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Adriano Prosperi

Editore: Einaudi
Collana: Einaudi. Storia
Anno edizione: 2016
Pagine: XIX-250 p. , Rilegato

15 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Biografie - Biografie e autobiografie - Figure religiose e spirituali

  • EAN: 9788806228453

Nel 1573 il quarto generale della Compagnia, Everardo Mercuriano, affida a Juan de Polanco, già segretario personale di Ignazio di Loyola, il compito di stendere un Chronicon con le vicende della vita del fondatore e dei suoi discepoli: l’embrione della storiografia gesuitica, che crescerà fino all’imponenza nei secoli successivi facendo di quest’ordine quello che senza dubbio si è saputo meglio raccontare, non di rado identificandosi con lo stesso cattolicesimo controriformista tout court, quello del barocco e dei santi missionari. Ai fini dell’impresa si chiede ai superiori delle province di raccogliere e trasmettere a Roma le storie di vita dei membri, questi racconti confluiscono in un fondo apposito degli archivi dell’ordine, etichettato come Vocationes illustres, (vocazioni illustri).

In questo fondo si immerge Prosperi, riportando in superficie storie esemplari, cioè storie che il ceto dirigente della Compagnia di Gesù volle come esemplari, nel bene e nel male. Quello che ne esce, narrato con vividezza in un continuum in cui la voce dello storico si alterna senza sbavature a quelle dei protagonisti, è l’autoritratto collettivo della Compagnia di Gesù, voluto e disegnato dall’alto nell’età ferrea della guerra confessionale, quando i gesti e le parole pesavano come piombo sulla bilancia del giudizio divino e dell’egemonia sulle coscienze. Più che delle singole traiettorie di vita dei suoi membri, infatti, è della Compagnia di Gesù nel suo insieme che Prosperi, a libro concluso, traccia il profilo: la sua, malgrado il titolo, è la storia dell’identità originaria della Compagnia, un corpo organizzato e disciplinato che agli uomini di quell’epoca apparve di volta in volta un miracolo di santità e abnegazione o una paurosa tirannia degli spiriti, e che agli occhi contemporanei si svela per molti versi come l’archetipo di un’attitudine disciplinante e totalitaria che ha maturato appieno i suoi frutti solo nel Novecento.

Recensione di Franco Motta.


Indice

Proemio

Parte prima. La costruzione della memoria. Le premesse
I. Un caso celebre: l'autobiografia di san Roberto Bellarmino
II. La gloria e la vanagloria. La fondazione gesuitica del patto autobiografico
III. Storia della Compagnia e storie dei suoi membri: alle origini di una lunga tradizione
IV. Vieni e seguimi. Predisporsi alla chiamata
V. I due vessilli. Origini e caratteri di un celebre esercizio spirituale
VI. Governano per l'avenire advertendo al passato. Il laboratorio della storiografia gesuitica

Parte seconda. La rete da pesca del collegio
VII. La selezione dei nuovi membri
VIII. Il collegio
IX. Tre storie esemplari di uomini di scuola
X. L'età della vocazione: un popolo di fanciulli, putti, mochachos
XI. Ignazio di Loyola e la madre napoletana

Parte terza. Vocazioni
XII. Padri violenti, madri disperate, zii potenti. Tanti casi, una stessa storia
- Una madre giudea: Giovanni Battista Eliano - I nipoti di Antonio Possevino - Chiara Serra, la madre contadina di Antonio Canavera - La guerra di un padre nobile: storia di Claudio Seripando - Le astuzie del padre di Giovan Battista Cavenago - Una storia tipica: lo studente in città. Ludovico Pennardi, Francesco Fortezza e Federico Borromeo - Il cerchio magico e il pezzo di carne
XIII. Vocazioni meravigliose
- Lo scrittore di successo, il mistico umbro - La santità di un profeta: il tardivo recupero di Silvestro Landini, missione nelle Indias de por acà
XIV. La politica, lo Stato
- Rivolta giovanile in nome dell'obbedienza: René Ayrault - Storie veneziane: Marco Gussoni e Luigi Molin - Il santo fanciullo di grande nome: Luigi Gonzaga
XV. L'altra faccia della vocazione. L'abbandono della Compagnia
- Una pedagogia negativa per la perseveranza - La tentazione di rinunciare e l'incubo della dannazione

Considerazioni conclusive