Il wagneriano perfetto

George Bernard Shaw

Traduttore: C. Castelli, T. Diambra
Editore: EDT
Anno edizione: 1981
Pagine: 164 p.
  • EAN: 9788870630152
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    Davide Bertotti

    24/02/2006 12:36:09

    Già un quarto di secolo fa, EDT uscì felicemente con questo libro preziosissimo: Shaw, il cui spassoso soprannome mentre frequentava Bayreuth era "corno di bassetto", è stato l'unico frequentatore wagneriano della sua epoca a comprendere perfettamente ciò che il "Ring" intendeva rappresentare, ossìa la moderna società europea uscita dalla rivoluzione industriale inglese e dalla rivoluzione giacobina francese. "The perfect wagnerite", libro di un socialista fabiano anarchico d'epoca vittoriana (e già solo per questo un libro straordinario), rimane a tutt'oggi la lettura più riuscita delle vere intenzioni wagneriane, al di là delle allegorie mitologiche, che guidarono la stesura del "Ring": in quell'opera colossale Wagner aveva, a suo modo, sistematizzato tutte le cause che avrebbero condotto al suicidio dell'Europa continentale dal 1789 al 1945. Shaw, inoltre, è il primo 'non musicista' a intuire profondamente le caratteristiche sacrali e nazionalistiche di Baureuth che, atttraverso Cosima Wagner, sarebbero maturate fino all'accoglienza di Hitler a Villa Wahnfried nel 1923 come un membro della famiglia. Tutto ciò non riguardava Wagner direttamente, ma il grande merito di Shaw fu di intuirlo e di scriverne stupendamente già allora.

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    Stefano

    08/03/2002 10:28:08

    Anche se un po' limitata nei riferimenti e nei presupposti culturali all'ambito inglese (di fine '800), l'introduzione a Wagner di G. B. Shaw è ancora oggi uno dei più utili e godibili libri a disposizione degli "autentici" wagneriani (o degli aspiranti tali). La lettura della tetralogia effettuata dallo scrittore irlandese (che come è noto fu anche un competente e sensibile critico musicale) risulta di fatto una interpretazione di gran parte del pensiero dell'800: Nietzsche, Bakunin, Shopenhauer, esposti con maestria letteraria, "sano" impegno sociale e una giusta dose del tipico gusto umoristico dell'autore di Pigmalione. Chi fosse rimasto una volta deluso (o annoiato) dall'Anello del Nibelungo, faccia per esperimento un secondo ascolto dopo la lettura di questo saggio (eccellente anche la traduzione).

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