Vita e morte dei grandi Vichinghi

Tom Shippey

Traduttore: A. Guarnieri
Editore: Odoya
Collana: Odoya library
Anno edizione: 2018
Pagine: 478 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788862885041

13° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Storia e archeologia - Storia - Dalla preistoria al presente - 2. Storia: dal 500 d.C. al 1450-1500 d.C.

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Descrizione
In questo saggio, Shippey - già erede della cattedra di J.R.R. Tolkien all'Università di Leeds - racconta la vita e la morte di eroi ed eroine del mondo vichingo, esplora il loro modo di pensare e si sofferma in particolare sul fascino che scene di morte eroica esercitavano su di loro. "Vita e morte dei grandi Vichinghi" esamina la psicologia vichinga, contrapponendo la prova costituita dalle saghe alle testimonianze fornite dalle loro vittime. Il libro offre il resoconto di molte scene pervase di grande spavalderia presenti nella letteratura norrena, inclusi la caduta del casato degli Skjoldung e lo scontro fra le due drakkar, la Ironbeard e la Long Serpent. Uno dei libri più interessanti ed entusiasmanti sui Vichinghi scritti da una generazione a questa parte, che li presenta non come pacifici esploratori e mercanti, ma per quei guerrieri e razziatori sanguinari che erano. Shippey mette in luce tutti gli elementi di fascino di questo popolo guerriero, abbinando elementi scientifici - che attingono alle ultime scoperte archeologiche - e immaginario pop contemporaneo, da Vikings (la serie Tv, più volte citata nel libro) fino al lavoro di Neil Gaiman e Peter Jackson. Uno studio appassionato su individui eccezionali, su poesie e leggende di un lontano passato e su tutto ciò che ha reso i Vichinghi così diversi e speciali.

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    Angie

    07/01/2019 13:08:55

    Se ancora oggi, dopo oltre un millennio di distanza, i vichinghi esercitano tanto fascino nell'immaginario collettivo, deve esserci un motivo più profondo della mera capacità guerriera e dell'impatto storico che hanno avuto nel mondo. È difficile comprendere un popolo così antico e distante da noi come modo di pensare, esperienza di vita, credenze religiose, attività quotidiane. I miti e le saghe sono state scritte secoli dopo il loro declino, dunque gli studiosi trattano sempre con diffidenza queste fonti secondarie, lasciando quel mondo in una nebbia fumosa. I vichinghi sono stati spesso fraintesi, amati e odiati, ammirati e temuti. Shippey si è chiesto cosa rende così ammirevole lo spirito vichingo e lo scopo del libro è proprio indagare la psicologia collettiva (a volte quasi psicotica) dei veri vichinghi del passato, ovvero ciò che li rendeva unici. Il lavoro che si ripropone Shippey, di risalire alla complessità dei valori vichinghi e della loro mentalità non è per niente facile, eppure riesce a destreggiarsi nel vasto materiale con maestria. Il libro è destinato ad un pubblico non specialista e il risultato è un saggio che si legge con la stessa scorrevolezza e piacere di un romanzo. A tratti ironico, irriverente è piacevole e sorprende riuscendo ad appassionare pagina dopo pagina. Viene voglia di continuare questa lettura all'infinito perché si trovano moltissime riflessioni interessanti anche per gli esperti del settore. Io mi sono davvero divertita a leggere questo libro.

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