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In questo lungo monologo, diviso in due parti, si delinea il tipico personaggio dostoevskijano, che sarà protagonista (con nomi diversi) dei suoi romanzi e racconti: un uomo infelice, incompreso, inetto e completamente scollato dalla realtà; un “uomo del sottosuolo”, che si perde in ragionamenti colmi di rabbia e frustrazione, che si fregia di una consapevolezza e di un’intelligenza che crollano inesorabilmente al confronto con la realtà e con gli altri, lasciandolo solo con la sua vergogna e rendendolo sempre più incattivito e sprezzante. La prima parte è costituita quasi interamente dalle critiche che l’uomo del sottosuolo muove alla società e al tempo in cui vive, e dal tentativo vano di giustificare il godimento provato nel compiere azioni riprovevoli, contro ogni ragionevolezza. Ma è nella seconda parte, quando tutte quelle convinzioni vengono calate nel reale, che diventa evidente la cattiveria del protagonista: ogni umiliazione subita – dagli ex compagni, dal suo servitore, da ufficiali sconosciuti – attiva in lui un rimuginio sempre più vorticoso e delirante, che si trasforma in una rabbia esplosiva diretta alla giovane prostituta Lisa. Lisa diviene quindi la causa di tutto, perché la sua unica colpa è quella di essersi accorta, nella tenerezza e nell’ingenuità dei suoi sentimenti, di avere davanti un uomo tremendamente infelice. Per l’uomo del sottosuolo, abituato a nascondersi e a costruire una narrazione diversa di sé, questa verità è intollerabile, è il suo smascheramento, è l’umiliazione definitiva: incapace di sopportare il peso della vergogna, si abbandona a una spirale di violenza, fino al triste epilogo.
Breve ma intensissimo romanzo da cui traspare tutta la profondità della letteratura di Dostoevskij. L'autore presenta spunti e riflessioni sull'interiorità dell'uomo e rende parte dell'angoscia e dei tentativi del protagonista di uscire dal proprio "sottosuolo". Tentativi vani: per quanto la società mostri ciò che è giusto e auspicabile, l'elemento umano è portato a sparigliare le carte, anche a proprio danno. Il protagonista suscita compassione nei suoi goffi sforzi di vedere la luce... ma chi di noi non si è mai sentito nella sua stessa sitauazione?
Libro imperdibile che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita
La prosa di Dostoevskij è vibrante e potente, e riesce a catturare l'essenza della condizione umana in modo straordinario. Un romanzo straordinario che continua a essere rilevante e stimolante anche oggi, più di cento anni dopo la sua pubblicazione. È una lettura sempre attuale, da conservare, rileggere e tramandare. La consiglio vivamente a chiunque sia interessato alla letteratura esistenziale e alla profonda esplorazione della psiche umana.