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Victor D. Hanson

Traduttore: E. Banfi
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2005
Pagine: 333 p. , Rilegato
  • EAN: 9788811600497
Victor Hanson si è fatto conoscere in Italia con un bel libro sulla battaglia oplitica L'arte occidentale della guerra (1989) che vanta un'introduzione di John Keegan il più influente storico militare vivente. Il lavoro di Hanson presenta due evidenti elementi di contatto con il metodo di Keegan. Da un lato c'è la centralità dell'analisi della battaglia dal punto di vista del combattente in prima linea. Dall'altro c'è l'idea che l'attività bellica sia sempre determinata dalla cultura di cui è espressione. In questo lavoro Hanson ragiona sulle "increspature" onde nello stagno della storia prodotte da tre battaglie che spesso la storiografia ha liquidato come secondarie ossia Okinawa (americani contro giapponesi 1945) Shiloh (nordisti contro sudisti 1862) Delio (tebani contro ateniesi 424 a.C.) ma che l'autore attraverso uno studio puntale e affascinante dimostra essere invece eventi carichi di conseguenze di breve e di lungo periodo. Tale impostazione è funzionale all'intento militante del Volto brutale della guerra scritto alla luce dei fatti dell'11 settembre. Hanson sostenitore dell'amministrazione Bush riprende la questione della continuità della storia militare occidentale dai greci al XX secolo al centro di un suo precedente volume Massacri e cultura (2001) cui ora attribuisce una pregnanza politica. E qui si trova anche la parte meno convincente del libro. Infatti nella sua ansia di capire la guerra presente sulla scorta di quelle passate Hanson costruisce parallelismi infondati come quando mette sullo stesso piano kamikaze giapponesi e arabi (i primi appartenevano a un esercito regolare che si poteva affrontare in battaglia mentre i secondi sono un'entità evanescente contro la quale una risposta militare convenzionale è poco efficace).

Giaime Alonge

Recensioni dei clienti

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    Fabio

    07/01/2006 21.40.27

    Bellissimo! L'autore mostra una capacità di scrittura al contempo chiara e ricercata, supportata da una cultura incredibilmente dotta e preparata. Il libro si legge tutto d'un fiato e, grazie ai continui collegamenti e richiami, non cade mai nel banale o nel noioso. Da leggere e ricordare, è un simbolo di come se si vuol capire il presente bisogna rifarsi al passato. Uno schiaffo per coloro che sostengono l'inutilità di studiare eventi "vecchi" e "dimenticati".

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