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La strada - Cormac McCarthy - copertina

La strada

Cormac McCarthy

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Traduttore: Martina Testa
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Edizione: 1
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 13 gennaio 2014
Pagine: 220 p.
  • EAN: 9788806219369

15° nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa straniera - Fantascienza - Fantascienza

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La strada

Cormac McCarthy

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Vincitore premio Pulitzer per la narrativa 2007

Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un'apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Non c'è storia e non c'è futuro. Mentre i due cercano invano più calore spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Ricorda la moglie (che decise di suicidarsi piuttosto che cadere vittima degli orrori successivi all'olocausto nucleare) e la nascita del bambino, avvenuta proprio durante la guerra. Tutti i loro averi sono nel carrello, il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da mangiare. Visitano la casa d'infanzia del padre ed esplorano un supermarket abbandonato in cui il figlio beve per la prima volta un lattina di cola. Quando incrociano una carovana di predoni l'uomo è costretto a ucciderne uno che aveva attentato alla vita del bambino. Dopo molte tribolazioni arrivano al mare; ma è ormai una distesa d'acqua grigia, senza neppure l'odore salmastro, e la temperatura non è affatto più mite. Raccolgono qualche oggetto da una nave abbandonata e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile...
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    Alberto Zacco

    31/03/2021 13:21:20

    Una storia assolutamente semplice ma con un grandissimo potere evocativo. Semplicemente siamo alla fine del mondo, quando tutte le regole vengono abbattute e quindi l'unica legge è quella della sopravvivenza. Scene che si susseguono come polaroid che rimangono impresse nella mente, come se al posto di quel padre e figlio, ci fosse il lettore che cerca di raggiungere la sua meta felice, ma in un mondo collassato diventa davvero difficile. Cormac McCarthy ha una scrittura lineare che non appesantisce e ti porta a riflettere sulla cosiddetta distinzione tra buoni e cattivi, ma in fondo in una situazione del leggere, chi può mai giudicare una buona azione dalla cattiva?

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    Gabriella

    09/03/2021 13:52:42

    Uno dei libri più belli e strazianti mai letti. Una prosa asciutta e decisa che colpisce pagina dopo pagina. Un mondo di una brutalità allucinante, una lettura annichilente ma emozionante,

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    taty

    05/03/2021 08:57:15

    Un pugno allo stomaco. Romanzo duro, alcune parti mi sono risultate emotivamente molto difficili, ai limiti della commozione. Bellissimo

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    petra

    03/03/2021 22:07:11

    Stupendo quanto agghiacciante, consiglio anche l’adattamento cinematografico “the road”.

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    cris

    25/01/2021 19:17:55

    Racconto distopico, non ha una collocazione temporale o una spiegazione precisa per quel che è successo. Ma questa storia raccontata ciò che tutti pensiamo, ciò che tutti temiamo

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    Edgardo

    22/01/2021 21:14:11

    Un' apocalisse ha ridotto il mondo in cenere. Padre e figlio, senza nome, cercano di sopravvivere vagando in terre desolate e popolate da pochi altri superstiti, per lo più predoni pronti ad ammazzare per un po' di cibo. La Terra è diventata un luogo inospitale, il sole è pallido, il mare non è più blu; orrore, cenere, atti di cannibalismo, cadaveri decomposti o bruciati ovunque. E tu sei lì, con padre e figlio, mentre "percorrono quel mondo senza vita come criceti nella ruota". Eppure, in questa desolazione, emerge con forza dirompente il loro legame d'amore che non termina neanche con la fine del mondo! I dialoghi finali tra padre e figlio sono fra i più commoventi mai scritti. "Quando non ci sarò più potrai comunque parlarmi". "Portami con te, ti prego" ; "Non posso, non ce la faccio a tenere fra le braccia mio figlio morto". Alla fine, con un evento quasi soprannaturale, il bambino incontrerà finalmente quei 'buoni' che stava cercando col padre. Capolavoro assoluto!

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    Francesco

    27/12/2020 14:21:01

    Con la sua classica scrittura "biblica" McCarthy ci regala il piu bel romanzo di questo secolo breve. Da leggere assolutamente.

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    Rombo

    07/12/2020 00:19:26

    Come si è già detto su questo libro, lascia il segno. Sarò sincero: ero tentato di abbandonare la lettura, scoraggiato dalla ripetitività degli eventi narrati e dallo stile essenziale (ma crudo) dell'autore. Solo dopo averlo concluso ho compreso a pieno il significato di questa "monotonia" stilistica e contenutistica (spezzata da momenti di paura, disperazione, rassegnazione, speranza). A pensarci, ti senti effettivamente un po' smarrito.

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    GiuliaLC

    20/11/2020 21:25:32

    Su questo libro si è già detto tantissimo e persone molto più brave e competenti di me hanno fatto commenti su commenti e analisi su analisi. Mentre lo leggevo buttavo giù qualche pensiero e questo è quanto. Una scrittura asfissiante quella di McCarthy che ci porta in un modo post-apocalittico dove tutto è coperto di cenere, compreso il sole. Padre e figlio, senza nome, affamati, congelati e disperati, arrancano sulla strada con un carrello per viaggiare verso un sud più caldo. Il libro è estremamente ansiogeno, ho avuto il cuore in gola per tutta la lettura. La narrazione è incalzante, quasi angosciante, ci si deve abituare nelle prime pagine allo stile particolare, per dire: i dialoghi sono brevissimi, senza virgolette, le descrizioni prive di fronzoli, dure e secche, lo stile è aridissimo. L'autore a mio parere costringe così il lettore a condividere lo stato d'animo dei protagonisti, quasi a condividere la loro sorte, ti costringe a entrare nel paesaggio, anch'esso arido, deturpato, grigio, privo di fauna e flora. È una scrittura totalizzante, non puoi uscire dalla storia, non puoi staccarti da ciò che è miseramente rimasto del mondo. È il mio primo approccio all'autore e mi ha fatto lo stesso effetto che mi fa un episodio della serie tv Black Mirror, lo bevo, tengo gli occhi incollati allo schermo ma poi dopo devo staccarmene con forza per non esserne sopraffatta. McCarthy ha una capacità narrativa incredibile e sintetica al tempo stesso. Poche parole che hanno una potenza tale da scavarti dentro. Non ho mai provato niente del genere, mi ha profondamente sconvolto ed impressionato. Penso entrerà di diritto nella mia rosa di libri preferiti.

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    Sarah

    17/11/2020 18:09:43

    Intimo rapporto tra un padre e un figlio impegnati nella lotta per la sopravvivenza. Ambientato in uno scenario apocalittico e purtuttavia reso tanto realistico che il lettore si augura resti mera fantascienza. Un viaggio in cui ogni giorno conquistato è una vittoria e ogni persona incontrata una minaccia perché impegnata nella stessa lotta contro l’estinzione. Lo stile è quello proprio di McCarthy, crudo angosciante e tagliente come l’avventura che racconta.

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    GioVe

    29/10/2020 11:45:28

    Lettura sicuramente consigliata. Lo stile di scrittura secco e mai superfluo permette di immedesimarsi completamente in questo viaggio nei resti di un mondo in rovina; è un libro che anche senza molti colpi di scena riesce a catturare il lettore.

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    Sergio

    19/10/2020 17:22:40

    Premio Pulitzer 2007. Bello ed angosciante. Si legge in un fiato e poi ogni tanto torna in mente qualche scena. Consigliato da un libraio e comprato con qualche tentennamento visto il genere che proprio non è il mio. Mi sono ricreduto.

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    alberto51

    05/10/2020 20:20:56

    Molto bello ed angosciante. Ma sta proprio qui la sua bellezza. E' un grido di speranza in un futuro migliore disperatamente inseguito da un padre ed il proprio figlio malgrado il mondo uscito da un conflitto nucleare mostri tutto il peggio di sé sia nella natura che nell'animo degli uomini. Consigliatissimo.

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    Luca

    05/09/2020 17:00:47

    Polvere, cenere, pioggia. Polvere, cenere, pioggia. Polvere cenere pioggia... Dialoghi stentati con un padre che risponde poco più che a monosillabi alle domande da bimbo del figlio , con la sua immancabile e scontata (come tutto il resto in questo libro) innocenza. Ogni tanto nel deserto carbonizzato post nucleare, spuntano lattine di alimenti con cui i due tirano avanti, tra ritrovamenti macabri, cadaveri, i resti di un neonato senza testa messo sullo spiedo... Non fatevi tentate e se siete genitori con il desiderio di leggere delle pagine profonde, sulla natura del rapporto padre figlio, rivolgetevi ad altre letture. Qui scoprirete al massimo che un papà quando il figlio ha freddo, cerca di coprirlo.

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    GabboRIC

    05/07/2020 19:56:46

    Bel romanzo, inizialmente lento ma in seguito coinvolgente, sempre con un'atmosfera cupa e introspettiva. Ottima lettura

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    Valentina

    25/06/2020 16:39:42

    È la storia di un padre e un figlio che si destreggiano in uno scenario grigio post-apocalittico, giorno dopo giorno il loro unico interesse è sopravvivere. Profondo, commovente e incredibilmente pieno di speranza. Uno di quei libri da leggere almeno una volta nella vita...ma anche più di una!

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    Debora

    25/06/2020 10:30:41

    Ho trovato questo libro molto scorrevole, sebbene nella sua semplicità celi insegnamenti profondi. Una narrazione con di fatto solo due protagonisti è sempre difficile, ma l'autore è riuscito a trasmettere loro valori importanti e che, specialmente in questo periodo storico, dovremmo tutti comprendere e far nostri. Il finale è quasi emozionante: distaccato, ma educativo.

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    Baldovino

    28/05/2020 08:50:51

    Romanzo distopico, asciutto e stupendo. Non ci sono fronzoli, la lingua è essenziale ma dice tutto ciò che serve. Una parola in più sarebbe troppa. Padre e figlio alla fine del mondo, un mondo apparentemente finito, senza speranza. Un racconto illuminato da flash back vividi e intimi, che ci mostrano immagini del passato come una finestra aperta fa entrare luce al tramonto. Bellissimo.

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    Antonio Zhou

    17/05/2020 16:53:42

    La strada è il romanzo perfetto per chi vuole riflettere sul mondo di domani, sulla possibilità in uno scenario post apocalittico di inseguire la bontà e la bellezza. Un romanzo che può rientrare a mio avviso tra i grandi classici. Lo stile di McCarthy è sublime, il romanzo si muove sul confine tra prosa e poesia. Fantastico.

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    rosa fontana

    16/05/2020 19:05:44

    Avevo letto questo libro qualche anno fa. L'ho tirato fuori dallo scaffale per riproporlo ai miei studenti in questo periodo particolare della nostra storia: la quarantena, la pandemia, la paura del domani, in qualche modo risuonavano tra quelle pagine e quelle pagine risuonavano fortemente evocative nel gruppo di lettura formato per l'occasione. La rilettura mi ha permesso di scoprire aspetti che avevo trascurato, e mi ha convinta del fatto che questo è davvero un grande libro, una sorta di racconto-preghiera da far risuonare dentro. Un padre e un figlio di fronte ad un'immane catastrofe lottano giorno per giorno per la sopravvivenza, sempre in viaggio, muniti di scarse scorte alimentari e soprattutto della loro caparbia idea di andare avanti nonostante tutto, per "portare il fuoco"....

Vedi tutte le 383 recensioni cliente

Un romanzo splendido e faticoso che racconta il viaggio verso sud di un uomo e del suo giovane figlio in un mondo post-apocalittico in cui più nulla ha regole, nemmeno la natura.

«L'uomo avvitò il tappo di plastica, asciugò la bottiglia con uno straccio e la soppesò con la mano. Olio da usare per quella maledetta lampada, che rischiarasse i lunghi crepuscoli lividi, le lunghe albe grigie. Così puoi leggermi una storia, disse il bambino. Non è vero, papà? Certo, disse lui. Certo che te la leggo.»

La linguetta che avvolge il volume e che palesemente la casa editrice ha scelto in un secondo momento di aggiungere, ci informa che negli Stati Uniti questo romanzo ha venduto un milione di copie. Non è certo un motivo valido per incuriosire un lettore "vero", ma può attirare l'attenzione, questo sì. E far scegliere questo libro a chi sarebbe passato magari oltre. Un modo per evitargli una perdita notevole.

I lettori più attenti invece sapranno che è un romanzo da non perdere, che ha vinto il Premio Pulitzer nel 2007, che l'autore ha già pubblicato in Italia numerosi lavori e che il suo Non è un paese per vecchi è diventato un film dei fratelli Coen con Tommy Lee Jones e Josh Brolin.

Ci sono libri che si leggono velocemente, che si divorano come si usa dire, questo no. Questo è un libro da leggere lentamente, con i tempi giusti, con le pause che lo stesso autore ci dice di fare, lasciando alcuni spazi bianchi dove respirare, attendere e poi riprendere. Un romanzo splendido e faticoso che racconta il viaggio verso sud di un uomo e del suo giovane figlio in un mondo post-apocalittico in cui più nulla ha regole, nemmeno la natura.

Quante volte ci siamo soffermati a pensare a cosa sarebbe l'esistenza dopo un evento catastrofico che riazzerasse tutto, lasciando i sopravvissuti in balia di se stessi attorniati dalle macerie ormai inutili della civiltà dei consumi? Quanti autori si sono cimentati con questo tema e quanti film e addirittura serie televisive (I Sopravvissuti, per dirne una, ve la ricordate?) ci hanno raccontato un mondo in cui l'unica cosa che conta è restare vivi?
Con la visione di un pioniere (quella stessa ottica con cui McCarthy ci ha raccontato il west e la frontiera e la loro terribile violenza) ora narra di un mondo in cui è troppo pericoloso accendere fuochi e farsi vedere dagli altri superstiti, in cui bagnarsi potrebbe significare morire, in cui l'unica proprietà possibile è un vecchio carrello della spesa per trasportare le poche vivande e un telo di plastica per ripararsi.

È vero, molti scrittori hanno già affrontato questo tema ma nessuno, forse, come McCarthy.
Al centro del romanzo non c'è l'apocalisse, scontato evento del passato, ma un uomo e un bambino, le loro reazioni, la loro sensibilità, i piccoli gesti quotidiani, i pensieri e gli incubi, le sensazioni anche fisiche, la difficoltà di reperire cibo in un mondo senza vita in cui tutto è coperto di cenere e le poche cose da mangiare sono dentro scatolette e lattine o completamente rinsecchite. Il tutto intervallato dai ricordi meravigliosi e tragici del padre, che al figlio descrive una terra viva e luminosa che non ha potuto vedere.
Lungo la strada - che è emblema dell'americanità - un mondo di oggetti vuoti, di costruzioni abitate da fantasmi, da ombre che solamente chi è rimasto in vita può ricordare. Un mondo di alimenti a lunga conservazione che vengono dal passato e che prima o poi finiranno o saranno anch'essi immangiabili.

La madre del bambino ha scelto da tempo la morte, ha deciso di non sperare e li ha abbandonati. L'uomo e suo figlio invece vedono in qualche modo una luce lontana, malgrado tutto il grigio che li circonda, malgrado la completa assenza di alberi e animali, il freddo, un sole che fu brillante e ora è un lucore nel grigio del cielo. Cercano un calore che forse non troveranno, un oceano che li deluderà, ma continuano a cercare, trascinati da una forza che va al di là dell'istinto di sopravvivenza.

Come "un mondo morente abitato da nuovi ciechi, che lentamente si cancella dalla memoria" chi ricorderà cosa? Resterà qualcuno a raccontare?
Una domanda che si poneva, seppur in termini differenti, anche il protagonista de La nube purpurea di Matthew Phipps Shiel che per tanti aspetti si si può accostare a questo romanzo. A chi non l'avesse letto (e consiglio davvero di farlo) ricordo che è ancora in commercio in traduzione nell'edizione Adelphi del 1991.

E infine, mi permettete un azzardo? Leggete bene il testo de Il vecchio e il bambino di Francesco Guccini, che moltissimi ricorderanno a memoria. È il miglior riassunto possibile del romanzo che sin dalle prime pagine mi è sembrato il dilatarsi narrativo di questa meravigliosa canzone.
"Alla fine, la strada di ciascuno è la strada di tutti - scriveva McCarthy in Oltre il confine - Non vi sono viaggi isolati perché non vi sono viandanti isolati. Tutti gli uomini sono uno e non vi è un'altra storia da raccontare".
Ed è ciò che questo grande scrittore americano continua a raccontarci.

Recensione alla prima edizione del 2007 di Giulia Mozzato

  • Cormac McCarthy Cover

    Scrittore americano, è cresciuto in Tennessee, dove ha frequentato l'Università, abbandonandola per ben due volte.Entrato nel '53 nell'Air Force, vi è rimasto per quattro anni.Ha vissuto anche a El Paso, in Texas, e a Tesuque, nel Nuovo Messico.McCarthy non concede interviste e non frequenta gli ambienti letterari e mondani (del 2007 l'eccezione dell'intervista televisiva con Oprah Winfrey).Tra le sue opere ricordiamo Il guardiano del frutteto, Il buio fuori, Suttre, Meridiano di sangue, Oltre il confine e Città della pianura. Cavalli selvaggi, ha conquistato il National Book Award.Con La strada del 2007 ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa.Dalle opere di McCarthy sono stati ricavati diversi film: nel 2000, Cavalli selvaggi è stato trasposto nel film... Approfondisci
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