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Juan C. Onetti

Traduttore: E. Cicogna
Editore: Einaudi
Collana: Letture Einaudi
Anno edizione: 2010
Pagine: XXVI-370 p. , Brossura
  • EAN: 9788806163952

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    pietro c

    16/02/2014 16.26.14

    Sublime e snervante

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    Vincenzo Bonicelli della Vite

    24/07/2013 11.41.50

    IL TEMPO DELLA REALTÀ E QUELLO DELLA FINZIONE.: darei questo sottotitolo al libro di Onetti, un libro incredibile e stupefacente, oscuro e illuminante, irritante e denso, difficile e affascinante. Il tempo della narrazione coglie la vita dei personaggi e dello scrittore, Onetti stesso, Brausen e Diaz Grey, Elena Sala e la violinista nell'intreccio temporale in cui il disagio esistenziale si sposta dalla realtà di Brausen a quella dei personaggi che sta creando, dalla loro disperazione e irriconoscibilità reciproca al loro incontrarsi e ritrovarsi in un tempo unico, che contiene vita e morte, verità e falsità. Un tempo che confonde il lettore fino alla fine, quando appare chiaro che Brausen ha bisogno del suo doppio e lo ritrova in Ernesto, l'assassino della prostituta, e ogni duplicazione e proiezione della realtà nella finzione si può ribaltare, perché la finzione è una realtà già completa, può fare a meno della realtà e trasformarla in finzione. Così tutto è assorbito dentro uno scorrere vitale denso e inestricabile, le sensazioni sono precedute e seguite da un destino che si deve compiere e che puoi cambiare solo accettandone il suo disegno oscuro. Disegno che vede la Gueca morire assassinata da Ernesto e Elena Sala assassinata da Oscar. La fuga unita alla mascherata finale per sfuggire alla polizia, unisce i personaggi nel comune destino del tempo che ha compiuto il suo dovere, che ha trovato nella parola letteraria il senso della vita, la replica della propria esistenza in quella degli altri. Brausen dice a un certo punto che lui è tutti gli altri come tutti gli altri sono lui. Tutto si riconosce mentre è irriconoscibile. La morte inevitabile illumina la vita e disegna di essa il tempo duplicabile, cioè l'invenzione al suo interno del tempo necessario della finzione come ombra del reale, e vede nel finale Brausen allontanarsi mano nella mano insieme alla giovanissima violinista.

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    Alderegus Pedestrozzius

    06/03/2013 16.32.16

    Un libro difficile, in cui Onetti va davvero oltre qualsiasi cosa: oltre i confini della letteratura, del romanzo, dei personaggi, della vita, della morte. Uno dei libri più sconvolgenti che abbia mai letto nella mia vita, indefinibile, inclassificabile, immortale.

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