IBSIBS
 
home libridvdMP3dischivideogiochibooksremainders
Home LibriCarrelloLista desideriI tuoi datiI tuoi ordiniBibliotechePartnerAiuto e FAQ
RicercaRicerca avanzata
Spedizione gratuite in Italia per ordini superiori a 39 €


Trova in Libri
Classifica italiana libri
Top 100 libri
I libri più regalati
Promozioni in corso
Libri scolastici
Occasioni -25%
Libri a metà prezzo
Servizio novità IBS
Audiolibri
Buoni acquisto
Reparti
Architettura e urbanistica
Arte
Astrologia ed esoterismo
Bibliografia, biblioteconomia, editoria
Classici greci e latini
Cucina e casa
Diritto
Economia e management
Fantascienza e fantasy
Filosofia
Fumetti & graphic novels
Geografia, viaggi e guide
Gialli, horror, noir
Informatica
Letteratura: storia e critica
Libri per ragazzi
Linguistica, dizionari, enciclopedie
Medicina e salute
Musica
Narrativa italiana
Narrativa straniera
Poesia e teatro
Psicologia
Religione e spiritualità
Scienza e tecnica
Società, politica e comunicazione
Spettacolo e sport
Storia
Servizio novità IBS
Jenny
Se vuoi saperne di più sulle nuove pubblicazioni nelle seguenti aree, seleziona l'opzione che ti interessa.
Nuovi libri scritti da Duden Barbara
Nuovi titoli pubblicati da Bollati Boringhieri

Inserisci il tuo indirizzo e-mail

Newsletter
Vuoi conoscere le
nostre offerte? Iscriviti alle newsletter di IBS
Libri Books
Dischi DVD
GamesTutte
Informativa sulla privacy

Duden Barbara - Il corpo della donna come luogo pubblico. Sull'abuso del concetto...

Il corpo della donna come luogo pubblico. Sull'abuso del concetto di vita
Zoom della copertina
TitoloIl corpo della donna come luogo pubblico. Sull'abuso del concetto di vita
AutoreDuden Barbara
Prezzo € 13,00
Prezzi in altre valute
Dati1994, 136 p.
EditoreBollati Boringhieri  (collana Temi)

Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi

Aggiungi alla lista dei desideri Segnala il libro ad un amico Invia un tuo commento
Questo prodotto dà diritto a 13 poinz (solo per acquisti con carta di credito).
Per saperne di più, clicca qui.
Descrizione
Storica delle donne, con alle spalle ricerche sul vissuto del corpo femminile nel sec. XVIII, l'autrice in questo libro sostiene la tesi, elaborata anche nel corso di una conversazione con Ivan Illich, secondo cui il feto intrauterino non è una creatura di Dio o della natura, ma della società moderna. E le domande sono: in che modo artificiale è nato questo feto? Perché la donna incinta è diventata l'ambiente uterino per l'approvvigionamento di un feto? Perché le donne in base a erronei ragionamenti scientifico-popolari e a prediche pseudotradizionali servono quella vita della quale credono di doversi assumere la responsabilità? Perché l'acquisizione del feto priva la donna del proprio corpo e la degrada al ruolo di cliente bisognosa di assistenza?

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice

recensione di Di Cori, P., L'Indice 1995, n. 4

Il libro di Barbara Duden appartiene a un genere che non è semplice individuare a prima vista. Non propriamente un saggio di storia della medicina, e neanche di etica, per quanto tratti di entrambi questi argomenti; troppo discorsivo per essere considerato un vero e proprio saggio di ricerca, anche se va decisamente collocato entro la produzione recente di storia del corpo femminile, esso costituisce piuttosto un esempio originale di combinazione di ragionamento scientifico e autobiografia intellettuale. Si sente circolare tra le pagine del libro un'aria quasi luterana, da corale di Bach, che non a caso è contemporaneo del periodo di cui Duden è una specialista, avendo pubblicato di recente una monografia sulla storia sociale della medicina delle donne nella Germania del Settecento.
L'autrice cerca di ricostruire la maniera in cui, a partire dal secolo scorso la parte interna del corpo femminile è stata progressivamente resa pubblica, visibilizzata, rappresentata, "sia dal punto di vista medico sia da quello poliziesco e giuridico, mentre parallelamente viene intrapresa la privatizzazione del suo esterno", vale a dire il suo ruolo sociale. Per fare questo Duden ripercorre in tre capitoli (il primo dedicato al corpo, il secondo al feto, mentre l'ultimo, molto breve, è sulla vita) come sia avvenuto il processo di progressiva visualizzazione dell'interno del corpo femminile e come si sia andata perdendo la tradizione cinestetica, vale a dire quella relativa alla percezione del proprio corpo interno.
Nel secondo capitolo, il più consistente, si tenta di fare una vera e propria storia del feto, e si ripercorre l'arco temporale che porta dalle immagini medievali o anche più antiche di un piccolo umano completamente formato che vive nel grembo materno, fino a giungere all'attuale macchia dell'ecografia, quel vago contorno dello zigote che per il cardinale Ratzinger è già una "persona", e per altri è di fatto "vita" fin dal primo apparire. Le ultime pagine sono appunto dedicate a discutere l'inganno che circonda il termine "vita" stabilendo le differenze storiche tra le concezioni passate e quelle attuali.
Intorno a questo nucleo fondamentale - la costruzione di un modo di vedere qualcosa che si concepisce come "vita" - Duden si sforza di organizzare le proprie argomentazioni, sistemandole lungo direttrici che non coincidono con quelle apparentemente molto urgenti ma anche molto statiche della polemica quotidiana tra abortisti e antiabortisti.
Il libro si colloca in realtà all'incrocio di alcune specifiche tradizioni intellettuali o, per meglio dire, le rivisita e riattraversa agilmente: da quella relativamente recente suggerita dall'antropologia di Marcel Mauss nel 1938 e ripresa da Mary Douglas negli anni sessanta, alla prospettiva aperta da Foucault nel decennio successivo, alla quale Duden si richiama esplicitamente fin dall'inizio, per quanto il libro non abbia un impianto foucaultiano. I referenti principali sono però soprattutto gli studi femministi sulla storia della gravidanza e del parto - penso ai saggi di Carol Smith-Rosenberg sulla costruzione della donna isterica negli Stati Uniti dell'Ottocento, e a quelli di studiose come Ludmilla Jordanova sulla cultura medica del Settecento e sul rapporto tra identità sociale delle donne e rappresentazione visiva della loro anatomia, o di Londa Schiebinger sulla storia degli scheletri.
L'altro filone importante al quale la riflessione di Barbara Duden va ricondotta è naturalmente quello del dibattito filosofico femminista. Circa vent'anni fa, Luce Irigaray ha scritto un bellissimo saggio, raccolto in "Questo sesso che non è un sesso", relativo all'economia scopica dominante tipica del regime fallocratico, alla quale contrapponeva invece la femminilità del tatto. E anche Duden vuole ricostruire "l'esperienza tattile" e "un passato tattile" delle donne.
Almeno due conseguenze importanti derivano da questa proposta così particolare sulla storia del corpo femminile. Da un lato, essa consente di riprendere, incentrandolo sul corpo, il dibattito sulla differenza sessuale e sulla ormai abusatissima categoria di "genere", e di liberarlo dalle stantie considerazioni accademiche che l'hanno appesantita. Dall'altro lato, questo libro ci dice che è ormai tempo di costruire un nuovo tipo di spazio pubblico di discussione nel quale gli/le intellettuali si collochino a una giusta distanza tra il clamore della politica, e le rigidità asfissianti dell'accademia; tra il silenzio delle case, delle biblioteche e della scrittura solitaria, e le meschinità della carriera.
Si tratta di un obiettivo difficile da raggiungere che, oltre a una profonda consapevolezza dei propri limiti, richiede uno spostamento preciso: abbandonare l'idea che occorra assumere sempre una posizione precisa, schierarsi pro o contro qualcosa, che sia possibile trovare subito uno schema esplicativo entro cui sistemare definitivamente una realtà o un problema (pensiamo agli sterili dibattiti tra intellettuali che hanno seguito i risultati delle elezioni di marzo, o quello ben poco stimolante a proposito delle cosiddette donne di destra al governo). Duden sostiene che dobbiamo lasciarci alle spalle alcune vecchie idee con le quali avevamo convissuto pacificamente per tanti anni, e considerare che forse tante domande alle quali fino a poco tempo fa presumevamo di poter rispondere e che avevamo già "sistemato" in qualche quadro concettuale definitivo, presentano aspetti inconsueti, che forse non conosciamo affatto. Il libro di Barbara Duden è un esempio felice di questo tipo di operazione, che è decisamente politica, oltreché intellettuale: un invito da accogliere senza riserve.

I più venduti di Duden Barbara
1.Il  corpo della donna comIl corpo della donna come luogo pubblico.
(Temi)
Bollati Boringhieri
€ 13,00
2.I  geni in testa e il fetI geni in testa e il feto nel grembo.
(Nuova cultura)
Bollati Boringhieri
€ 28,00
Chi sceglie questo libro legge anche
Anders Günther
Antiseri Dario
Boudon Raymond
Bourdieu Pierre
Butler Judith
Illich Ivan
Irigaray Luce
Panikkar Raimon
Ponzio Augusto
Sciacca Michele F.
IBS ti consiglia anche
Wuz2 commenti presenti
Ricerca Ricerca avanzata

Copyright © 1998-2010 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati

P.IVA 12252360156

Licenza SIAE n. 229/I/05-359.

Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie

Funzione di ricerca basata su FACT®Finder di OMIKRON

Informazioni utili:
Spese e tempi di spedizione
Invio regali
Buoni acquisto (Happy Card)
FAQ
Informativa sulla privacy

Pagamenti:
Carte di credito
Carta di credito accettate
PayPal
Paypal
Contrassegno

Come contattarci:
Invio messaggi al servizio di Assistenza Clienti
Tutti i contatti

Servizi per i clienti:
Password dimenticata
Controllo e modifica dei propri dati
Verifica degli ordini effettuati

Opportunità per aziende e enti:
Servizi per le biblioteche
Programma di affiliazione (Partnership Programme)

Concessionaria di pubblicità:


Con la collaborazione di Argento vivo per il settore editoria libraria

Dati audience certificati Audiweb

Ufficio stampa:
Mirandola comunicazione

Altri siti del network IBS:
Libraccio.it
MYmovies.it
Wuz.it
RadioAlt.it

Vai a inizio pagina