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La trama non è male e anche l'intreccio narrativo, la scrittura è molto fluida e la resa socio-antropologica è delicata e apprezzabile. Ma il finale... Per me è stato un non finale, tant'è che mi domando se voglia scrivere un seguito e mi sono figurata questo romanzo come una parte di una saga (e lì mi è partito il vaneggio che l'autrice abbia avuto come punto di riferimento L'amica geniale di Elena Ferrante)
Dopo aver letto questo romanzo non posso non essere d'accordo con Michela Murgia che ha definito l' autrice una delle voci più rappresentative del panorama letterario italiano. La scrittura di Donatella Di Pietrantonio ti cattura a tal punto da farti leggere il romanzo in una sola giornata e tutto d'un fiato e lasciarti immobile alla fine piangendo come se avessi perso un parente. La trama è intima e toccante e non lascia indifferente perché aldilà dell'ambientazione o dell'epoca entra prepotente la dinamica familiare e i rapporti tra fratelli, tra genitori e figli e anche l'indifferenza umana e contemporaneamente la resilienza femminile. Tutto senza tralasciare colpi di scena raccontati semplicemente come fatalità delle vita e della morte. Ecco mi ha toccata profondamente nell'animo, come poche scrittrici sanno fare.
lettura piacevole e scorrevole
Prima di aver letto il libro, ho visto il film che mi è piaciuto tantissimo, poi ho letto il libro che è ancora più bello