Zugzwang. Mossa obbligata

Ronan Bennett

Traduttore: S. Piraccini
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 13 settembre 2007
Pagine: 293 p., Brossura
  • EAN: 9788879288576
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Recensioni dei clienti

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    MZ

    23/07/2009 02:31:08

    Bel thriller avvincente, dall'intelaiatura robusta, calato in modo coerente e verosimile nel contesto storico-politico in cui è ambientato. Ben costruiti e altrettanto efficacemente descritti, seppure a "pennellate" brevi e fugaci, i personaggi chiave del plot narrativo, i cui caratteri salienti emergono da ciò che fanno più che dal modo in cui vengono rappresentati. Trama non originalissima ma ben strutturata. Fatto apposta per essere letto d'un fiato e catturare l'interesse del lettore, cala solo leggermente nel finale. Merita una valutazione ampiamente positiva sotto ogni aspetto perché è proprio un bel romanzo, molto migliore di altri più celebrati.

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    MARCO

    28/07/2008 11:22:04

    Mi è piaciuto. Da leggere (anche sotto l'ombrellone).

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    Gian Paolo Grattarola

    29/05/2008 18:38:04

    La storia procede con ritmo serrato ed angosciato, di sorpresa in sorpresa, sullo sfondo di una San Pietroburgo desolata, pullulante di spie, di informatori, di poliziotti, di centurie nere e di rivoltosi. Vi sono due piani del racconto. Il primo si sviluppa attorno ad accadimenti torbidi e terrifici che l’autore svolge ricorrendo a tecniche da detective; il secondo invece è segnato da una trama che ha la cadenza naturale ed insieme imprevedibile della vita, possedendo nondimeno quel senso di sospensione, immerso nello spessore del tempo, che solo lo straordinario nitore della tensione narrativa riesce ad infrangere. Il romanzo diviene allora una partita a scacchi, che attraverso le mosse dei personaggi, scompone e ricompone la storia, conferendole un intrigante elemento di circolarità, che suggerisce l’idea di un centro e quella implicita di un’inamovibilità. Il tempo in cui si dipana la vicenda, da linea retta diviene infatti - con implicazioni certo angosciose - una spirale ed infine un punto. Il punto dell’accerchiamento e dell’impossibilità di compiere qualsiasi mossa per uscire in forma liberatoria da una precaria situazione di stallo. Proprio come suggerisce la traduzione tedesca del titolo Zugzwang. Quella di Bennett non è certo una scrittura in tono minimalista. Attenta, pur senza strafare, ai caratteri, al paesaggio e alle stagioni, reca al contrario un andamento sinuoso, a tratti elegante. Il suo narrare minuzioso, garbatamente attento al cuore dell’uomo, rivela una pregevole capacità di calarsi fino alle correnti buie, che formano un reticolo inestricabile attorno alla vita dei personaggi. Quantunque l’epilogo della vicenda risulti leggermente banale, non si può negare a Bennett il merito di aver saputo raccontare una storia che unisce il ritmo incalzante del thriller alle pieghe romantiche di un romanzo, in cui l’autore si rivela maestro concertatore di personaggi tormentati ed imprevedibili, d’insospettabili intrecci e di sentimenti estremi.

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    Massimo F.

    28/05/2008 23:33:31

    Libro piacevole, intrigante e tutto sommato originale fino a tre quarti. Nella parte finale, con il ritmo che sale vertiginosamente, lo stile appare meno lucido: la necessità di arrivare a sciogliere i vari nodi della storia fa perdere linearità alla trama che si ingarbuglia un po’ e presenta qualche soluzione sopra le righe. Tanto interessante il parallelo scacchistico, quanto sicuramente trascurato lo scenario storico, che rimane troppo sullo sfondo. Comunque, più che leggibile.

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    gmb

    20/05/2008 13:30:12

    Thriller piacevole se la ricostruzione storica fosse stata più dettagliata avrebbe meritato il massimo dei voti.

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    Luca Berardi

    16/05/2008 20:45:34

    Un giallo storico brioso, divertente, pieno di spie, traditori e complotti nella Russia pre-rivoluzionaria. Grande cura dell'autore nel rappresentare l'atmosfera dell'epoca non molto dissimile, anche se ovviamente socialmente diversa, da quella della Londra dello Holmes di Conan Doyle.Il finale è forse un po' troppo convulso e melodrammatico, ma comunque non delude il lettore. Simpatica l'idea di Bennett di alternare a nomi di fantasia anche nomi reali come quando a pag63 si parla di un evento secondario, l'arresto di un bolscevico georgiano Dzugasvili (realmente avvenuto nel 1913), in realtà il vero nome del dittatore Josef Stalin! Piacevole il parallelismo tra la partita di scacchi e lo scorrere degli eventi

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    Alex

    22/03/2008 12:59:19

    Libro interessante nel suo complesso. L'intreccio, malgrado tutto, è semplice e i ruoli dei protagonisti subito chiari per chi è abituato a leggere polizieschi. Per gli scacchisti è interessante il percorso parallelo per giungere allo zugzwang scacchistico (la parte più complessa è la "triangolazione" del re in h6 e poi in g7 per "passare la mossa" al nero) e quello della trama. Comunque è da leggere, tutto di un fiato, e da consigliare ad amici anche non scacchisti. L'unica vera pecca è l'incapacità dell'autore a descrivere esattamente il periodo storico in cui la vicenda è ambientata, sforzo che se da un lato avrebbe forse rallentato la lettura dall'altro avrebbe fatto fare il salto di qualità al libro.

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    pasquale

    04/03/2008 17:57:37

    Giudizio piu' che sufficiente anche se non raggoinge altissime sfere. cHI STA CON O CONTRO CHI? Un po' contorto, comunque ti prende. Voto 4-

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    iudinik

    07/01/2008 14:11:55

    Questo thriller ha una partenza alquanto lenta, ma con lo scorrere delle pagine aquista la giusta velocità. Il ritmo con il quale si sviluppa la trama riproduce in parallelo quello della partita a scacchi giocata dai due protagonisti, con le sue fasi di studio e le relative mosse a sorpresa e colpi di scena. Senza dubbio è molto affascinante il contesto storico e sociale in cui è ambientato, il tutto ricostriuto in modo soddisfacente nella sua complessità, senza cadere in esasperate e pedantesche ricostruzioni storiche. Certo il protagonista principale, Spethmann, ricorda i personaggi di altri thriller, tranquilli e rispettabili professionisti coinvolti loro malgrado in trame complesse, ma ha il prego di conservare quasi per l'intera storia la propria dimensione. Indubbiamente un libro piacevole da leggere, nel complesso raggiunge, a mio avviso, un giudizio più che sufficiente.

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    Luca

    29/12/2007 00:51:04

    Intreccio molto robusto e pieno di sottotrame che si concludono tutte con logica e non senza qualche sorpresa. Anche l'affresco storico, pur non raggiungendo un livello di profondità elevato, è curato. Gli scacchi offrono una buona cornice ma non sono determinanti. Il finale è colmo di tensione narrativa. Nonostante la brevità dell'opera, alcuni personaggi sono descritti in maniera molto approfondita e il loro fascino permea tutta l'azione: su tutte si erge la figura del colonnello Gan, autentico deus ex-machina, del quale però nulla si può dire senza entrare nel dettaglio. Consigliatissimo.

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    Mirco Ficola

    20/12/2007 09:27:22

    Se potessi darei 2 voti: un 2 alla storia e un 5 alla partita a scacchi. La storia ha dei limiti strutturali, non decolla come thriller, i colpi di scena appaiono più ricercati che consequenziali, l'abbozzo di ricerca storica del periodo tralascia di parlare in maniera organica di Lenin. La partita a scacchi dei due protagonisti è invece avvincente sia dal punto di vista sportivo sia da quello psicologico. E la situazione delle posizioni dei pezzi che si viene a creare intorno al "mitico" pedone in f7 è qualcosa di geometricamente meraviglioso. Un libro che comunque si legge bene.

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    Maurizio Cassi

    14/12/2007 17:56:19

    E' un libro dalle molte qualità: intanto è avvincente e girando le pagine ti divora la voglia di sapere "come va a finire", che è la cosa più elementare e più bella che un libro ti possa dare; e poi l'autore cotruisce un affresco complesso e curato di un'epoca che pare lontana ma non lo è, simile alla nostra per molti versi e comunque alle radici di ciò che siamo noi oggi. E poi ci sono i personaggi, la maestria con cui descrive la doppiezza innocente dell'animo umano nella figura del "Re", il bolscevico traditore e doppiogiochista che però si crede sinceramente convinto dei propri ideali; e, per finire, ci sono poche pagine a sfondo erotico davvero notevoli. Insomma, probabilmente non è un capolavoro immortale, ma è certamente l'opera di un narratore robusto, che trae e trasmette piacere dal suo grande mestiere.

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    stefano

    08/11/2007 18:59:11

    La storia si svolge in maniera intrigante fino a rispettare effettivamente la promessa del titolo (tra l'altro un titolo molto azzeccato...e' quello che mi ha attratto l'attenzione in libreria... e non ha affatto deluso). Si nota anche che l'autore si e' molto documentato sul periodo storico in cui ha ambientato il romanzo e ricrea molto bene l'atmosfera prerivoluzionaria. Peccato che non sia un autore molto tradotto...sicuramente comprero' un altro suo libro.

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    chiara

    30/10/2007 18:15:32

    Si tratta di un giallo molto ben congegnato, gradevolissimo, avvincente. E per di più, senza mai scivolare nel melenso, l' autore riesce anche a comunicare una sua visione del mondo-almeno di alcuni momenti di esso e della vita di ognuno. Un giallo in cui sono mantenute tutte le promesse accattivanti della quarta di copertina è raro. Ma questo a mio parere le supera.

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