all'umiliazione. Enrica, con e per amore, impara le ricette della cucina cilentana dalla Tata Rosa. L'amore per il commissario non è tutto: l'amicizia viene prima ed in nome di questa fa di tutto per salvare il dottor Modo dalla punizione fascista. "Vipera", come le cinque precedenti indagini del commissario Ricciardi,si fa leggere non solo per scoprire l'assassino, ma per immergersi nella città che fa da sfondo all'indagine: la città di Napoli, il suo modo genuino di accogliere la primavera, il suo gusto culinario di preparare il pranzo di Pasqua, il suo carattere rituale sacro-profano di vivere la settimana santa.

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    lester

    23/06/2014 15.01.35

    Ho letto tutti i romanzi di De Giovanni, che rimangono una certezza. Forse i personaggi sono eccessivamente caratterizzati e forse Napoli è descritta un pò troppo come presepio, però non si scende mai nel retorico o nello strappalacrime. Unica piccola papera, che forse ho notato solo io: alla fine Ricciardi entra nella camera della morta e spalanca le persiane, cosa impossibile da fare senza avere la chiave del lucchetto:-)

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    archipic

    14/05/2014 19.17.26

    Ancora una conferma per il Commissario Ricciardi e per il suo autore. Bellissima l'ambientazione e la caratterizzazione dei personaggi. La trama noire, gialla o poliziesca che dir si voglia, è solo un pretesto per raccontare le emozioni che muovono i gesti e la vita delle persone. Bello!

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    France

    09/05/2014 19.23.48

    Ho iniziato questo libro quasi per caso e devo dire che è stato per me una splendida sorpresa. Mi è piaciuta davvero molto l'ambientazione: gli anni '30 a Napoli, prima della Pasqua. Le descrizioni sono dettagliate, ricche di cenni storici e geografici, ricreano alla perfezione il clima che si respirava allora, mantenendo comunque uno stile semplice e scorrevole. I personaggi sono tutti ben delineati, dotati di carattere e personalità, e la trama è ben congegnata e interessante, riesce a tenere accesa la curiosità del lettore fino all'ultima pagina! Mi sono appassionata alle vicende del commissario Ricciardi e penso che inizierò a leggere la saga dall'inizio! Un giallo storico davvero bello, consigliato sia agli amanti del genere sia ai "profani".

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    davide951

    22/02/2014 13.48.59

    non sono daccordo con i giudizi negativi... non si tratta del solito giallo ma di un affresco del periodo e dei personaggi. in giro non e' che sci sia molto di meglio...

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    ClaraB

    16/11/2013 18.58.40

    Un poliziesco come tanti e non dei migliori. L'ho letto spinta dalla curiosità e dal successo che l'autore sta riscuotendo ultimamente, ma mi fermerò di sicuro. Romanzi di questo tipo, scritti in serie, mi annoiano subito.

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    Lorso57

    14/10/2013 11.07.44

    Buon lavoro di De Giovanni che ci immerge da par suo nella "napoletanità" descrivendo la Pasqua che sta per arrivare. Il giallo in sè è tuttavia inferiore ai precedenti nel dipanarsi della trama. L'autore pare aver perso parzialmente la spinta propulsiva che lo aveva caratterizzato. Con la sua prossima fatica attendiamo anche una svolta decisiva per quanto riguarda i rapporti interpersonali del commissario Ricciardi.

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    Antonio

    27/09/2013 17.37.18

    Anche a me non è piaciuto particolarmente poi un prezzo di copertina elevatissimo... il peggiore della serie. poi l'autore (onnipresente in Tv locali) mi sembra che sia sempre troppo accondiscendente con politici e giornalisti, forse occorrerebbe essere meno "mainstream..." così oggi si dice... a scapito di vendere anche qualche copia in meno...

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    sergioerita

    05/09/2013 16.28.53

    Stesso discorso fatto qualche giorno addietro per il libro "Il giorno dei morti". Si indaga per tutto il libro, poi l'idea geniale fa scoprire l'assassino, mentre nel libro si parla di tutt'altro, ed alla fine c'è sempre uno stupido motivo per non fare "incontrare" il Commissario e la ragazza che da ben 5 libri Ricciardi spia dalla finestra!!! Già abbiamo accettato le "visioni" di Ricciardi, ma la stupidità no! Mi si chiederà: perché li hai letti tutti questi libri? Molto semplice: ho molto apprezzato la descrizione dei personaggi napoletani, degli ambienti napoletani, della difficile vita del popolo a Napoli negli anni '30, che poi era ancora identica negli anni '40 ed anche dopo per molti anni ancora. Poiché ho vissuto gran parte di quegli anni, mi è piaciuto fare un volo fra quei ricordi anche se non belli, ma "giovani".Il fascismo,la povertò, le baracche a via Marina che non erano altro che un ghetto, come un ghetto erano i vicoli dei "quartieri" dove crescevano i "casini" , la delinquenza e la miseria. Tornando al racconto del libro, il finale mi sembra improvvisato, tronco; questo vale anche per gli altri libri del Commissario Ricciardi, Mi dispiace perché i libri sono scritti in modo gradevole e di facile lettura, ma, secondo me, l'ultimo capitolo né da riscrivere.

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    Claudio

    09/08/2013 10.47.45

    È il secondo romanzo che leggo di De Giovanni, e il primo della serie di Ricciardi, ma non ho difficoltà a credere al commento di Adriana qui pubblicato. Il ruolo dei morti che Ricciardi vede in giro non è chiaro: sembra un'idea strampalata piazzata lì senza motivo. Forse un senso lo aveva in qualche romanzo precedente, ma adesso quel senso si è perso. De Giovanni scriverebbe anche bene, e sarebbe piacevole da leggere, se non fosse che il romanzo è fatto di spezzoni e frammenti scollegati: frammenti di indagine, frammenti di vita privata, interludi poetici (troppi), frammenti delle diverse vicende collaterali, e sporattutto scorci di una quotidianità fin troppo lunghi e numerosi: sarò sfortunato io, ma ultimamente non leggo altro che descrizioni di cibi e ricette, dev'essere la moda del momento. Camilleri almeno, che questa moda l'ha anticipata, sembra aver saggiamente ridotto le descrizioni di pranzi e piatti negli ultimi romanzi di Montalbano. Ah, la soluzione del "giallo" è sconfortante... sembra proprio che il lavoro del commissario e l'omicidio siano solo una scusa per parlare d'altro, la scoperta del colpevole una formalità da liquidare senza troppa attenzione a fine romanzo, dopo che la storia vera si è conclusa, con una soluzione adatta al più a una paginetta della Settimana Enigmistica che ad un romanzo.

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    Renzo Montagnoli

    15/07/2013 10.54.21

    Come al solito la trama gialla è relegata allo sfondo del palcoscenico in cui si muovono i personaggi fissi di ogni romanzo che ha per protagonista principale il commissario Ricciardi. Non manca la tensione, ma non è questa lo scopo di ogni episodio, è come se de Giovanni ricorresse agli omicidi e alla ricerca dei colpevoli solo per narrarci delle sue creature, delle loro giornate, delle loro illusioni, delle loro delusioni. E così è anche per Vipera, dove l'omicidio nella sua alcova di Maria Rosaria Cennamo, detta Vipera, la più bella prostituta non solo del bordello Paradiso, ma di tutta Napoli, e le conseguenti indagini sono un pretesto per mostrarci l'evoluzione dei rapporti fra Ricciardi ed Enrica, per aggiornarci su Maione e famiglia, per far rinascere, nonostante un rifiuto scostante, la passione di Livia per il commissario. A ciò si aggiunge, e questo è stato un colpo di genio, la disavventura del dottor Modo che, a forza di manifestarsi antifascista, finisce con l'entrare nel mirino della polizia segreta di regime. Ma non voglio dire altro, per non scoprire la trama e in questa sede mi preme solo rilevare come più passa il tempo, dopo ben sei romanzi la gradevolezza della lettura rimanga inalterata. Almeno nel mio caso mi sono interessato soprattutto all''evolversi delle vicende dei protagonisti, relegando la ricerca del colpevole a un accessorio, che è ben costruito, ma è pur sempre non determinante nel giudizio. Maurizio de Giovanni sa bene interpretare le miserie umane, non si erge a giudice, ma ha un dono non comune: la pietà, pietà per le vittime e per i colpevoli, pietà per una città e la sua gente che vivono alla giornata, pietà per chi non la chiede, ma con il suo comportamento se la merita, pietà per chi ama senza essere riamato. Vipera è un romanzo che merita indubbiamente di essere letto, un compagno fedele con cui trascorrere ore di intenso meritato piacere.

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    David

    14/06/2013 20.25.30

    Davvero molto bello ;-)

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    Fabio

    02/06/2013 17.34.27

    Noir! Ottimo romanzo del bravissimo De Giovanni.

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    Adriana

    20/05/2013 09.08.28

    Al 6° capitolo di Ricciardi è evidente che la serie non è decollata, anzi, si è schiantata. I personaggi principali sono rimasti pressoché incancreniti nelle continue reiterazioni di pensieri e azioni. Una stagnazione totale, nessuna evoluzione sostanziale. Un disco rotto che è diventato scontato, ripetitivo e noiso. L'idea di fondo era buona ma si è fossilizzata lì. Letto uno letti tutti.

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    PAOLO

    08/04/2013 13.51.22

    Libro ben scritto che scava a fondo nella psicologia dei personaggi e risulta realistico nella descrizione dell'ambiente della citta' di Napoli e dell'ambiente della questura.Non si usano toni alti x descrivere la vicenda ma un profondo senso di umanita' triste e dolente pervade tutto l'intreccio che abbina al lato storico quello dell'indagine poliziesca condotta senza troppa enfasi e con qualche lentezza.Il finale e' credibile e finiamo x parteggiare con l'assassino che ha avuto un movente verosimile e comprensibile x commettere il fattaccio.Insomma un colpevole quasi simpatico.Ma tutti i personaggi sono ben descritti e risultano quanto mai verosimili.Bella prova di uno scrittore che supera di gran lunga la sufficienza come votazione.

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    carmine_76

    04/04/2013 13.13.21

    Lettura stile Montalbano, piacevole e scorrevole, un giallo ben scritto.

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