Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 08/05/2013
Pagine: 199 p., Brossura
  • EAN: 9788807881640
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    AdrianaT.

    04/04/2018 06:57:51

    Bella la vita agra!, che detto così stona, ma quel pezzo di vita lì, quella trascorsa in pieno boom economico con Carlone, Franz e Eugenio a fumare bere magiare cantare e discorrere al caffè delle Antille, fra amicizie maschili e leale competizione, con Anna vicina e Mara sempre più distante, sarà stata agra sì, ma pure appassionante. "Io cerco sempre la compagnia dei triestini, perché sono uomini franchi e ventilati, aperti e disponibili a influenze composite, slave, absburgiche, dalmate e veneziane." Bello per la veracità che esprime, la forza e la semplicità che ostenta nell'affrontare una vita che gli è capitato vivere in un passato rabbioso; un Bianciardi alienato, in costante conflitto con un sistema di cui non riesce a godere il PIL in crescita, che si scansa dalle grinfie del Consumismo che avanza, con immane fatica esistenziale, ma che comunque è animato da passione, lotta e utopie; veramente un buon libro dal linguaggio travolgente e dalla scrittura intelligente. "Succede sempre, in tempi di guerre e di rivoluzioni, che un uomo e una donna si amino subito, senza le usuali trafile del corteggiamento, della parte in casa e delle nozze col velo. Perciò quella sera, dopo la dimostrazione, Anna rimase con me, e prese sonno all'alba nel letto di Carlone [...] E come succede in tempo di guerre e di rivoluzioni, tutti e due avevamo ansia di sapere e di fare tutto in fretta, quasi che fra un mese, una settimana, domani, non ci fosse più tempo."

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    paolo

    24/07/2016 12:32:41

    5 tutta la vita a questo capolavoro di imperfezione. C'è tutto quel che si può chiedere alla letteratura vera: semplicità, creatività nell'uso del linguaggio, impagabile umorismo, una malinconia a tratti struggente, e l'amore, quello vero, quello che fa i conti con la quotidianità difficile di un intellettuale provincialissimo ma ben armato d'ironia. Vuol vendicarsi della disumanità della grande metropoli, ma Milano lo sbranerà come deve essere, ne masticherà il cuore per poi risputarlo fuori con indifferenza. Ma che fauna fantastica descrive Bianciardi a Milano: le segretariette "inteccherite" sui loro tacchi, gli impiegati intabarrati sui tram, gli artistoidi affamati e arruffati.....finisce per fartela desiderare, questa disumana metropoli italiana degli anni cinquanta, che di Bianciardi si accorgerà appena, per dimenticarlo subito. Da leggere e leggere e leggere...bellissimo!.

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    Maria Grazia

    10/01/2016 11:51:56

    Ho acquistato il libro con un senso quasi di colpa: avevo sentito un critico letterario parlarne come di un imperdibile capolavoro assoluto. Un dovere leggerlo! Confesso che all'inizio non trovavo il bandolo della storia e ho faticato a leggere i primi capitoli, per i troppi riferimenti a me inaccessibili, per i termini inusuali e, talvolta, ignorati anche dal vocabolario. Se mi basassi solo su questo, assegnerei un voto medio basso. Superato l'ostacolo, però, la lettura procede spedita, ti prende la voglia di capire. Conclusa la lettura ho cercato informazioni sull'autore e visto vari filmati, in particolare "Bianciardi! Regia di Massimo Coppola 2008". È stato come colmare un vuoto di conoscenza e di riflessione e, in fondo, è stato come leggere la continuazione, una risposta alla domanda "Come andrà a finire?". Per questo, consiglio di leggere il libro e (ri)scoprire Bianciardi, "uomo difficile, grande scrittore".

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    nadia

    13/04/2015 18:02:56

    Non mi è piaciuto. A parte alcuni spunti degni di nota, l'ho trovato noioso e talvolta irritante.

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    angelo

    17/02/2015 19:52:01

    Ingredienti: la rabbia di un anarchico trasferitosi a Milano con propositi di vendetta sociale, la trasformazione di una città immersa e sommersa dal "miracolo italiano", una mente critica verso il progresso e la modernità, uno spirito libero costretto ad adattarsi al sistema per sopravvivere. Consigliato: a chi cerca un ritratto fedele e spietato dell'Italia di 50 anni fa, a chi si mantiene in equilibrio precario tra conformismo e ribellione.

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    ninonux

    05/12/2013 11:33:58

    che bello rileggere in un unico libro tanti autori amati, letti e riletti; tra le pagine di bianciardi ci si imbatte nel nichilismo di celine, nell'ironia disperata di bukowski, nell'anticonformismo di kerouak e di tutta la beat generation, e poi ci sono ancora moravia, cassola, faulkner, e tanti altri...bianciardi era un intellettuale anarchico, refrattario ad ogni conformismo, cantore della disperazione della quotidiana sopravvivenza, della rabbia mal repressa contro l'abbrutimento della società umana quale effetto collaterale del boom economico degli anni '60. un romanzo che mi ha divertito e commosso al tempo stesso, e mi ha fatto riflettere (..e non poco) sul ruolo dell'uomo in una società in cui i processi di produzione e consumo della ricchezza sovrastano e annullano qualsiasi afflato esistenzialista. "produci, consuma, crepa", per dirla con le parole del grande lindo ferretti"......

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