«Nessuno udì Gesù dire madre mia, perché per le parole pronunciate dal cuore non c'è lingua che possa articolarle.»
Il Gesù Cristo di Saramago, da alcuni cristiani ortodossi ritenuto blasfemo, è un carattere fortemente spirituale, ma in tutto e per tutto umano, che incarna i dubbi e le sofferenze propri della condizione universale di uomo. Il figlio di Dio, dalla nascita a Betlemme alla morte sul Golgota, affronta le medesime esperienze descritte nel Vangelo, qui però narrate secondo una prospettiva terrena, con spirito critico e senso logico. In questa storia non c'è fede nei miracoli, bensì coscienza di trovarsi in balìa della volontà di potenza di un Dio padre distante e indifferente al dolore che provoca. La serie di disgrazie, stragi e morti che costellano l'esistenza di Gesù, fino al non cercato e non accettato compimento del destino di vittima sacrificale, diventa così un'occasione per riflettere sulla contrapposizione tra bene e male, sulla problematicità di fare il giusto tramite l'ingiusto, sull'imperscrutabilità del senso della vita umana e sulla sconcertante ambiguità della natura divina.
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Straordinario!
Libro stupendo consiglio!!!
Terribilmente ironico, senza pietà verso la Chiesa e lo stesso Dio. Lo stile molto particolare di Saramago potrebbe risultare ostico all'inizio e non essere apprezzato da tutti, ma se si riesce a superare questa difficoltà si potrà apprezzare un vero capolavoro. Consigliatissimo, è per me forse l'opera migliore dell'autore (sì, anche meglio di "Cecità").
Non mi è piaciuto il voler rendere "umana" una figura così "eterea" e carismatica. Per il resto, la narrazione è piuttosto fluida, la gran bella penna di Saramago qui è all'apice e alcuni personaggi sono davvero indimenticabili (Pastore). Da leggere.