Vuoi star zitta, per favore?

Raymond Carver

Traduttore: R. Duranti
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 24/04/2017
Pagine: 240 p., Brossura
  • EAN: 9788806223793

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Recensioni dei clienti

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    Filippo Giordano

    01/07/2018 13:36:19

    Il “lui” di una stabile, giovane, coppia di insegnanti apprende dalla viva voce del coniuge di un “tradimento” perpetrato da lei, avvenuto circa tre anni prima, durante una festicciola in casa tra amici, a seguito di una sbronza collettiva e soffre della notizia che lo sconvolge come un improvviso terremoto. Sbanda: impreca, esce, si ubriaca, perde al gioco, viene pestato senza alcun motivo da un negro, ritorna a casa, viene coccolato dai figli, dalla moglie e la vita riprende. È il racconto che dà titolo al libro. Ne seguono altri la cui filosofia sembra racchiusa da questo breve passaggio: “quando ci si trova nel bel mezzo di una tempesta, non si butta mica tutto a mare.”

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    diablo

    20/07/2011 15:05:07

    carver spiazza sempre..in questo volume si alternano pezzi di genilaità narrativa a pause devastanti..comunque sempre da leggere..a prestito

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    fp

    15/07/2010 12:44:07

    Carver lo leggo e lo rileggo ogni volta che qualcuno lo tira fuori dai cassetti (Garzanti, Minimum fax, ora Einaudi). Sempre essenziale e spaesante, difficile da tradurre in maniera "sensata". Da sottilineare comunque il grande lavoro di recupero dell'Einaudi. A frk suggerirei di leggere il volume "Principianti" per avere un'idea di tutta la problematica relativa i ritocchi ai racconti fatti all'epoca della loro prima pubblicazione. A volte basta modificare poco per stravolgere completamente il messaggio del racconto, tanto è essenziale la scrittura di Carver.

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    frk

    25/05/2010 01:23:07

    La lettura di questa raccolta di racconti di Carver mi ha lasciato allibito. Per dirla in maniera cruda i racconti del libro sono "senza capo ne coda". Una delle maggiori difficoltà che si trova ad affrontare chi si cimenta nell'arte della narrazione è quella derivante dallo sviluppo compiuto della trama. Carver risolve il problema "asportandolo". I racconti sono una esposizione (senz'altro nobilitata da mirabili doti descrittive) di situazioni ed aneddoti e terminano quando lo scrittore decide di smettere di descriverli. Se davvero la tendenza è quella di sdoganare la narrativa moderna dalla importanza della trama, allora chiunque disponga di una buona proprietà di linguaggio può mettersi a scrivere "racconti".

Vedi tutte le 4 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione
Sono a casa della mia amica Rita e, fra un caffè e una sigaretta, le racconto quello che è successo. Ecco che cosa le racconto. - È un mercoledì sera un po' fiacco, sul tardi, quando Herb fa accomodare un signore grasso a un tavolo del mio settore. Questo signore grasso è la persona più grassa che io abbia mai visto, anche se ha un aspetto curato ed è abbastanza ben vestito. Grosso lo è in tutto. Ma la cosa che ricordo meglio sono le dita. Quando mi fermo al tavolo accanto al suo per servire la coppia anziana, la prima cosa che noto sono le dita. Sembrano tre volte più grandi del normale: lunghe, spesse, dita di panna. Servo gli altri tavoli: un gruppo di quattro uomini d'affari molto esigenti, un altro tavolo da quattro con tre uomini e una donna, più la coppia anziana. Leander ha già riempito d'acqua il bicchiere del signore grasso e io gli do tutto il tempo pere decidere prima di andare da lui. Buonasera, gli faccio. Ha già scelto?, faccio. Guarda Rita, ti dico che era grosso, ma grosso sul serio. Buonasera, mi fa lui. Salve. Sì, dice. Penso proprio che siamo pronti a ordinare, mi fa. È il suo modo di parlare... strano, capisci? E ogni tanto fa una specie di sbuffo, appena appena. Credo che cominceremo con un'insalata Caesar, mi fa. E poi della zuppa con pane e burro a parte, se non le dispiace. Le costolette d'agnello, direi. E una patata al forno con panna acida. Per il dolce, vedremo dopo. Grazie tante, dice, e mi passa il menu. Dio mio, Rita, dovevi vederle quelle dite. Corro in cucina e passo l'ordinazione a Rudy che la prende facendo una smorfia. Lo sai com'è fatto Rudy, no? Che ci vuoi fare, quando lavora Rudy è fato così. Mentre esco dalla cucina Margo... te ne ho parlato di Margo, no? Quella che corre dietro a Rudy. Be', comunque, Margo mi fa: Chi è il tuo nuovo amico grassone? È veramente ciccione, eh? - Ora sta a sentire, perché secondo me c'entra. Altroché se c'entra.