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José Saramago

Traduttore: R. Desti
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: , Brossura
  • EAN: 9788807885341

82° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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    snap

    01/03/2017 03.12.23

    Devo dire che l'ho trovato di gran lunga più potente e pregnante di "Caino", libro discreto, ma non all'altezza della fama che precede l'autore. Fra l'altro il presunto livore della sua polemica contro il cristianesimo si stempera se pensiamo che quella di Saramago, in realtà, è una polemica contro l'autoritarismo tout court, e quindi permeata da un forte senso di democraticità, di rivendicazione della sacralità (!) della vita umana. Un'opera ambiziosa e riuscita.

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    MDB

    06/06/2016 11.30.52

    Geniale,acuto,coraggioso! Ricco di spunti di vera e propria saggezza. Ancora una volta Saramago ci dimostra di essersi meritato il Premio Nobel.

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    Raffaele

    31/10/2015 11.24.16

    Saramago è tra i più grandi ed il suo stile è inconfondibile, tuttavia, in questo caso sembra che manchi pienamente la sua solita arguta ironia, in questo caso il Maestro sembra essersi preso troppo sul serio.

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    Claudio

    24/09/2015 11.11.10

    Chi conosce la scrittura di Saramago sa bene che non si approccerà con un testo di scorrevole lettura. Tuttavia, il racconto che ne viene fuori è di quelli che sorprendono e intrigano per la genialità dei discorsi e per la dimensione spiccatamente umana attribuita ai personaggi biblici. Pur non raggiungendo la grandezza di altre opere come"L'uomo duplicato", questa va considerata comunque una narrazione interessante.

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    enzo

    23/10/2014 18.33.31

    Lo stile di Saramago è un limpido flusso torrenziale di virtuosismo che non accetta argini dalla punteggiatura al di fuori delle coadiuvanti virgole. Un ateo e anticattolico qualunque, si sarebbe limitato a sbraitare con forbite confutazioni, magari in un saggio, contro le fondamenta di risapute contraddizioni su cui poggia il cattolicesimo, lasciando poi il tempo che trova. Ma l'autore, oberato dal genio(mi si perdoni la deferenza), anziché prendere le distanze da quanto ingiuria e schernisce, vi si immerge corpo, mente e cuore. Il risultato è una magistrale opera di demistificazione tracciata con affilata penna argutissima, critica e impietosa, sebbene compassionevole, che, sgravata dai timori che imbavagliano la ragione, riscrive la sacra storia rimaneggiando vicende e personaggi a cui conferisce voci e pensieri stentorei che si scontrano a colpi di sublime favella; riabilita i disprezzati (Maddalena, Giuda, il Diavolo) e infanga i lustri (Maria, Pietro, Dio), ma soprattutto restituisce alla compagine di personaggi biblicamente piatti una dimensione squisitamente umana, in particolar modo a Gesù, a proprio agio nelle animali pulsioni, dubbioso, polemico, riottoso ma ineluttabilmente sottomesso alla suprema volontà, che non fa sconti a nessuno, men che meno al figlio abbattuto come tassello propulsivo di un lungo domino fatto di cadaveri, la cui estensione placherà la sete di potere e gloria di un dio egocentrico e spietato. La sottigliezza di un intelletto eccelso unito alla potenza di una bestemmia, in un'opera che coinvolge e tocca. Con Saramago la polemica assurge ad arte, senza che l'allegoria intralci e soverchi il processo creativo, anzi ne è il pretesto.

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    Salvatore di Accaria

    12/10/2014 16.08.39

    il soggetto è idubbiamente tra i più ardui, Saramago è altrettanto indubbiamente un grandissimo scrittore. Al centro c'è sempre l'uomo, Giuseppe nella prima parte, Gesù nella seconda: Dio, ma soprattutto il diavolo, manovrano i fili, ma restano sempre figure marginali così come i potenti sulla terra, Erode, Ponzio Pilato, i gran sacerdoti; la lista (lunghissima) delle persone che in futuro moriranno per la Chiesa sono pagine che non si dimenticano, ma ovunque ci sono colpi di genio e capovolgimenti del pensiero comune: "uomini, perdonate mio Padre perché non sa quello che fa"

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