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Works - Vitaliano Trevisan - ebook

Works

Vitaliano Trevisan

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Editore: Einaudi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Dimensioni: 888,91 KB
Pagine della versione a stampa: 656 p.
  • EAN: 9788858425763
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Gaia la libraia

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Con una scrittura originale come un classico pezzo di jazz, in questo romanzo autobiografico Vitaliano Trevisan racconta il lavoro nel luogo in cui è una religione, il Nordest, dagli anni Settanta fino agli anni Zero. E attraverso questa lente scandaglia non solo le mutazioni del nostro Paese, ma la sua stessa vita: il fallimento dell'amore, i meccanismi di potere nascosti in qualunque relazione, la storia della propria e di ogni famiglia, che è sempre «una storia di soldi». «Perché trovo sempre un lavoro?, mi dicevo, Perché non mi lasciano andare alla deriva in pace? Diventare un barbone. Una delle possibilità che contemplavo. Che contemplo tuttora. Poi non ho coraggio. Mi viene in mente mio padre, il poliziotto Arturo, e la sua divisa, sempre impeccabile; e mio nonno, la dignità con cui indossava il suo vestito da festa. Assurdità che sempre mi ritornano. L'origine è un vestito che uno non smette mai». La condanna tutta umana al lavoro inizia per Vitaliano Trevisan a quindici anni, quando una sera a cena chiede al padre una bicicletta nuova, da maschio, perché girare con quella della sorella maggiore significa essere preso in giro dai compagni. Per tutta risposta, il padre lo porta nell'officina di un amico che stampa lamiere per abbeveratoi da uccelli: «Così capisci da dove viene», gli dice, alludendo al denaro. Inizia per l'autore una «carriera» che è un succedersi di false partenze: dal manovale al costruttore di barche a vela, dal cameriere al geometra, dal disoccupato al gelataio in Germania, dal magazziniere al portiere di notte, fino allo spaccio di droga e al furto, «un commercio che obbedisce alle stesse fottute regole di mercato». Trevisan racconta gli anni Settanta schiacciati tra politica ed eroina, cui sembra essere sopravvissuto quasi per caso, la storia di un matrimonio e della sua fine, le contraddizioni del mondo della cultura - dove per ironia della sorte la frase più ripetuta è «non ci sono soldi», la stessa che gli propinava il padre - e la sofferenza psichica, il percorso pieno di deragliamenti di un ragazzo destinato a fare lo scrittore.
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    FT

    28/07/2020 11:35:20

    Essenziale

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    Xand-0

    23/11/2019 19:41:28

    Libro sul lavoro, sui Veneti, e sui Vicentini in particolare. Vicenza, terza provincia italiana per export, dopo Milano e Torino, con il suo condensato di provincialità. La città, un tempo cattolica e rumoriana, ha sempre partorito inventiva e scrittura mista ad ipocrisia ed eccessi; qui è declinata da un border line che sa scrivere e provocare.

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    n.d.

    15/10/2019 08:37:06

    Non l'ho ancora finito per questioni di tempo. La prima parte comunque e' divertente e chi e' vissuto negli anni '70 ci si puo' riconoscere facilmente.

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    Irene Toniolo

    21/09/2019 18:40:24

    Uno dei libri più belli che abbia mai letto. Consigliato

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    AdrianaT.

    08/08/2019 08:05:39

    Ma perché mai dovrebbero interessarmi le ordinarie vicissitudini esistenzial/lavorative di un semplice vicentino "magnagati', soprattutto poi se queste si protraggono minuziosamente in un resoconto autobiografico di ben 656 dense pagine note comprese? In fin dei conti, non è mica Balzac, Dostoevskij o, al limite, Simenon o Roth: è solo un altro che ha voglia o bisogno di vuotare il sacco con chiunque lo legga. Allora perché? Anche se non è Zweig, per la scrittura, innanzi tutto. Torrenziale ma non pesante; un lessico contemporaneo vicino al parlato e per questo immediato ed efficace ma per niente 'rustego', anzi; lucido, schietto e non banale. Una vita come tante altre, partita da un contesto che attraversa boom e declino economico del provinciale Nordest; la vita fin qui, di un degno rappresentante della Generazione X fra apatia, scetticismo e cinismo, ma anche intraprendenza e pervicacia. L'ho letto fino in fondo per un senso di comunanza allargata, perché mi riguarda; riguarda noi post baby boomer, perché ci possiamo ritrovare e forse anche capire, a questo punto, dove siamo andati a parare.

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    rossano garibotti

    10/05/2019 14:31:43

    Un libro convincente, scritto con grande forza. E' il romanzo della sua vita precedente, prima che l'autore vicentino riuscisse a rendersi indipendente con la scrittura; la somma dei lavori che ha fatto nell'arco di vent'anni, descritti con la loro somma di miserie e, talvolta, di splendori, senza nascondere nulla, senza risparmiare se stesso come nessun altro. Un resoconto del tutto apprezzabile. Un libro utile. Da leggere.

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    Michele

    08/11/2016 18:31:29

    Molto bello

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    Ciro Andreotti

    16/09/2016 18:00:50

    La vita dello scrittore e ancor prima geometra, manovale, gelataio, magazziniere, lattoniere; Vitaliano Trevisan, una storia lavorativa che prende il via all'alba dei suoi sedici anni e che s' intreccerà con la vita privata dell'autore, il tutto unito alla scelta di inseguire il sogno di diventare scrittore e di sbarcare il lunario alla ricerca di un lavoro, qualunque esso sia. Cosa ci spinge a lavorare e a svolgere una certa professione ? Vitaliano Trevisan di Cavazzale, profondo nord-est o quasi, trova nell'acquisto di una bicicletta da uomo la sua prima risposta. A sedici anni viene invitato nella fabbrica di un amico di famiglia per guadagnarsi il denaro sufficiente per acquistare l'agognato mezzo, nel frattempo cullando il sogno di diventare scrittore alternando il tutto agli anni scolastici che si succedono tutti uguali e tutti inutilmente difficili, con un diploma da geometra arrivato contro ogni genere di voglia e contro le proprie naturali inclinazioni ma che potrebbe consentirgli, nell'operoso nord - est di cui sopra, di diventare 'qualcuno': costruttore, progettista in proprio o al massimo alle dipendenze di qualche architetto privo di scrupoli. Alla fine l'analisi lavorativa risulta fredda ma non certo distaccata, a ogni momento di desiderio di essere parte della macchina produttiva si alternano disillusioni nei confronti di colleghi, dei capi reparto e dei capi ufficio. Alla fine alla risposta di perché si lavora ? Trevisan trova una sola risposta plausibile, ovvero per vivere decorosamente e nel suo caso anche per raccontare e raccontarsi. Al termine delle 515 pagine non c'è di certo una risposta univoca ma una serie di domande alle quali l'autore di volta in volta, in oltre trent'anni di carriera, trova le proprie risposte offrendo un bell'affresco della nostra società dei consumi, piena di ipocrisia, di desideri inappagati e spesso inappagabili, desideri indotti e ai quali volendo ci si può anche sottrarre, come per primo ha fatto lui.

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    Manzini

    22/08/2016 16:40:34

    Libro tosto. Meritava forse titolo e cover più impattanti. Comunque molto bello.

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    Anna

    06/06/2016 09:28:23

    Trevisan si è fatto aspettare per un bel po' di tempo ma con questa ultima uscita ne è valsa la pena.Libro corposo che come scrittura si lascia leggere e anche come argomenti trattati. Condivisibili le opinioni che escono sul rovescio della medaglia del (fu) "miracolo Nord-Est".

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    Sananas

    18/05/2016 18:13:27

    Ho letto tutti i libri di Trevisan e questo mi sembra il più riuscito, il più cattivo, il più autentico. Lo consiglio assolutamente, le 650 pagine sono poche, si vorrebbe continuasse per altre 650, tanta è la felicità della scrittura. Gli auguro ogni successo possibile. Se fossi stato dell'Einaudi l'avrei pubblicato nella collana Supercoralli, a questo punto della carriera se lo meritava.

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