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Bello ! Scritto veramente bene , la scrittura è fluida e bella, belli i contenuti , ci sono dei passaggi che veramente meritano molto . L’unica nota negativa credo sia la “forma” , si svolge tutto in un lunghissimo monologo dove l interlocutore risponde a monosillabi, questa scelta lo rende un po’ noioso . Purtroppo. Perché veramente merita molto . Leggero ‘ sicuramente altro di Sandor Marai . Consigliato !
Da tanto lo volevo leggere. Era della mia mamma. Me lo ricordo sul tavolino in salotto.. Mi ricordo che fu un caso letterario. Ma che poi lessi che era sopravvalutato. Così non l' avevo mai letto. Sono d'accordo. È un bel romanzo, intenso, da rileggere alcune riflessioni e pensieri sicuramente. Ma anche un po' ripetitivo e pesante, per il suo monologo infinito. Forse è proprio la fama ad averlo rovinato. Aspettative troppo alte.
Lo rileggerei perché nella nostra epoca in cui tutte le amicizie sembrano basarsi sul nulla e avere una fine programmata questo libro mette invece in luce i risvolti più dolorosi che solo un’amicizia viscerale e autentica potrebbe creare. Esplora i temi dell’amicizia, dell’amore, della solitudine e del divario sociale soffermandosi su ciascuno in diversi punti del libro ma senza trascurarne alcuno.
Ho comprato questo libro spinta dalle recensioni positive, ma è uno dei libri più noiosi che abbia letto. Due amici si incontrano dopo 41 anni , custodendo un segreto che li aveva allontanati uno dall'altro e sono venuti alla resa dei conti. A parte il fatto che il segreto è abbastanza ordinario, la resa dei conti è un monologo, abbastanza ripetitivo, di uno dei due amici. L' altro praticamente non risponde. Finito il libro ...