La voce del padrone - Stanislaw Lem,Vera Verdiani - ebook

La voce del padrone

Stanislaw Lem

Con la tua recensione raccogli punti Premium
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente
Traduttore: Vera Verdiani
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 284,38 KB
Pagine della versione a stampa: 243 p.
  • EAN: 9788833970301
Salvato in 10 liste dei desideri

€ 9,99

Punti Premium: 10

Venduto e spedito da IBS

EBOOK

Compatibile con tutti i dispositivi, eccetto Kindle

Cloud: Sì Scopri di più

Aggiungi al carrello
spinner
Fai un regalo
spinner

non è possibile acquistare ebook su dispositivi Apple. Puoi comunque aggiungerli alla wishlist

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

Prima che Stanislaw Lem scrivesse i suoi capolavori, l’immaginario fantascientifico era ostaggio dei propri deperibili eccessi, ossia di congegni mirabolanti, di abissi siderali sempre minacciosi, di astruserie pseudomatematiche: un armamentario godibile, ma spinto a rapida obsolescenza dall’innovazione tecnologica e dalla scienza vera, non fantasticata. Lem invece ha saputo costruire perfette macchine narrative che non invecchiano, consegnando la fantascienza alla grande letteratura. Pubblicato nel 1968 e finora inedito in Italia, La Voce del Padrone non cade nelle trappole dello spirito del tempo, anzi risulta ancora più avvincente oggi, a distanza di decenni da quel sentore di guerra fredda che allora rischiava di ipotecarne la lettura. Certo, anche qui tutto è innescato dal mistero di un messaggio venuto dallo spazio, come in un romanzo di genere, ma l’oggetto è l’immane scenario che si allestisce nel tentativo di decifrarlo. Vi hanno fatto parte il potere politico e le gerarchie militari, ingerenti e depistanti, e una ridda di scienziati divisi da rivalità personali, congetture, stili di ricerca, presupposti morali. Niente di più romanzesco del fuoco d’artificio intellettuale e del corpo a corpo che li impegnano per due anni in pieno deserto, raccontati attraverso il diario di uno di loro. Laggiù si consumano i drammi della scienza incarnata, si rifà all’inverso il cammino che l’ha separata dal mito, e soprattutto si commettono sapientissimi errori. Si tratti di una musica delle sfere celesti o della voce neutrinica di un cosmo morente, di una sciarada non destinata agli umani o dei derivati del metabolismo planetario, la «lettera dalle stelle» mette alla prova i protocolli della nostra civiltà, i soli che interessino davvero a Lem e ai suoi lettori. Se tanti hanno scoperto con Solaris il potenziale letterario della fantascienza, ne riconosceranno in questo libro gli incanti più sottili e vertiginosi.
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

4
di 5
Totale 2
5
0
4
2
3
0
2
0
1
0
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    Eddi

    03/02/2020 17:23:49

    Forse un po' pesante, ma merita sicuramente la lettura. E' classificato come un libro di fantascienza ma sicuramente è molto di più. Un classico.

  • User Icon

    maurizio .mau. codogno

    05/01/2014 21:33:23

    Lem è etichettato come scrittore di fantascienza. Non sono mai riuscito a capire bene il perché: per quello che mi riguarda è uno scrittore, punto. Ad ogni modo questo suo libro lo si può definire "fantascienza" solo se prendiamo l'ipotesi alla base, che l'umanità ha scoperto uno strano segnale dallo spazio contenuto in un fascio di neutrini, e mettiamo i paraocchi. In realtà il testo è molto più legato alla nostra cara vecchia Terra e agli uomini, con una vena negativa (Lem ce l'ha contro tutti, dai politici ai filosofi, dalla religione alla scienza, e all'umanità tutta) ben rappresentata dall'impossibilità di trovare alcun senso compiuto ma solo piccoli frammenti che forse sono, o forse no, parti del "messaggio" inviato da non si sa bene chi. Sono due le cose che mi hanno stupito: che il libro non fosse stato tradotto in italiano se non nel 2010, e che sia così attuale anche oggi. La seconda cosa si spiega appunto con il fatto che non si parla di fantascienza in senso proprio: gli amici dei mostri e dei viaggi spaziali probabilmente non apprezzeranno questo libro. Per quanto riguarda la prima, forse il problema era la guerra fredda: uno scrittore del blocco dell'est (che naturalmente ha ambientato la storia negli USA, non credo che l'Unione Sovietica avrebbe apprezzato di fare una figura barbina...) faceva fatica a essere pubblicato in Occidente, nonostante il successo di _Solaris_. Gli unici dubbi che ho sono sulla traduzione di Vera Verdiani, che usa un registro molto pesante (ma non posso sapere se sia Lem stesso che abbia scelto questo registro, e quindi la traduzione sia corretta non solo formalmente ma anche praticamente...) e su un paio di marchiani errori matematici che mostrano che le bozze non sono state rilette accuratamente; però consiglio caldamente la lettura anche a chi non è un fan della sf.

  • Stanislaw Lem Cover

    Ha esordito dopo la guerra con versi e racconti brevi (L’uomo di Marte, 1946). Nel 1951 è uscito il suo primo romanzo di fantascienza, Il pianeta morto, cui ha fatto seguito un romanzo autobiografico sul periodo dell’occupazione nazista, Il tempo non perduto (1955). Ma L. ha poi virato decisamente verso la fantascienza, esplorando il genere in profondità e conferendo ad esso una nuova identità attraverso una lunga serie di romanzi e di racconti: La nuvola Magellano (1955), Memorie di un viaggiatore spaziale (1957), Ritorno dall’universo (1961), Solaris (1961, da cui A.Tarkovskij avrebbe poi tratto l’omonimo e film), L’Invincibile (1964), Cyberiade (1965), Insonnia (1971), Raffreddore (1975), Golem XIV... Approfondisci
Questo prodotto lo trovi anche in:
Note legali