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Terminato il libro "le correzioni" ero indeciso su quale libro leggere nei quattro giorni restanti della mia vacanza a Rimini. Scelto "l'avversario" di Carrere il giorno dopo avevo lo stesso dilemma in quanto è durata solo un giorno la lettura. "Incredibile" la vicenda di Jean Claude Romand e come egli abbia strutturato la propria vita sulla menzogna. Carrere ricostruisce la vicenda non dando nulla per scontato e risponde alle domande del lettore prontamente senza che questi abbia la possibilità di porle (es. la gestione del denaro in famiglia). Consigliato a chi vuole immergersi in quelli che oggi vengono definiti TRUE CRIME.
"L'Avversario" è l'indagine di un Male che esplode con atrocità indicibile in uno scenario, al contrario, quanto mai quotidiano. E sul Male, che nel libro assume le sembianze di un comune padre di famiglia determinato a nascondere le proprie colpe, Emmanuel Carrère rivolge uno sguardo lucido eppure mai freddo, aperto all'empatia ma tutt'altro che assolutorio. Lontano da facili sensazionalismi, "L'Avversario" è soprattutto questo: la cronaca di una mostruosità che prende forma a poco a poco, giorno dopo giorno, anno dopo anno, seguendo un effetto-domino via via più catastrofico e inarrestabile.
Il male contrapposto al bene come Dio a Satana : l’avversario appunto. Come il giudice Paul Schreber ha raccontato e descritto la sua follia psicotica/ schizoide diventata poi un caso da manuale ripreso da Freud, così Carrere racconta la scissione di personalità di Jean Claude Romand che nel 1993 sfocia in un caso di cronaca che ha fatto scalpore. Incredibile come per 18 anni si riesca a mascherare un doppia vita in tutti gli aspetti della sua quotidianità. Scritto bene come tipico di Carrere. Lo consiglio comunque dopo la lettura della Settimana bianca
Carrère è narratore di carichi emotivi, ha uno stile di scrittura asciutto che ci invita a guardare quanto può essere profondo il Male. In questo romanzo verità parte da un fatto di cronaca per addentrarsi nella concezione più profonda dell'animo umano che non tollera di non saper rispondere alle aspettative della società.