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Da tanti anni avevo sentito parlare di questa scrittrice e soprattutto di questo libro, ma solo ora è arrivata l’occasione di leggerlo. Il mio secondo incontro con la letteratura giapponese dopo quello, da adolescente, con “La voce delle onde” di Yukio Mishima. Due storie brevi di amore e di lutto, da un Giappone intimo che non conoscevo, ma da cui ho capito che derivano anche altre cose che ho letto, come “Quel che affidiamo al vento” di Laura Imai Messina. Cinque personaggi ben tratteggiati e due storie che mi hanno toccato nel profondo e che porterò a lungo con me. anglosassone.
“Kitchen” di Banana Yoshimoto è un romanzo delicato e profondamente toccante. La scrittura è semplice ma unica, capace di affrontare il tema del lutto con grande sensibilità e dolcezza. Le emozioni emergono in modo naturale, senza mai risultare forzate. È una storia intima che riesce a confortare e far riflettere allo stesso tempo. Una lettura breve ma intensa, davvero speciale.
Io penso di sì, è una storia che ti si infila sotto la pelle e lì resta. Ho trovato il libro evocativo, capace di creare immaginari che prima non c'erano.
Libro scorrevole ma con un'eccessiva vena sentimentale e retorica. Inspiegabile, dal mio punto di vista il suo enorme successo. Non lo consiglio!