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È il mio primo approccio all’autore, ma sono rimasta delusa. Usare lo stile del realismo magico non vuol dire essere Garcia Marquez. Lo stile della prima traccia narrativa poi dovrebbe essere originale, invece alla lunga è solo pesante e sconclusionato. La storia aveva già in se’ tutti gli elementi per essere interessante senza dover ricorrere a tutti questi espedienti narrativi. Non credo che leggerò altri volumi dell’autore.
Ingredienti: un ebreo americano alla ricerca delle sue origini in Ucraina, un suo coetaneo locale dall’inglese bizzarro a fargli da guida, tre storie parallele ambientate nel 1791, 1943 e 1997, un unico filo della memoria che unisce passato remoto, passato prossimo e presente. Consigliato: a chi sa raccontare in modo buffo situazioni drammatiche, agli uomini buoni che vivono in tempi cattivi.
all inizio l ho trovato geniale, mi ha incuriosito tantissimo lo stile , il linguaggio originalissimo , la comicità mi ha fatto davvero ridere e divorare tante pagine... poi l ho abbandonato ... poi l ho ripreso riconquistata piano piano , ma poi arrivata alla pagina 200 l ho lanciato .... vabbe la finzione ma quando si parla di bambini !! anche no
Partendo dal presupposto che io mi sono sempre ripromessa di leggere questo libro perché il film è assolutamente fantastico, con la giusta dose di umorismo e di riflessione, sono rimasta inizialmente delusa dal fatto che la vicenda narrata nel film occupi in realtà solo metà del libro vero e proprio (e forse anche meno), e successivamente disgustata dal fatto che l'altra metà è una robaccia illeggibile sulle vicende di un villaggio ebreo talmente surreali, preoccupanti e volgari che non vale proprio la pena di sprecare tempo a leggere questa spazzatura... Mi pento AMARAMENTE di averlo regalato ad amiche e conoscenti a scatola chiusa prima di averlo letto, confidando che sarebbe stato magnifico come il film. Se potessi dare -5 stelle lo farei.