Editore: Chiarelettere
Formato: PDF con DRM
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Dimensioni: 831,42 KB
  • Pagine della versione a stampa: 250 p.
    • EAN: 9788861909724
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    Descrizione
    Non mi devo integrare
    Io qua ci sono nato
    Io non sono mio padre
    Non sono un immigrato
    Non sono un terrorista
    Non sono un rifugiato
    Mangio pasta e pizza
    Io sono un italiano
     
    Era una febbre
    il primo amore
    ma non era solo amore
    era anche rabbia
     
    Scena prima: Roma. Notte fonda. Un bambino dorme vicino a sua sorella maggiore quando arrivano la polizia e l’ufficiale giudiziario per lo sfratto esecutivo. Lei si chiama Fatima, lui Amir. “Ho dieci anni, stringo il mio fagotto di vestiti e mi vergogno. In strada, di notte. E adesso?”
    Vivo per questo è un viaggio trascinante in una Babele metropolitana di colori, culture, suoni e voci. È la storia di un bambino e di una famiglia sempre in bilico sull’orlo della legalità. Una storia che parte veloce su una tavola da skate, correndo sui marciapiedi di Tor Pignattara inseguita da negozianti inferociti, con Roberto detto Kyashan e Napoleone, amici inseparabili. Una storia che segue le movenze irresistibili della breakdance con Crash Kid, amico e mito scomparso troppo presto. Una storia che attraversa le scorribande del writing, anima nera della street art: la ricerca di un codice, le crew di quartiere, i tag per riconoscersi e sentire di esistere. Una storia che si carica con l’energia della hip house per poi scivolare nel rap, l’isola del tesoro, il collettivo Rome Zoo e piazzale Flaminio, la casa da abitare, il ritmo da cui farsi travolgere.
    In una escalation di incontri, esperienze ed emozioni, Amir Issaa ha scritto un libro che non è l’autobiografia rituale di un artista ma è soprattutto un ritratto generazionale. Un romanzo hip hop di iniziazione alla vita con decine di personaggi e una controcultura travolgente: una terra promessa che ha liberato tante adolescenze difficili dalle vertigini del caos.

    Recensioni dei clienti

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      luisa

      22/01/2018 03:16:56

      bellissimo, letto tutto d'un fiato

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      Cristina Breuza

      11/06/2017 18:43:00

      In una quotidianità cosmopolita i confini personali, sociali, culturali e religiosi sono decaduti, ma d’altra parte riemergono in tutta la loro durezza e violenza, come si apprende dai giornali e dai mass media. In questo scenario, le traiettorie biografiche personali si trovano implicate in legami e connessioni plurifrontalieri, spesso fin dalla “culla”. Ciò ha importanti ricadute a livello identitario. L’identità si rivela caratterizzata, in modo palese, da elementi diversi, contraddittori, contrastanti, percepiti, se osservati da uno sguardo semplicistico, come inconciliabili e tra loro escludentisi. “Vivo per questo” è un appassionato viaggio underground dalla Roma degli anni ’80-90 fino ai giorni nostri. Questa è narrata prima con occhi di un bambino che cresce in un contesto difficile, duro e segnato dall’emarginazione pesante; poi dallo sguardo di un ragazzo adolescente che s’impegna e s’ingegna per scrollarsi un destino percepito quasi come ineluttabile e un’etichetta affibbiatagli, non voluta. Si avvicina, così, al Writing, alla Street Art, e quindi al Rap. Riesce, per tale via, a raggiungere una sintesi creativa anche a livello identitario. Infine, quindi, è lo storytelling di un grande artista di fama nazionale e internazionale, che avendo trovato una sua dimensione personale, sociale e lavorativa s’impegna, s’implica, e si sporge per aiutare chi si trova in una situazione analoga alla sua e per il superamento di una mentalità semplicistica, alle volte violenta e completamente chiusa e refrattaria a un’inclusività progressiva e plurale a livello identitario. Ne discende da questo mix un’autobiografia avvincente, capace di stupire, di stordire e di sorprendere il lettore con la sua “poesia cruda”.

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