Vivere per scrivere. 40 romanzieri si raccontano

Enrico Franceschini

Editore: Laterza
Collana: I Robinson
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 11 gennaio 2018
  • EAN: 9788858130414
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Descrizione
«C'è chi scrive ancora a mano e chi è stregato dal computer, chi programma ogni pagina dall'inizio alla fine e chi avanza di getto senza sapere dove lo porterà la trama, chi frequenta i corsi di scrittura creativa e chi esce dalla scuola della vita, chi si fa ispirare dalla realtà e chi la deforma, chi lavora esclusivamente di fantasia e chi studia, imita o perlomeno usa come modello i grandi autori del passato. Per scoprire che cos'è e come si scrive un romanzo, non c'è niente di meglio che interrogare uno scrittore. E di scrittori, grazie al mio lavoro di giornalista da oltre trent'anni in giro per il mondo, ho avuto la fortuna di incontrarne tanti. In queste pagine, quaranta di loro parlano dei libri che scrivono e di quelli che amano, di come nasce una storia e del proprio metodo narrativo, dei propri maestri, delle proprie vite.»

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Recensioni dei clienti

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    Elisabetta

    09/09/2018 19:12:34

    Le riflessioni di ogni scrittore costruiscono le facce di un dado, che può essere lanciato da chi legge sul tavolo pieno di fogli bianchi che ha davanti. Il lanciatore vincerà ogni volta una sensazione diversa, decisa dalla sorte: ammirazione, gioia, leggero fastidio, antipatia. Tutte le diverse personalità raccolte in queste pagine dicono solo una cosa: lo scrittore è un essere umano e come tale la sua vita è piena di soggettività. Se cercate la chiave di volta per riempire i vostri fogli bianchi, tenete a mente cosa vi dice Ian McEwan: “Toglietevi di mente tutte le voci degli altri scrittori che vi impediscono di essere voi stessi. Oppure scrivete delle imitazioni dei vostri scrittori preferiti. Ma usate il racconto per trovare voi stessi”.

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    Ida

    09/09/2018 16:03:24

    Un viaggio non solo dentro libri e parole, ma nel cuore dell'arte. Gli intervistati parlano dei libri che scrivono, di come sono nate le loro storie e del metodo narrativo usato. Un riflettere ad alta voce con interessanti interlocutori su argomenti e problematiche che hanno attraversato decenni di storia.

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    maria cecilia

    09/09/2018 15:29:03

    UN LIBRO FATTO DI LIBRI Quaranta scrittori, quaranta ritratti. Quarant’anni che hanno portato Enrico Franceschini - corrispondente all’estero de ‘La Repubblica’ dagli anni ’80 - a viaggiare e conoscere da vicino i grandi e gli emergenti della narrativa internazionale. Cos’hanno in comune? Forse niente; forse tutto. Diversi per storia, convinzioni politiche, modelli di riferimento, provenienza, modo di intendere - e vivere - la vita, ma con una passione che li unisce, più forte di mille differenze: l’amore inestinguibile per la letteratura. Ripercorrendo gli ultimi quarant’anni dell’epoca contemporanea, “Vivere per scrivere” traccia il racconto di una vita, ma soprattutto quello di un sentimento. Quello stesso che spinse l’autore, poco più che ventenne, fino in America, a bussare alla porta dell’amato Charles Bukowski e che continua ancora oggi ad accompagnarlo nel suo lavoro, più alto delle sue stesse parole. Un libro fatto di molte storie, testimonianze, citazioni a incastro. Un libro fatto di libri, capace di rinnovare il piacere della lettura. In questo dialogo a tu per tu con quaranta romanzieri, Franceschini - e con lui altre quaranta voci - ci ricorda, infatti, che leggere significa scoprire, comprendere meglio il mondo e sé stessi. Ma leggere è anche «un’immortalità all’indietro», come scriveva Umberto Eco, provare emozioni sconosciute, vivere vite mai vissute. Leggere è appartenere. A un’idea, un modo di sentire, a qualcosa. Questo è il « miracolo della scrittura » di cui parla Ian McEwan nella sua intervista, che fa del libro lo strumento che permette a uomini, storie e idee di vivere per sempre. Una magia che vorrei fosse senza fine.

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    Alice Piccinini

    09/09/2018 15:06:41

    Molti pensano che scrivere sia un lavoro facile: chi non riuscirebbe a pensare ad avventure con un protagonista particolare, mondi fantastici, oppure semplicemente descrivere in alcune pagine le esperienze che gli hanno cambiato la vita? In realtà scrivere è l'arte più difficile… Ci vuole creatività da vendere. Secondo J.J. Abrams, infatti, uno dei problemi principali del cinema è la mancanza di fantasia, qualità che invece è fondamentale nell'editoria. Il suo romanzo "S-La nave di Teseo", che vuole essere un'opera condivisa, una specie di gioco/rebus, rappresenta una sorta di novità, soprattutto per un regista di fantascienza che si dice abbastanza contrario all'ebook, mentre la sua collega J.K.Rowling sottolinea l'importanza del progresso e dello stare al passo con i tempi: ha creato infatti una piattaforma interattiva: "Pottermore", per tutti i fan che vogliano leggere contenuti inediti sul maghetto più famoso del mondo e con cui la scrittrice ha un legame talmente profondo che ha confessato di aver pianto al termine della saga come se fosse venuto a mancare un membro della sua famiglia. L'ispirazione inoltre è dovuta anche ai luoghi cari all'autore: dal bar dietro l'angolo a un'intera città… E' interessante come Charles Bukowski, scrittore dall'anima hippie, nei suoi libri abbia descritto gli eccessi e il divertimento degli anni Sessanta e sia riuscito così a incarnare l'ispirazione di molti giovani della sua epoca… Enrico Franceschini non a caso comincia questa raccolta di interviste con la visita che gli ha fatto da ragazzo nella città degli angeli, la quale fa da casa a diavoli come il "vecchio Buk". Allo stesso tempo si hanno anche personalità come Alvarez che scrivendo di poker, la sua passione, ci descrive come a volte non serve parlare di fatti eccezionali ma di qualcosa che ci piace. Quindi non esiste una regola per diventare scrittori ma resta comunque un lavoro per pochi, per quelli che hanno un dono: raccontare la vita. Questo è "Vivere per scrivere"

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    Erica Nasato

    09/09/2018 13:47:54

    Lo scrittore, esemplare insolito nel nostro mondo di pragmatismo rampante, è il protagonista indiscusso di “Vivere per scrivere”, sia che si tratti dell’allegra Sophie Kinsella sia del grande Lev Tolstoj, dell’oscuro Frederick Forsyth o della celeberrima J.K. Rowling. C’è chi nella quotidianità trova un’idea per il suo romanzo, come nel caso di Ian McEwan, e chi invece sa bene ciò che desidera e non fa altro che metterlo per iscritto, esattamente come P.D. James; c’è poi chi si rifugia nei caffè per scrivere e chi preferisce l’accoglienza e la serenità di casa propria; c’è chi scrive di getto e chi invece ha bisogno di mesi di ricerche prima di iniziare con la stesura del romanzo. Con uno stile semplice e coinvolgente, il giornalista Enrico Franceschini ci accompagna alla scoperta del poliedrico universo dei romanzieri lasciandocene conoscere quarantuno da vicino; ad ognuno è dedicato un breve capitolo e con le interviste, riportate in modo sommario, il lettore si addentra nelle vite degli autori. La scrittura non è l’unico tema di cui si occupano intervistatore ed intervistati: Franceschini sposta abilmente la conversazione da Dickens all’estremismo islamico, da David Cameron all’Arsenal. E’ questo il punto di maggiore forza di “Vivere per scrivere”: l’intersecare gli aspetti della vita dei quarantuno romanzieri alla passione per la letteratura, un vero dono per gli appassionati lettori. Lo stile chiaro e coinvolgente, la rapidità dei capitoli e alcune interessanti domande sono il segreto dell’efficacia di questa raccolta di brevi biografie. L’autore inoltre, insieme ai suoi interlocutori, regala al lettore l’occasione di conoscere o riscoprire romanzi e scrittori, forse dimenticati. “Vivere per scrivere” non è una semplice raccolta di interviste giornalistiche ma è, in definitiva, una selezione di storie d’amore, amore per la scrittura.

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    Cesare Paradiso

    08/09/2018 17:40:11

    Un libro necessario, come si dice. Certo, se pensavi di essere un ottimo lettore ne esci un po' ridimensionato: ci sono autori che non conoscevi e libri che non avevi letto. Se hai velleità di scrittura, non ti mancheranno i buoni consigli e una serie di ottimi esempi. Franceschini ci accompagna a far visita a un nutrito gruppo di narratori, a partire da Bukowski, il geniale "sporcaccione", che lui riuscì a stanare da ragazzo, ad un'età in cui ancora si vuol cambiare il mondo e il mondo non ci ha ancora cambiati. Qualcuno degli intervistati è più generoso, qualcuno più avaro nel raccontarsi, ma la rassegna è stimolante. Se Forsyte ci dice della "fatica" di scrivere e Zadie Smith è lenta come Michel Faber, Alan Bennet, umorista raffinato, ammette che scrivere lo rende felice. E anche Jonathan Coe prova gioia e David Grossman confessa di non trovare nulla di preferibile a ritrovarsi solo nella sua stanza a scrivere. D'altra parte, è la vita che nutre i romanzi e la vita- ci assicura Sam Miller- "ha più fantasia di noi". Che si scriva d'amore come Catherine Dunne o lo si esplori in tutte le declinazioni come P.D. James, o si raccontino città come lo stesso Coe, o si scrivano gialli come la Marinina o Peter James, un buon libro è sempre la soluzione migliore, come si accalora a dirci Nick Hornby: meglio anche del calcio, e se lo dice lui... Franceschini indaga con mano sicura e "visita" con competente discrezione . Ci consegna una serie di informazioni e di curiosità ( Amos Oz scrive in piedi per i dolori alla schiena, come Hemingway e l'ultimo Roth, a quanto pare) ma ne ricava e si fa consegnare opinioni politiche, preferenze letterarie, ma anche segreti di metodo, meccanismi di intreccio, finali aperti. Insomma, esci da questo libro pieno di buona letteratura. I buoni romanzi, anche dopo Tolstoj, Hemingway, Dickens, Woolf, Simenon, continuano a essere scritti. "Il problema è che nessuno sembra avere più voglia di leggerli"- adombra Howard Jacobson. Avrà torto?

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    Arianna Ghidoli

    08/09/2018 11:19:36

    “Vivere per scrivere” è una raccolta di interviste. Nel corso di 38 anni, Enrico Franceschini ha collezionato le preziose testimonianze di 40 romanzieri provenienti da molteplici parti del mondo, con l’obiettivo di comprenderne tecniche, motivazioni, ispirazioni. Le domande proposte agli autori permettono di fare breccia nei loro segreti più intimi e ricavarne l’umanità che troppo spesso viene ignorata o elusa per mancanza di un contatto diretto tra il lettore e l’autore. Lo scritto, tiene vivo l’interesse del lettore grazie all’eloquenza degli intervistati e ad uno stile schematico ma mai ripetitivo proprio del giornalista, anche in virtù della sua professione. Il coinvolgimento e la passione che traspaiono dalle parole dei romanzieri fa in modo che il lettore si sorprenda, si incuriosisca e talvolta resti deluso, traendone importanti spunti di riflessione. Scopo ultimo del libro non è fungere da guida al libro perfetto, anche perché, come cita Franceschini stesso prima delle interviste: “Ci sono tre regole per scrivere un romanzo. Purtroppo, nessuno sa quali sono.” -W.S. Maugham. Avere accesso all’interiorità degli autori fa sì che il lettore possa avvicinarsi ai loro testi con un grado di comprensione maggiore e la possibilità di decifrarne aspetti personali, che rimarrebbero altrimenti nascosti. È in questo, a mio avviso, che risiede il vero potenziale della raccolta di Franceschini.

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    Maria Antonietta

    08/09/2018 10:54:46

    Arriva un momento nella vita in cui un uomo,uno scrittore, si guarda indietro e tira le somme della sua vita,di quello che è stato e di quello che sarà,dei sogni che si scontrano con la realtà,delle sfide superate e di quelle che arriveranno..spesso però questo pensiero rimane un'idea,mai messa nero su bianco....Di contro,questo libro,dimostra che il più delle volte,per uno scrittore,parlarne,scriverne,semplicemente dirlo,è catartico...L'Autore di "Vivere per Scrivere" è riuscito ad avvicinare Menti diversissime tra loro,ma unite nel comune Amore per la Musa della nobile Arte,li ha sapientemente spinti a raccontarsi,a parlare del lavoro e della vita,a cuor leggero o,talvolta,in maniera più cauta.E' estremamente interessante leggere "vivere per Scrivere",si ha la sensazione di interagire con Franceschini e con i suoi Interlocutori,non è un ascolto sterile,non è una seriosa riunione di "professoroni",è invece un convivio di anime pronte ad esprimersi,a confrontarsi,a dimostrare che il dialogo è vita,il dialogo è rinascita,il dialogo è la natura dell'Uomo stesso.Eccellente scrittura,libro di cui si parlerà molto.

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    Filomena Santoro

    07/09/2018 18:25:01

    Il libro è stato pubblicato nel 2018 dalla casa editrice Laterza nel 2018. L'autore Enrico Franceschini, giornalista, scrittore, è corrispondente da Londra del quotidiano la Repubblica, precedentemente ha lavorato a New York, Washington, Mosca e Gerusalemme, ha al suo attivo diversi libri tra cui "L'uomo della città"(2013), "Scoop"(2017). Grazie al suo lavoro ha avuto modo di conoscere famosi scrittori, ne ha intervistati quaranta ed ha raccolto le sue conversazioni nel libro Vivere per scrivere 40 romanzieri si raccontano. L'intento dell'autore è quello che di cercare di capire cos'è e come si scrive un racconto attraverso l'esperienza di scrittori famosi, i quali parlano dei libri che amano, delle proprie passioni, vicissitudini, idee politiche,dei loro maestri, di come nasce un racconto, svelando i trucchi del mestiere e dando consigli a chi desidera scrivere. l'autore intervista in maniera diretta, garbata e con una sottile ironia. Quello che ne scaturisce è un interessante "collage" di vite, di percorsi diversi che portano allo stesso risultato. Il libro mi ha incuriosito già dal titolo perché spesso mi sono chiesta se fosse possibile vivere per scrivere, oppure sono solo una sognatrice con la voglia di leggere e scrivere, dato che mettere su carta i miei pensieri è il modo migliore per esprimere me stessa. Mi sono sentita rincuorata perché anche qualcuno dei famosi non voleva fare altro che scrivere.

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    Veronica Ghedini

    07/09/2018 17:55:30

    “Il libro più strano che vi capiterà di prendere in mano è opera dello scrittore meno stravagante che potreste incontrare.” Questa frase di J.J. Abrams, uno dei quaranta autori intervistati nell’opera: “Vivere per scrivere. 40 romanzieri si raccontano” rappresenta perfettamente l’idea di fondo di questa raccolta di interviste. L’autore, Enrico Franceschini, giornalista bolognese e corrispondente estero de “La Repubblica” esplora la quotidianità degli scrittori per comprendere al meglio il perché del percorso stilistico e letterario da essi intrapreso. Molti romanzieri, come suggerisce la citazione inizialmente riportata, conducono una vita inizialmente ordinaria per poi avere tanto da raccontare nelle loro opere, riuscendo addirittura a cambiare il modo di pensare della loro generazione. Franceschini, grazie alle interviste da lui elaborate, scava in fondo alle vite degli autori cercando di far emergere i segreti dei loro processi creativi, spesso derivati da frammenti di vita; le fonti di ispirazione e le basi per un romanzo di successo. Le domande vengono spesso ripetute a più romanzieri, in modo da creare allo stesso tempo un intreccio e un divario tra essi per via delle simili o differenti opinioni e trascorsi. Una grande attenzione viene data al pensiero politico relativo al periodo storico in corso e ai temi di attualità, che spaziano dalla Brexit ai conflitti tra palestinesi e israeliani, arrivando ad influenzare ampiamente le opere pubblicate da qualsiasi scrittore. Questo libro è apprezzato per una grande attenzione ai molteplici messaggi che vuole portare. Come il titolo rivela, scrivere è una passione che da vita a colui che la impiega ed è un’arte dalle mille sfaccettature: creata su carta, al digitale, in treno, in un caffè londinese, con la famiglia... Questo aspetto è ben presente e raccontato da Franceschini, che con la sua opera fa sentire il lettore uno scrittore in erba, capace di trasformare la propria vita nel suo romanzo più importante.

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    Francesca Ferraresi

    07/09/2018 09:59:12

    Viaggiare: l’opportunità di conoscere nuovi luoghi, nuove persone, nuovi modi di vivere. Si viaggia in auto, in bicicletta, in nave, in aereo o con un libro. Con un libro? Sì, è possibile anche viaggiare semplicemente sfogliando le pagine di un libro, il quale ha il potere di portarti con sé in un’avventura che vorresti non avesse fine, proprio perché, parola dopo parola, ti accompagna in un percorso fatto di scoperta e passione. "Vivere per scrivere" è l’esempio perfetto di “libro che fa viaggiare”: attraverso brevi interviste riportate informalmente sulla carta, il giornalista e scrittore bolognese Enrico Franceschini ha dato vita ad un’opera magica, all’interno della quale il lettore può perdersi fra i pensieri di 40 diversi autori, ognuno dei quali descrive il proprio legame con la scrittura. C’è chi, come Hanif Kureishi, afferma che uno scrittore, prima o poi, debba sentire qualcosa parlare nella testa: ecco come nasce l’“ispirazione” ed ecco come è nato il suo noto romanzo "Uno zero". Ma c’è anche chi sostiene che la stessa ispirazione arrivi dall’osservazione della vita quotidiana propria e altrui: è il caso di Paula Hawkins, autrice del best seller "La ragazza del treno", che un giorno come tanti, dopo innumerevoli viaggi in treno per recarsi al lavoro, ebbe la geniale idea di scrivere un romanzo e che mai si sarebbe aspettata di riscuotere un tale successo. Tutti gli autori sono accomunati, oltre che dalla professione, da un grande amore per la lettura: Sophie Kinsella ammette di avere un debole per Jane Austen, dai cui personaggi femminili ha tratto spunto per realizzare la sua collezione "I love shopping", mentre Nick Hornby, autore di "Alta fedeltà", preferisce Charles Dickens ed in particolare il suo David Copperfield. E così anche Charles Bukowski, Ian McEwan, David Grossman e tanti altri, rispondendo alle domande di Franceschini, ci accompagnano in un viaggio alla scoperta del vero significato di essere scrittore. Un libro da leggere tutto d’un fiato.

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    Raffaella

    02/09/2018 20:30:14

    Con le quaranta interviste che Enrico Franceschini, giornalista e scrittore bolognese, corrispondente da Londra per “La Repubblica”, ha raccolto in questo volume edito da Laterza, il lettore ha un’occasione davvero speciale: quella di sentirsi partecipe di un impagabile salotto letterario. L’autore, infatti, ha trasformato le sue interviste in un dialogo virtuale fra tutti gli scrittori: replicando appositamente alcune domande e chiedendo pareri in confronto ad opinioni espresse, è riuscito a dare l’impressione che gli scrittori intervistati interagiscano fra loro, oltreché con l’intervistatore. Ogni dialogo è come un breve, esauriente e coinvolgente capitolo nel quale lo scrittore protagonista si apre, raccontando se stesso, il proprio approccio alla scrittura, i tentativi che hanno preceduto la fama, l’evoluzione del suo stile. Non solo: grazie ad una sapiente conduzione dell’intervista, Franceschini riesce ad estendere il dialogo dall’esperienza personale dello scrittore alla più ampia visione del genere letterario trattato, al contesto politico o sociale che ne ha costituito l’origine e lo sfondo della trama, fino a toccare, in interessanti conversazioni, temi di attualità politico-economica, problematiche sociali e culturali. Per chi ama leggere, questo libro è un regalo: non solo presenta figure illustri, senza falsa esaltazione, umanizzandole in un discorso diretto che approfondisce la loro personalità, la portata ideologica sottesa ai loro personaggi, alle scelte di stile e d’ambientazione; ma soprattutto è fonte di spunti di apertura a nuove esperienze letterarie, da quelle che gli stessi quaranta scrittori offrono a quelle che sono state ispirazione per loro stessi, in un circolo infinito di proposte straordinarie. Emblematica l’immagine di Hanif Kureishi: “Gli altri escono, vanno a scuola o al lavoro, mentre lo scrittore resta al davanzale a osservare la realtà che gli scorre davanti, a spiarla alla ricerca di una storia da raccontare”.

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    Lorenzo Vitali

    01/09/2018 13:56:27

    In questa raccolta d'interviste, Franceschini ci conduce nell'esplorazione del vasto mondo che si cela nell'intimo di quaranta romanzieri. Il giornalista bolognese stuzzica l'estro di numerosi autori, di ogni genere: dal grande Bukowski ai romanzieri chick-lit. Fugge dalle categorizzazioni, a dimostrazione che la scrittura, in tutte le sue forme, è letteratura. Un viaggio non solo dentro libri e parole, ma nel cuore dell'arte: si parla di film, musica, teatro. Così gli scrittori assumono una dimensione più ampia, che trascende il fiume di pagine stampate che a loro dobbiamo, svelando ai nostri occhi la loro natura di veri e propri artisti a tutto tondo. Tra le pagine di "Vivere per scrivere" trovano posto innumerevoli occasioni di riflessione, sulla scrittura, sulla sua relazione con la vita, sulla società e sulla quotidianità. Sprazzi di colore, abbandonati però alla curiosità del lettore, che, spessso, non trovano adeguato approfondimento. Spunti diluiti nell'incessante successione di romanzieri, di cui sono risparmiate le biografie perchè, forse peccando un po' di snobismo, Franceschini presuppone siano tutti ben noti al lettore. Manca inoltre una struttura amalgamante: l'unico filo d'Arianna che collega i capitoli, uno per ogni autore, è la passione per la letteratura, che, per fortuna, si sprigiona in ogni pagina, come uno schizzo sull'inchiostro. Una storia delle storie, un percorso che passa attraverso le menti e il cuore di tanti eroi della letteratura moderna come J.K Rowling, J.J. Adams, Nick Hornby e molti altri.

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    Aria S.

    30/08/2018 14:26:28

    Enrico Franceschini, giornalista e scrittore, nonché corrispondente dall'estero da più di trent’anni del quotidiano la Repubblica, ci offre una raccolta di interviste da lui realizzate tra il 1979 e il 2017. È, infatti, proprio grazie al ruolo di corrispondente dall’estero che l’autore ha potuto intervistare questi 40 famosi romanzieri (qualcuno, confesso, a me completamente sconosciuto). Tra gli intervistati, quasi tutti inglesi, si ritrovano molti autori di spy e detective story, autori di fantascienza o fantapolitica, la regina della chick-lit, ex spie e membri della camera dei Lord. L’intento è quello di “scoprire che cos’è e come si scrive un romanzo”. Gli intervistati parlano dei libri che scrivono, di come sono nate le loro storie e del metodo narrativo usato. Quasi tutte le interviste sembrano, però, realizzate in occasione dell’uscita di un nuovo romanzo, per cui ciò che i romanzieri raccontano è soprattutto legato al nuovo lavoro. Molte interviste abbondano di divagazioni su opinioni politiche (i tre scrittori israeliani affrontano quasi esclusivamente la questione della guerra arabo-israeliana) o di lodi allo scrittore che, a mio avviso, esulano dell’intento prefissato, benché alcune digressioni non mi sono affatto dispiaciute. Ho gradito le brevi “introduzioni” ai vari romanzieri intervistati, prima di riportare il testo dell’intervista vera e propria, e immaginato l’emozione dell’incontro con Charles Bukowski. A fine lettura non aspettatevi, però, di trovare la regola aurea per scrivere un romanzo: anche se gli intervistati offrono la propria opinione in merito, probabilmente aveva ragione W.S. Maugham dicendo che esistono tre regole per scrivere un romanzo, ma nessuno sa quali siano. Franceschini ha, tuttavia, sicuramente seguito “la regola” di Peter James sulla lunghezza dei capitoli.

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    Paola Botteghi

    27/08/2018 20:55:13

    Il titolo può suonare come un paradosso. A me ha fatto invece pensare ad una grande passione, da parte di chi scrive e di chi legge, motivo per cui l’ho scelto fra le novità editoriali di quest’anno. L’intuizione iniziale è stata il leitmotiv che mi ha accompagnata pagina dopo pagina. L’autore ha condiviso con i suoi lettori incontri significativi con chi della scrittura ha fatto una ragione di vita, raccolti in oltre trent’anni, a partire da un avventuroso e divertente viaggio in America sulle tracce di Charles Bukowski, di cui era fan sfegatato. Enrico Franceschini ne ha fatta di strada da quell’estate del 1979. Quella che sembrava un’ingenua bravata si è trasformata in una vera professione. Diventato giornalista e corrispondente per il quotidiano “La Repubblica” da Londra, New York, Mosca e Gerusalemme, grazie alle opportunità offerte dal suo ruolo, negli anni ha seguito come un segugio orme di libri e 40 porte di grandi scrittori si sono aperte al ricercatore appassionato. Il sottotitolo invece mi è parso stretto rispetto a quello che il libro offre. Non si tratta solo del “raccontare di sé” da parte di alcuni mostri sacri della letteratura, che già potrebbe risultare intrigante, ma piuttosto un riflettere ad alta voce con interessanti interlocutori su argomenti e problematiche che hanno attraversato decenni di storia. Ritratti di persone, luoghi e avvenimenti, attraverso il filtro della letteratura. La cifra stilistica è quella del giornalista, che pone domande e stimola la discussione, ma il cuore è quello del lettore. Si spazia quindi dal perché scrivere a come nasce un libro, a come scrivere e cosa leggere, ai grandi temi che interpellano ciascuno di noi: la vita e il gusto di vivere, l’amore in tutte le sue declinazioni, il destino e la ragione, i fatti che sconvolgono l’esistenza propria o di interi paesi, la politica. La scrittura è uno strumento potente e lega a doppia mandata l’autore e il lettore e questo libro ne è la riprova. Chapeau!

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    Luca Viti

    20/08/2018 21:00:59

    Franceschini, voluto o no, già dal titolo, pianta una bella distinzione, che trovo azzeccatissima: i quaranta intervistati sono “romanzieri”, non “Scrittori”, professionisti, non Poeti. 40 + uno, Bukowski, autentico Scrittore dal quale, a mio avviso, si ricevono le risposte più sincere, e il sorriso più malinconico.
 Via lui, ci sono poi tutti gli altri, illustrissimi e preparatissimi, mica diciamo il contrario, epperò…

È un’antologia di professori irritanti, lavoratori onesti, arrivisti, vecchi frenatori, J.G. Ballard e Irvine Welsh, che dio e l’eroina li abbiano in gloria, nevrotici, egomaniaci, classificatori seriali, spie, teorici, ex comunisti, purgati, apolidi, detrattori di Agatha Christie, amanti di Jane Austen, chirurghi di Dostoevskij, coscienze del retaggio Dickensiano, macabri aguzzini che costringono poveri personaggi a ritornare in sequel o prequel perchè “sentivano di non aver ancora finito con loro” e il sempiterno pragmatismo avventuroso di Hemingway, che tutti hanno abbracciato per sentirsi veri uomini. Anziani romantici e anziani scorbutici; piccole gocciole di vita che si comportano come olio sulla tela cerata, a volte si mesce a volte si frantuma.
Franceschini me li intervista tutti, ma proprio tutti, però dal citofono, perchè lui ha fretta di farne quanti di più e molti di loro non accettano cordialmente l’incomodo di farlo accomodare. Lui suona, fa un paio di domande, porta a porta, riporta, e passa oltre, come se abitassero tutti lungo la medesima via che dalla casa di Bukowski, passando per Londra, va a finire, oltre al limite del deserto del Gobi; là, in fondo, dove s’alza il massiccio roccioso sul quale veglia lugubre Tolstoj, costretto ad osservare i ragazzetti schiamazzanti che si bagnano alla sua fontana, come la statua d’un Virgilio accigliato levata sopra la piazza a lui intitolata a Mantova. 
Franceschini… 
Io però ogni volta mi son chiesto, e lei ogni volta ha taciuto: Ma a quelli che ha intervistato la birra l'ha portata?

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    Jo

    14/08/2018 09:55:24

    Il lettore e lo scrittore, due spiriti complementari che a volte si incrociano e creano (come in questo caso) cose meravigliose. 40 interviste con grandi scrittori trasportano i lettori nei retroscena dei romanzi che amano. L'autore scava a fondo nell'animo dei protagonisti per portare alla luce i perché, le difficoltà e i sogni di chi in un mondo di immagini è riuscito a fare della scrittura il suo mestiere. Per una volta sono gli scrittori ad essere parte della storia, svelando quanto di loro c'è nelle loro opere e quanto delle loro opere è entrato dentro di loro. Un romanzo e uno strumento d'ispirazione, questo libro riesce ad essere entrambe le cose!

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    Giovanna

    08/08/2018 14:14:16

    “Vivere per scrivere” è una raccolta di interviste a 40 grandi scrittori, iniziata quando Enrico Franceschini era ancora un ragazzo con pochi soldi in tasca ma pieno di sogni. Infatti la sua prima intervista nel 1979, è partita proprio da un sogno, quello di incontrare il suo mito: Charles Bukowski. Autori come Ian McEwan, Evgenij Evtushenko, Abraham B. Yehoshua, Jonathan Coe, Hanif Kureishi, sono stati immortalati in questo prezioso capolavoro, scritto con un linguaggio naturale, spontaneo, dal contenuto non banale, in quanto scava a fondo l’animo dell’essere umano, portando alla luce i tesori dell’intimo di chi ci regala, con i suoi scritti, la libertà di sognare. Un libro che è un viaggio di ritorno verso la propria Itaca, dove alla fine ci si domanda: “vivere per scrivere o scrivere per vivere?”

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    Gianni D.

    06/08/2018 06:28:29

    Alcuni capitoli sono scritti bene, altri meno. Ha il grosso limite di essere, a parte il primo e l'ultimo articolo, una raccolta di interviste fatte in occasione della presentazione di un libro, il lavoro sulla presentazione degli autori intervistati (la parte relativa all'intervista naturalmente è intoccabile), se è stato fatto, è insufficente.

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    Anna

    27/07/2018 14:57:55

    C'è chi come me ama la scrittura nelle sue molteplici sfumature, amando tutto di essa, dagli strumenti per farla alla sensazione straordinaria di scorrere le pagine di un nuovo o di un vecchio libro. Chi ama la scrittura è anche un buon lettore, perchè è proprio la lettura che ci fornisce gli strumenti per migliorarci, appassionandoci alle storie più diverse man mano che si va avanti con le pagine. In questo libro ho trovato ciò che più mi piace, delle storie, ma anche delle indicazioni di metodo, delle curiosità e i personaggi, che sono stati autori delle storie finora lette, qui ne diventano i protagonisti. Questo è un libro che può essere consigliato allo scrittore in erba così come a chi ama "le storie".

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