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A distanza di un anno lo ricordo ancora nitidamente. King costruisce un’atmosfera che ti rimane addosso, e qui è in forma smagliante. Molto più efficace della serie TV: il libro ha un’intensità che sullo schermo non arriva.
Il plot di questo libro ruota attorno alla giovane figura di Luke Ellis, che appena dodicenne è già un genietto e che si vede già conteso come futura matricola tra due ambiziose università. Immancabili protagonisti anche il "solito" gruppo di ragazzi (perdenti?), tanto cari al nostro Stephen King. Non sarà però la genialità di Luke o dei suoi nuovi amici ad essere presa di mira da una misteriosa organizzazione criminale a capo dell’Istituto che presta il titolo al romanzo. Luke, infatti, per quanto il diretto interessato possa sottovalutare le sue facoltà mentali, è un promettente e appetibile telecineta, mentre i suoi amici... Evitando spoiler posso dire che L’Istituto è un romanzo realistico ed è il suo realismo a mettere paura. Non servono clown, vampiri o serial killer per sentir i brividi lungo la schiena: basta la realtà, il lato peggiore della razza umana. La buona letteratura è anche quella che pone al lettore domande scomode: è proprio il finale del romanzo a toglierci il fiato, rivoltando le nostre convinzioni come un calzino. CONSIGLIATISSIMO!
Sono un'appassionata dei libri di Stephen King e vorse per questo mi aspettavo qualcosa di più. Inizialmente questo libro mi ha incuriosito ma verso la fine l'ho trovato un po troppo lento. Non dei migliori che ho letto.
Sebbene abbia faticato all'inizio sia per la lentezza della storia che per la difficoltà di empatizzare con i personaggi, poi il libro migliora e tira fuori una buona storia. Ammetto di aver preferito altri libri di King.