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Ha il merito di farci vivere nel contesto dell'Opitale di Venezia, fra le sue mura umide e fredde, la segretezza e la ventata di novità musicale portata da Antonio Vivaldi, le sensazioni che suscita attraverso la visualizzazione dei contesti paesaggistici e situazionali, facendo provare a delle ragazze mai uscite dall'orfanotrofio l'ebbrezza della vita. Ha il demerito di aver per protagonista il clichè di una adolescente turbata e dai dialoghi fin troppi moderni con quella che lei ritiene essere la Morte con i capelli di serpente, dialoghi che sembrano quasi una chat di WhatsApp, Finale brusco come una corda di violino strappata.
Non mi è piaciuto per niente, mi dava l'impressione di una creatura da ospedale psichiatrico più che da orfanotrofio. Non ce l'ho proprio fatta a terminare la lettura. Abbandonato a metà nonostante siano poche pagine.
La prima parte del romanzo è affascinante, vorresti leggerlo tutto al volo, curioso di come andrà a finire; poi ti delude un poco, e poi ancora, resti...col naso in aria quando ti accorgi che sei all'ultima pagina.
Io mi sono fermato a pag. 26.....ci ho provato in tutti i modi a continuare, ma la narrazione è quanto di più fastidioso e ridondante abbia mai trovato in un libro. Rimango basito di come abbia potuto vincere un premio così prestigioso.