«L'amore sano è quello che abbraccia una donna sola e intera, compreso il suo carattere e la sua intelligenza.»
La coscienza di Zeno (1923), uno dei capolavori della letteratura europea del Novecento, è la tragicomica vicenda di un "inetto a vivere", che, su sollecitazione del proprio psicanalista, ripercorre le tappe della sua oscillante e inconcludente esistenza punteggiata dai ripetuti, e inutili, tentativi di smettere di fumare. Zeno Cosini è una specie di marionetta tirata da fili che, quanto più indaga, gli sfuggono. È schiacciato da un destino che sembra ineluttabile: desideroso dell'Ordine, è sommerso dal Caos; alla infantile ricerca di certezze, si ritrova compiaciuto funambolo sul filo oscillante della catastrofe personale e familiare. Introduzione di Franco Marcoaldi.
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Ho riletto questo libro in ricordo del mio esame di maturità. Scritto bene, senza dubbio un grande classico...ma non è un libro che ti lascia col fiato sospeso...forse un po' piatto. Non è tra i miei preferiti.
E molto interessante lo consiglio vivamente
Zeno è un personaggio di cui non ci si può fidare: dissemina bugie per tutto il testo, a volte riconoscibili e a volte no. Svevo crea una scrittura claustrofobica, imprigiona il lettore nella mente di Zeno, senza dargli spiragli di luce. Un classico da leggere e da cui lasciarsi avvolgere, un’entrata nella psicopatologia della vita quotidiana di Zeno.
Capolavoro assoluto