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Narrativa italiana  Storie vere 

Saviano Roberto - ZeroZeroZero

ZeroZeroZero Scarica le prime pagine TitoloZeroZeroZero
AutoreSaviano Roberto
Prezzo
Sconto -15%
€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00)
Dati2013, 448 p.
EditoreFeltrinelli  (collana I narratori)
 
Disponibile anche usato a € 9,00 su Libraccio.it

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Descrizione
"Scrivere di cocaina è come farne uso. Vuoi sempre più notizie, più informazioni, e quelle che trovi sono succulente, non ne puoi più fare a meno. Sei addicted. Anche quando sono riconducibili a uno schema generale che hai già capito, queste storie affascinano per i loro particolari. E ti si ficcano in testa, finché un'altra - incredibile, ma vera - prende il posto della precedente. Davanti vedi l'asticella dell'assuefazione che non fa che alzarsi e preghi di non andare mai in crisi di astinenza. Per questo continuo a raccoglierne fino alla nausea, più di quanto sarebbe necessario, senza riuscire a fermarmi. Sono fiammate che divampano accecanti. Assordanti pugni nello stomaco. Ma perché questo rumore lo sento solo io? Più scendo nei gironi imbiancati dalla coca, e più mi accorgo che la gente non sa. C'è un fiume che scorre sotto le grandi città, un fiume che nasce in Sudamerica, passa dall'Africa e si dirama ovunque. Uomini e donne passeggiano per via del Corso e per i boulevard parigini, si ritrovano a Times Square e camminano a testa bassa lungo i viali londinesi. Non sentono niente? Come fanno a sopportare tutto questo rumore?" (Roberto Saviano)

La recensione di IBS
ZeroZeroZero. Roberto Saviano compone un prefisso, e da sette anni noi aspettiamo di sentire chi risponderà a quella chiamata. La chiamata viaggia su una linea rossa. Priorità assoluta. Anzi, è una linea bianca che mette in comunicazione, come su una carta geografica appesa alla parete di un commissariato, ogni città del mondo in cui uomini e donne, giovani e anziani cercano di dimenticare, e nella quale qualcuno è pronto a dar loro una mano a farlo.
Sì, la gente vuol dimenticare la fatica di vivere, le delusioni, le amarezze e le frustrazioni; e per regalare questa illusione a chiunque abbia di che pagarsela è nata un’alleanza modernissima e di smisurata efficienza. La chimica si è alleata con la logistica; l’economia si è alleata con la politica; la criminalità – la criminalità più spietata e implacabile che il mondo abbia mai conosciuto - ha stretto una blasfema, inedita alleanza con quella che è una vera e propria filosofia, il racconto della quale apre la danza macabra in cui Saviano ci condurrà lungo le quasi cinquecento pagine di ZeroZeroZero.
È la storia della cocaina, nel momento storico della sua massima affermazione, ed è una storia che ci riguarda tutti. Nessuno escluso.
Con la sua abilità mimetica, e un uso spregiudicato della vecchia, buona tecnica del discorso libero indiretto, Saviano riesce a far sentire al lettore caratteri e idiosincrasie, paure e desideri; e attraverso questa corsa a rotta di collo nelle storie dei protagonisti di trent’anni di cocaina, ecco disegnarsi un affresco ampio e ramificato, che per ritmo e tenuta ricorda l’opus magnum narcos di Don Winslow, Il potere del cane.
Quando - ad esempio - Saviano racconta di un anziano boss calabrese che in una stanza d’albergo a New York sciorina le regole del gioco a un attonito – ma ricettivo – galoppino messicano, segnando così un punto di non ritorno che vede le maestranze del cartello della baja venire indottrinate con i precetti di una cultura mafiosa rodata da secoli nella frescura del cortile di casa nostra, noi siamo con lui in quella stanza, e capiamo fino in fondo la pasta di cui questi uomini (e queste donne) sono fatti.
Gran parte dell’indagine condotta da Saviano, naturalmente, si svolge sui terreni immensi e fertilissimi del Sinaloa, lungo le coste del Pacifico e nei villaggi dell’entroterra guatemalteco di cui milizie paramilitari fanno terra bruciata con la complicità di governi corrottissimi; fra le città americane che sono il terminale visibile di una filiera lunga migliaia di chilometri, e nei vasci di Secondigliano.
Dalle vele di Scampia, insomma, l’occhio del reporter (ma Saviano è forse più un reporter che lavora con l’orecchio) si sposta per posarsi sui fatti travagliatissimi di un intero contintente. L’America Latina, che da sempre è considerata una dependance dell’America “maggiore”, come il tappeto sotto il quale nascondere la polvere della cattiva coscienza degli States, cavandone in cambio un’altra polvere: finissima, però, e stupefacente.
Ma il réportage non sarebbe completo se di quella pianta maestra non si seguissero anche i rami, che sono innumerevoli e finiscono per arrivare dappertutto, coinvolgendo ogni fascia sociale, a qualunque età, in ogni città di ogni Paese. Proprio com’è evocato nella iniziale, tiratissima cavalcata che ci introduce al tema: una scansione agli infrarossi che non concede respiro né indulgenza, di tutti coloro che la coca la usano ogni giorno e che – per parafrasare il titolo di un vecchio film di zombies – sono fra noi. Anzi: siamo noi.
Saviano, in questa sua sofferta seconda prova (se non contiamo gli episodi minori e le raccolte di articoli) consolida la sua prosa, che è molto retorica ed altrettanto potente, riuscendo a trattare la materia drammatica e trasversale della sua indagine con tutta la forza necessaria. Un ritorno in grande stile per uno scrittore cresciuto nel ferro e nel fuoco.

A cura di Wuz.it

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 58 recensioni presenti.  Media Voto: 3,10 / 5 | Invia recensione

Tony Demarino (16-10-2015)
Abbastanza deludente. I fatti narrati sono descritti in maniera superficiale, slegati tra loro, messi insieme un pò a "casaccio". A volte, leggendo Saviano, ho la sensazione che l'autore cerchi la frase ad effetto, con l'intento di ammaliare il lettore. Lontano anni luce dal capolavoro di Don Winslow "Il potere del cane"
Voto: 2 / 5
Joe (23-02-2015)
Libro bellissimo!! Ragazzi leggete e fatevi una cultura!! Vai Saviano
Voto: 5 / 5
Patrick (23-02-2015)
Ottimo libro!! Consigliato a tutti quelli che vogliono conoscere l'argomento!!
Voto: 5 / 5
Luca (18-02-2015)
Non è un romanzo, appare chiaro. Per questo motivo non condivido le stroncature di coloro che lo identificano come tale, noioso e ripetitivo. Lo è, in alcuni casi, poco scorrevole, poco originale. Ma è una fotografia impietosa sul mondo del narcotraffico e sulla società contemporanea, c'è poco da fare, quelli che non lo capiscono si facciano un'altra tirata.
Voto: 4 / 5
Enrico (24-09-2014)
Dopo averlo letto 2 volte in biblioteca, ho deciso di comprarlo. Anche se l'argomento (traffico della coca) non mi é nuovo, questo libro é riuscito a cogliermi impreparato, disegnando un quadro molto piú ampio e dettagliato rispetto a quello che credevo di conoscere: attraverso la cocaina, ci apre una finestra sulle dinamiche economiche internazionali, a cui tutti contribuiamo. Colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che si sono uniti al coro dei "sono cose giá dette", "non aggiunge nulla", "ha scoperto l'acqua calda", é "cocaossessionato", morboso, delirante..Fa piacere sapere di persone cosí mostruosamente informate da considerare noioso e inutile chi certe storie continua a raccontarle. Grazie a tutti voi, impavidi cuori dietro la tastiera, perché certamente contribuite anche alla denuncia di queste realtá mafiose, proprio come fa Saviano. Ma grazie soprattutto a Roberto, per chi é, per ció che fa e per metterci l'anima in quello che scrive.
Voto: 5 / 5
Jeff (30-07-2014)
Premetto: sono uno studente del liceo classico, mi capita di leggere parecchio, qualsiasi genere mi va a genio (amo Asimov tanto quanto Bertrand Russell, Burroughs o Jane Austen) e mi sono imbattuto in Saviano per puro caso: se muovo delle critiche, non è per alcun interesse, invidia, etc. Ho letto Zero z. z. senza essere prevenuto in alcun senso, conoscevo soltanto e vagamente la storia dell'autore. Mi scuso per la lunga premessa ma in questi casi è facile stroncare critiche serie e motivate colle più facili e sbrigative accuse. Passiamo al libro: questo NON è un romanzo, né capisco perché tutti si ostinino a chiamarlo tale. É a metà fra un saggio e, mi spiace dirlo (non per l'autore ma per il lettore), una di quelle buffe ricostruzioni televisive, in cui a ogni frase volutamente ad effetto segue un cambio di inquadratura, il tutto condito dalla posa seriosa a cui mal si atteggia il presentatore di turno. Non mi piace molto la televisione (amo il cinema invece) e questo... libro(?) mi ha ricordato il perché. Non è nulla di preciso, sembra un contenitore di argomenti scelti a caso, in cui fra una storia di droga e l'altra troviamo dei capitoli totalmente slegati, di per sé non un male, che tuttavia contengono veri e propri deliri dell'autore. Capisco che debba fare colpo, ma molte sembrano banali frasi di ancor più banali film (film che non guarderei). Parlo da ragazzo: non credo di avere un'intelligenza superiore, ma penso tutti siano al corrente della situazione globale passata e presente. Questo libro non aggiunge nulla! Accatasta una sull'altra storie di boss e cartelli della droga, in modo raffazzonato e romanzato, storie per giunta che non lasciano basito non dico un ni(c)hilista, ma nemmeno un realista! Ovvero, chiunque pensi colla propria testa... se non sapete farlo, se non sapete che là fuori qualcuno uccide e fa soldi colla droga, comprate pure questo libro. Altrimenti, spendete meglio i vostri soldi (e il vostro tempo), non vi siete persi nulla :)
Voto: 1 / 5
cristina (08-06-2014)
Alla fine di ogni libro-inchiesta di Saviano mi rimane la sensazione che il mondo sia davvero peggiore di come appare, o meglio, di come riusciamo a coglierlo nella nostra parzialità. Ma non bisogna avere paura di raccontare la verità, farlo è anzi un atto di coraggio e generosità. Checché ne dicano tutti i detrattori di Saviano, quelli che sostengono che i suoi scritti sono solo un tentativo di gettare "fango" su certe aree geografiche del nostro paese - gente che continua a sostenere assurdamente che il male sta nella penna e non invece nella realtà. In questo libro la narrazione è sicuramente meno fluida e meno avvincente rispetto a Gomorra, e sono tantissimi i dati che Saviano cataloga (a volte creano confusione e stanchezza nella lettura) frutto di un lavoro di ricerca sicuramente immane e faticoso. Un grazie a Saviano per il suo prezioso lavoro, nella speranza che il suo fardello personale possa pian piano mitigarsi, anche se sarà difficile.
Voto: 4 / 5
Bruno Izzo (07-05-2014)
Buono come il pane, si dice. E come si fa il buon pane casareccio? Quello il cui profumo inebria, che sa d'impasto lavorato a mano e di forno a legna? Ma con la farina doppio zero, naturalmente. L'epoca moderna ha perso gran parte dei valori di un tempo, sostituiti da altri, assai meno nobili. Alla fatica, all'impegno, al conquistarsi il pane quotidiano si è sostituita la smania del tutto e subito, dell'arricchimento sfrenato, ottenuto con mezzi illeciti, senza guardare in faccia niente e nessuno, senza alcun rispetto per nulla e meno che mai per la vita umana.Il simbolo di questo nuovo modo di essere, assai più allettante del povero pezzo di buon pane fatto con farina doppio zero, avrà uno zero in più: zero zero zero, il titolo del libro di Roberto Saviano, con questo termine si intende il grado di purezza medio della cocaina da spaccio. E' insieme un saggio, un romanzo e un'inchiesta sulla cocaina: il nuovo "status symbol" della nostra epoca moderna. Un'epoca nella quale, per assurdo, sempre più persone smettono di fumare, consapevoli dei rischi e dei pericoli del tabagismo, riscoprono la cura del proprio fisico, affollano palestre e le sale d'attesa dei chirurgi plastici, si votano ad alimentazione vegetariana ed a più sani stili di vita......e consumano cocaina. Un libro crudo ma reale, tenero e violento, fantastico ed allucinante, saggio e reportage insieme, romanzato ma non romanzesco, descrive con tanto di nomi, cognomi, soprannomi e curriculum una realtà vera, una cronaca veritiera, verificabile, affabulatoria, affascinante: Saviano sa scrivere benissimo, e sa, conosce bene, di cosa sta scrivendo. Un libro tosto, "pesante", ricco, troppo ricco di fatti, nomi vicende accadute vicino e lontano. E per questo rischioso. Saviano ha paura di quanto scrive, conscio dei rischi che corre, ma scrive, insiste a scrivere ed a informarci, perché Roberto Saviano è un uomo buono. Buono,come il pane.
Voto: 5 / 5
Michael Moretta michael.moretta@libero.it (10-04-2014)
Difficile commentare un libro di Saviano e dire qualcosa che già non sia stato detto. Saviano divide il pubblico, sia quando scrive un libro, sia quando compare in televisione parlando di camorra, di mafia, di riciclaggio e di storie di eroi che contro questi poteri hanno combattuto.  Io sto dalla parte di coloro che in Saviano vedono un uomo che si batte per raccontarci ciò che succede quotidianamente in Italia e nel mondo e che noi non vediamo, non vogliamo vedere o facciamo finta di non vedere. E per ciò che scrive e dice, rischiando la propria vita, a Saviano va tutta la mia ammirazione.  In questo libro ci parla della cocaina e della filiera di questo particolare prodotto. Quindi prende in esame la sua produzione, il trasporto dai luoghi di produzione a quelli in cui verrà distribuita, e la distribuzione al dettaglio. Questa filiera genera denaro ma anche gruppi di potere che lottano tra di loro per avere la meglio e monopolizzare il commercio della coca, e Saviano ci conduce lungo questi percorsi basandosi su indagini ed inchieste.  Un libro basato esclusivamente su documenti e su colloqui che lo stesso Saviano ha avuto con giudici, collaboratori, investigatori ed ex appartenenti ad organizzazioni criminali.  Dalla Bolivia e dalla Colombia, luoghi di produzione, ci trasferiamo in Messico, in cui i cartelli più importanti controllano la distribuzione della Coca. Da qui ci trasferiamo in Europa attraverso navi, aerei, sottomarini ed ogni mezzo adatto a trasportare la preziosa merce nel Vecchio Continente. E scopriamo cose che non avremmo mai immaginato circa il modo in cui i trafficanti trasportano la coca.  Infine il lungo e meticoloso meccanismo attraverso il quale vengono riciclati i dollari guadagnati attraverso la vendita della cocaina.  Libro duro, crudo, diretto, senza mezze misure, così come deve essere un libro che tratta temi di questo tipo. Un grazie a Saviano per averlo scritto.
Voto: 5 / 5
PROT (31-03-2014)
A me è piaciuto alla pari di Gomorra, libro ben documentato e scritto in modo semplice e comprensibile, per nulla noioso
Voto: 5 / 5
ANDREA (27-03-2014)
noiosissimo non mi è piaciuto per rnulla
Voto: 1 / 5
wiking (25-03-2014)
carte processuali romanzate alla meno peggio. gomorra è un' altra cosa
Voto: 1 / 5
CRISTINA ROSSANA (16-01-2014)
Ci credete che è il primo libro nella mia vita che devo interrompere? Stimo Saviano per la sua opera di denuncia che gli ha cambiato la vita ma troppi particolari agghiaccianti non sono adatti a me...sto male per molto meno! Cmq grazie per aver parlato anche dello spacciatore più grande di Bergamo, che faceva la bella vita coordinando giri di coca enormi, era sopranonminato il Diabolik della cocaina : qui se ne sapeva poco ma ora finalmente se ne parla! Ragazzi non fatevi: significa finanziare assassini!
Voto: 5 / 5
Maria Luisa Valeri valeriruffino@tin.it (08-01-2014)
Interessante e molto ben documentato!
Voto: 5 / 5
leonardo de chanaz (26-12-2013)
RECENSIONE EROZEROZERO Caro Saviano, il tuo libro è completo. Apre una grande finestra nel mondo della cocaina, della produzione, del traporto e dello spaccio. Si tratta di un quadro spaventoso, immenso e incombente su tutto il mondo. Sembra che solo la Cina ne sia ancora esente. Il vero problema è che o dichiariamo una guerra civile mondiale, o dobbiamo trovare delle soluzioni diverse per "gestire" questa situazione, visto che non si risolve. Le componenti sono quattro: i fruitori che presentano una domanda inelastica abbastanza poco influenzata dalla fluttuazione dei prezzi. I produttori: confinati nei paesi del centro e del sud America. I trasportatori. I riciclatori dei proventi, che ormai rappresentano delle masse di denaro enormi. Bisognerà risolvere il problema a un livello mondiale, affrontandone gli aspetti giuridici, quelli morali, e quelli economici, non dimenticando che questa massa di denaro nero sta inquinando tutte le istituzioni del mondo, polizia, magistratura, politica. In Italia, con il condono valutario abbiamo sdoganato quintali di soldi neri facendoli rientrare nel circuito legale con una sola multa del 2,5%. Tu non indichi alcuna soluzione, e qui è il punto debole del tuo libro, così come la parte che riguarda te stesso, comprensibilmente sofferente per la drammatica esperienza che stai vivendo. È ora di parlare di futuro.
Voto: 3 / 5
ROCCO SALADINO - MARXISTA - POTENZA - BASILICATA roccosaladino@libero.it (17-12-2013)
Ho letto piu' della meta' del libro ZeroZeroZero di Roberto Saviano, in fin dei conti, eliminata la suspance della lettura, si puo' dire che il mondo e' piccolo e il mercato e la globalizzazione della cocaina possono tenersi nel palmo della mano, il fenomeno della produzione e spaccio internazionale e' terrificante, ma stando alla lettura del libro per niente cosi' segreto e misterioso come si teme sia pure la morte! Saviano e' riuscito nel racconto della cocaina a raccogliere in un libro il mondo intero, da vero fuhrer dell'informazione, ma se vogliamo oggi essere cosi' chiari, come Saviano e' per la coca, riguardo alla materia della politica, be allora dovremo solo arrenderci.
Voto: 5 / 5
davide (22-10-2013)
Mi piace Saviano oratore. Mi è piaciuto tantissimo Gomorra. Ma questo Zero Zero Zero proprio è un un riempipagina! Sono a pagina 250 ma ancora non si è vista una sniffata. La cocaina è ancora un entità astratta. Ci dice che tutto il mondo la vuole ma ci insegna solo a gestirla e non certo ad affrontarla socialmente. Che dire di quando di paragona a Kiki Macarena (scoperto e sventrato dai Narcos)?: "Kiki solo un infliltrato per scelta mentre Lui soffre perchè non riesce a non pensare alla delinquenza".Evvabbè....Eppoi questa farina triplo zero la conosce solo Saviano.... Comunque aspetto FATICOSAMENTE la fine delle ultime 230 pagine.
Voto: 1 / 5
Lino (03-10-2013)
Come lo sono tutti i libri di Saviano, lo considero un libro interessantissimo nel suo complesso, specialmente nela parte iniziale e quella finale infatti i capitoli centrali perdono di scorrevolezza e rischiano di annoiare il lettore per colpa di troppi dettagli che credo l'autore avrebbe dovuto omettere. A differenza di Gomorra, la storia non è romanzata ma è una raccolta di informazioni che riguardano il narcotraffico mondiale.
Voto: 4 / 5
antonio (01-10-2013)
Lo confesso. Ho l'angoscioso dubbio che stroncando(nel mio piccolo) questo libro di Saviano possa dare a qualcuno l'impressione (diffusa!) che lo faccia perché lui mi sta antipatico(come lo sta a molti!), che lo faccia per mera invidia del suo successo(come dicono molti di molti che lo stroncano). Più prosaicamente voglio dire che per uno come me che di libri ne legge in quantità industriale e che spesso arriva alla fine di taluni "bidoni" letterari solo per poterne parlare, bé, dico semplicemente che questo libro del coraggioso scrittore campano se non l'avesse scritto lui, ma un Antonio Rossi qualsiasi, non l'avrebbe mai pubblicato nessuna casa editrice. Perché è inutilmente prolisso, noioso, stucchevole, banale, ripetitivo. Offre spunti e concetti che si possono facilmente trovare con un click su "google". Se volete davvero capire come si scriva un romanzo sulle droghe, leggete Don Winslow ("Il potere del cane") e poi al confronto Roberto Saviano vi ricorderà il vostro compagno delle medie che tentava di scrivere bei temi sul tempo. Credo sia giunta l'ora di valutare Saviano per quello che è: un ragazzo coraggioso, che merita tutto il nostro rispetto. Gli scrittori sono cosa diversa.
Voto: 1 / 5
ant lomell@libero.it (25-09-2013)
Tutto quello che c'è da sapere sulla cocaina, in questo romanzo c'è, dalla descrizione della pianta in sé, alla zone di produzione, fin ad arrivare ai consumatori e soprattutto a chi, attraverso il traffico della coca, si è arricchito a dismisura facendo diventare la polvere bianca un enorme fonte di ricchezza e parallelamente di malaffare. Molto corpose e particolareggiate le pagine in cui lo scrittore è abile a descrivere, sia da un punto di vista storico che di crescita come movimento economico, i due principali gruppi che hanno iniziato e caratterizzato il commercio e la produzione della cocaina, cioè i cartelli colombiani e messicani. Ho trovato molto interessanti e mai banali gli sbalzi spazio temporali tra le narrazioni riguardanti le vicissitudini sul narcotraffico relative al Sud America e gli avvenimenti di casa nostra, con particolare attenzione su episodi di ndrangheta e di camorra, quindi in Calabria e Campania soprattutto. Da rilevare e sottolineare poi la parte del libro dove l'autore cattura l'attenzione del lettore, mettendolo di fronte alla spiazzante realtà dell'usufruitore tipo di cocaina, cioè nessuno escluso, tutti dentro!!! Per concludere voglio segnalare la parte del libro in cui vengono evidenziate le crudeltà e la mancanza totale di umanità, da parte sia di chi fa uso e commercia in droga e anche di chi combatte questi fenomeni, i kabilies ad es ,che sono soldati di élite dell'esercito del Guatemala, addestrati per condurre operazioni speciali. Un libro corposo che si legge con attenzione e che fa riflettere, notevole anche la parte dei saluti finali con tanti ringraziamenti anche a personaggi noti, esaltati x meriti diversi Bello
Voto: 3 / 5
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