Traduttore: S. Cosimini
Editore: TEA
Collana: TEA mistery
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 20 febbraio 2014
Pagine: 316 p., Brossura
  • EAN: 9788850233946
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Descrizione
Il Natale è alle porte, fervono i preparativi, ma la festosa atmosfera di un lussuoso albergo di Reykjavik viene turbata dal ritrovamento del corpo di un uomo ucciso a coltellate. Svolte le prime verifiche del caso, l'agente investigativo Erlendur e la sua squadra scoprono che si tratta di Gudlaugur Egilsson, portiere e tuttofare alle dipendenze dell'hotel, morto in circostanze a dir poco misteriose: l'uomo, infatti, indossava un costume da Babbo Natale e aveva i pantaloni calati... Scavando nel suo passato, Erlendur ricostruisce la vicenda di Gulli, ex bambino prodigio, talentuoso solista di un coro di voci bianche, acclamato dal grande pubblico internazionale, con la prospettiva di una brillante carriera nel mondo del bel canto. Ma evidentemente qualcosa è andato storto...

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Recensioni dei clienti

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    zombie49

    13/09/2017 04:21:14

    A Reykjavik Gudlaugur Egilson, portiere, tuttofare e a dicembre Babbo Natale in un lussuoso albergo, è stato ucciso con una coltellata al cuore nella sua stanzetta nel seminterrato. Portava il costume da Babbo Natale, ma aveva i pantaloni abbassati e indossava un profilattico. Il commissario Erlendur Sveinsson, il vice Sigurdur Oli e la detective Elinborg conducono le indagini. Gulli, che conduceva una vita solitaria e non aveva amici, da bambino era stato una straordinaria voce bianca, perduta però con la pubertà. Il colpevole ha forse lasciato tracce di DNA ma due sono le piste principali: la prostituzione e il collezionismo di dischi rari. Lo spunto iniziale è intrigante, poi, però, la storia s’impantana nei problemi familiari e nelle ossessioni personali di Erlendur fino alle ultime pagine, con un improbabile colpo di scena finale a sorpresa. Sveinsson non è un poliziotto d’azione, preferisce giungere al colpevole attraverso indizi e interrogatori, ma qui fa un processo ai sentimenti: la mancanza di empatia non è reato. E’ un uomo solo e triste, oppresso da antichi ricordi e sensi di colpa, x un fratello perduto da bambino durante una tormenta, x il fallimento nel suo ruolo di marito e padre. Il romanzo tratta un tema spinoso: i maltrattamenti, fisici e psicologici, subiti dai bambini da parte dei genitori. Alcuni sfogano sui figli la rabbia x un momento difficile della vita, altri impongono loro le proprie scelte fantasticando gloria, denaro e fama, un riscatto ai propri fallimenti e delusioni. E’ difficile il ritorno nell’anonimato per chi ha avuto una celebrità precoce ed effimera. E’ un romanzo introspettivo su drammi psicologici, come la pedofilia, lo stupro, l’omosessualità. Questi temi diventano però ossessivi e dominanti rispetto alla storia gialla: nell’Islanda di Indriđason gli omicidi sono forse rari, ma tutti sembrano avere urgente bisogno di uno psicanalista, a cominciare dal depresso Erlendur e dall’odiosa figlia drogata.

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    Isa

    09/12/2015 09:10:45

    Sono sempre piu' convinta che le indagini e le vicissittudini personali dell'agente Erlendur meritino di essere seguite!

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    io

    11/06/2013 21:02:18

    Questo mi ha un po' deluso. Dopo i primi due mi aspettavo chissà cosa, e anche se la storia della persona uccisa ricostruita lentamente durante l'indagine ha un notevole spessore, la risoluzione non mi ha convinto del tutto, forse troppo banale. Restano riflessioni sul personaggio, bambino divo poi rapidamente scordato da tutti, e gli effetti collaterali sulla sua psiche. Fa riflettere...

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    silvia

    05/06/2011 17:11:47

    E' il secondo libro che leggo di questo autore nordico, incuriosita dal taglio pscicolgico dei suoi gialli sottolineato da recensioni lette. Mentalmente l'ho paragonato alla Fossum, di cui ho letto praticamente tutto. Indridason non mi ha deluso: le trame sono molto aticolate, ma si seguono con facilità, sono originali, i finali impensabili quasi sino alle ultime pagine, i personaggi analizzati introspettivamente, come pure lo stesso commissario. Penso che la Fossum abbia però una marcia in più nel descrivere la pscicologia delle sue creature, nel sottolinearne l'umanità anche in situazioni oggettivamente sgradevoli. Si sente che ama i suoi personaggi e cerca di capirli con grande rispetto. Forse perchè è una donna?

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    maxxam66

    21/02/2011 13:19:30

    Indridason anche in questo romanzo nobilita la letteratura "gialla".Personaggi di spessore ed un'analisi introspettiva si legano fortemente alla narrazione caratterizzandola con sapienza.

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    elda

    15/12/2010 23:49:08

    La forma è scorrevole, l'intreccio narrativo ben strutturato, la lettura coinvolgente e piacevole.

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    paola

    27/09/2010 17:35:46

    pur non avendo ancora finito il libro il mio voto è 5/5; amo gli scrittori nordici quali mankell, sjowall e wahloo, nesser, ecc... non tanto per la trama e l'intrigo giallo, quanto per l'analisi psicologica dei personaggi, dai più importanti ai secondari e questo è all'altezza anche se noto che più ci si sposta verso il polo, e più le atmosfere sono cupe e tristi; saranno i lunghi e bui inverni? comunque...bello, bello, bello.

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    GIORGIO

    11/05/2010 23:34:17

    Splendido anche questo ! Trovo assolutamente poco comune che un autore si mantenga su livelli così elevati in tre romanzi consecutivi (o perlomeno come ci sono arrivati da Guanda); se "Sotto la città" era un esordio col botto, se "La signora in verde" raggiungeva i vertici con un plot molto emotivo, anche questo "La voce" non è da meno, sia per l'originalità della trama sia per la novità di un'ambientazione in un microcosmo particolare (l'albergo) dove addirittura Erlendur va a risiedere . La tristezza diffusa di ambienti e personaggi, la malinconia, come pure l'insistenza sulle vicende personali del protagonista sono "un marchio di fabbrica" dell'autore (e sono un grande "plus")e non penso che verranno a mancare nelle altre opere, anzi spero proprio non manchino. Chi non apprezza queste caratteristiche non può dire che l'autore sta perdendo colpi; con tutto il rispetto (anche perchè Larsson non mi è affatto dispiaciuto)ma tra questa "trilogia" e quella di Millennium c'è tutto un altro spessore !

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    Giuseppe Pagani

    23/04/2010 18:08:31

    Un magnifico romanzo, che definirei in linea con "La signora in verde", e, comunque, caratteristico delle atmosfere di Indridason, fortemente caratterizzate dal clima rigidissimo degli inverni islandesi... Le trame psicologiche avvincenti, attraverso le quali i personaggi ci vengono narrati, si dipanano su uno sfondo di rara desolazione... La desolazione del clima e del paesaggio, si riflette in una sorta di cupa incapacità di comprendere e comunicare; incapacità che accomuna vittime e carnefici, al pari del personaggio chiave, l'Ispettore Erlendur

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    JOE

    02/03/2010 16:49:02

    Secondo libro che leggo di Indridason e anche questo come il primo non ha deluso, bellissimo, essenziale, indagine sempre perfetta ed avvincente.

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    Alina

    02/03/2010 12:01:35

    Bello e tristissimo, splendide atmosfere, personaggi indimenticabili. Consigliato.

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    RIC

    14/07/2009 19:14:33

    Di livello ma troppo triste purtroppo.

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    fa8io

    20/06/2009 21:03:36

    Un giallo pieno di atmosfere e personaggi coinvolgenti, trama molto originale...bellissimo

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    Walther

    16/01/2009 10:30:06

    Bel giallo, scritto con grande cura e dalla trama che "intriga" dalla prima pagina fino all'epilogo finale, per nulla scontato. Belle le atmosfere nordiche e la descrizione della società islandese. Consigliato assolutamente.

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    Standbyme

    17/10/2008 18:57:42

    Il romanzo d’esordio, “Sotto la città” di questo cupo autore islandese mi aveva entusiasmato, tanto da ottenere il massimo dei voti. Nel successivo, “La signora in verde”, avevo riscontrato un leggero calo comunque il giudizio è stato positivo. Questo terzo romanzo mi ha profondamente deluso: la storia principale è interessante e originale ma quello che proprio non mi va giù è questo insistere sulle travagliata personalità dell’investigatore Erneldur e sulle sue vicende personali. Il rapporto estremamente conflittuale con la figlia, un ex moglie che ha troncato da anni ogni rapporto e che non perde occasione per rinfacciargli, tramite la figlia Eva Lind, il fallimento del matrimonio, il senso di colpa che non accenna a diminuire, nonostante gli anni, per la morte del fratellino quando tutte e due si smarrirono nel mezzo di una tormenta, la difficoltà di relazionare con le donne… Insomma difficilmente mi è capitato di incontrare un personaggio letterario così contorto e sfortunato. Forse avrebbe bisogno di un buon analista. Certo alla fine riesce a liberarsi del peso della perdita del fratellino, perdita accentuata dal fatto che neanche le ossa la landa deserta ha restituito. Ma questa liberazione non è sufficiente a illuminare con un po’ di ottimismo l’intera narrazione. Insomma d’accordo che l’Islanda è, per la maggior parte inospitale, che i suoi abitanti non hanno un vita facile, che i rapporti interpersonali sono difficili, che il tasso di suicidio è tra i più elevati in Europa ma un po’ di allegria, almeno a Natale ci vuole. D’altro canto posso capire che, per quanto bravo, Indridason è limitato dagli “stretti confini” islandesi. Forse se ambientasse i suoi romanzi fuori confine, chissà forse potrebbe uscire un ottimo romanzo.

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    fabio zanotti

    07/10/2008 10:06:09

    Bellissimo e secondo me più bello ancora dei già belli primi due. Intrigante dall'inizio alla fine e mi è piaciuto molto il fatto di parlare molto anche della vita privata di Erlendur e del suo rapporto con la figlia Eva.

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    paola

    02/09/2008 21:09:42

    buon libro raccontato finemente, stupisce fino al termine da leggere

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    Nora

    27/07/2008 09:01:35

    Bellissimo, profondo e struggente.

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    Simona

    16/07/2008 15:26:48

    Questa volta mi spiace di andare contro le recensioni già presenti, ma questo giallo islandese proprio non mi ha convinto. Lento, noioso, ripetitivo, insulso. Mi ha dato l'impressione di una società molto fredda dal punto di vista dei sentimenti e dell'affetto. La storia è molto stiracchiata e il finale deludente. Meno male che la narrativa nordica non è tutta così! ( Uomini che odiano le donne di Larrson è molto meglio)

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    Anna M.

    07/07/2008 09:40:35

    Un bel giallo. Elegante, ben scritto, ben ambientato. I ritmi non sono particolarmente veloci ma i colpi di scena ci sono. Un bel libro e un buon autore! Merita di essere letto.

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