«Ci sono libri che si leggono velocemente, che si divorano come si usa dire, questo no. Questo è un libro da leggere lentamente, con i tempi giusti, con le pause che lo stesso autore ci dice di fare, lasciando alcuni spazi bianchi dove respirare, attendere e poi riprendere.» - Giulia Mozzato per Maremosso
Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un'apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Non c'è storia e non c'è futuro. Mentre i due cercano invano più calore spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Ricorda la moglie (che decise di suicidarsi piuttosto che cadere vittima degli orrori successivi all'olocausto nucleare) e la nascita del bambino, avvenuta proprio durante la guerra. Tutti i loro averi sono nel carrello, il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da mangiare. Visitano la casa d'infanzia del padre ed esplorano un supermarket abbandonato in cui il figlio beve per la prima volta un lattina di cola. Quando incrociano una carovana di predoni l'uomo è costretto a ucciderne uno che aveva attentato alla vita del bambino. Dopo molte tribolazioni arrivano al mare; ma è ormai una distesa d'acqua grigia, senza neppure l'odore salmastro, e la temperatura non è affatto più mite. Raccolgono qualche oggetto da una nave abbandonata e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile...
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"La strada" (Einaudi) di Cormac McCarthy, vincitore nel 2007 del Premio Pulitzer per la narrativa, riconferma Cormac McCarthy fra i più grandi delle letteratura americana degli ultimi sessant'anni. Il mondo è stato distrutto da un non olocausto nucleare. Dieci anni dopo, un padre e un figlio piccolo, entrambi senza nome, attraversano una strada asfaltata che taglia gli Stati americani. Negli zaini hanno tutto l'essenziale, compresa una pistola, nella quale sono rimasti solamente due colpi. I due spingono un carrello, sul quale raccolgono i pochi averi. E sanno che da un momento all'altro possono imbattersi in bande di disperati e carovane di predoni. La forma stilistica (scarna e asciutta) e il numero di pagine (più vicina a un racconto lungo che a un romanzo) spingono a leggere velocemente, ma il contenuto drammatico e altamente toccante obbliga a rallentare e a vivere questo viaggio fianco a fianco con i protagonisti, un passo alla volta. Non aspettatevi trame intrecciate e colpi di scena, questo non è uno sci-fi tradizionale ma più vicino a un saggio antropologico. Vedere la fine del mondo con gli occhi di questo scrittore è tutta un'altra cosa...
Premetto che ad oggi è uno dei libri più toccanti che abbia mai letto. E' una storia distopica in cui il grigio e l'orrore di una desolazione post apocalittica si mescolano all'amore di un padre verso il proprio figlio. Il viaggio verso la salvezza è un viaggio fisico e psicologico che permette al lettore di entrare nel corpo e nella mente dei due personaggi, percependone il dolore, la fatica e l'amore profondo che li unisce.
Il libro che mi ha segnato di più, un libro dalla struttura semplice, come la trama, lineare e minimale, ma denso dei sentimenti, dei quesiti e degli aspetti che definiscono e segnano l'esistenza delle persone e il loro percorso, anche in contesti ordinari e non estremi come quelli oggetto del romanzo. Un romanzo che ha diversi livelli di lettura, una metafora, ma anche no, che contiene il mondo, la sua semplicità e la sua complessità
"Ce la caveremo, vero, papà? Si. Ce la caveremo. E non succederà niente di male. Esatto. Si. Perché noi portiamo il fuoco". In un scenario post-apocalittico, un uomo e suo figlio rientrano fra i pochi sopravvissuti. Dinanzi a loro, la strada. Alberi anneriti, polvere e cenere ovunque, mare plumbeo. Nulla fa pensare alla vita tranne il fuoco, il fuoco che ognuno di loro porta dentro, il fuoco della bontà, della generosità ,che li farà andare avanti contro ogni avversità. Se in Cecità c'era un "mare di latte" qui c'è un "mare buio", un mare che padre e figlio attraversano giorno dopo giorno con un carrello della spesa, un telo di plastica per ripararsi dalla pioggia, poche provviste e una pistola per difendersi dai cattivi. Anche se il mondo è ormai un involucro grigio e inutile, un bambino lascia ancora sperare nella vita. McCarthy con il suo capolavoro ha mostrato ancora una volta di essere uno scrittore eccezionale, dotato di un'immensa profondità. In questo libro sono disseminate frasi che racchiudono un'autentica Bellezza, proprio ciò che più ci occorre nella vita per andare avanti nonostante le avversità.