Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 1
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 20 gennaio 2010
Pagine: 445 p., Brossura
  • EAN: 9788845924651
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Descrizione
Un pomeriggio, in una elegante pasticceria di Budapest, una donna racconta a un'altra donna come un giorno, avendo trovato nel portafogli di suo marito un pezzetto di nastro viola, abbia capito che nella vita di lui c'era stata, e forse c'era ancora, una passione segreta e bruciante, e come da quel momento abbia cercato, invano, di riconquistarlo. Una notte, in un caffè della stessa città, bevendo vino e fumando una sigaretta dopo l'altra, l'uomo che è stato suo marito racconta a un altro uomo come abbia aspettato per anni una donna che era diventata per lui una ragione di vita e insieme "un veleno mortale", e come, dopo aver lasciato per lei la prima moglie, l'abbia sposata - e poi inesorabilmente perduta. All'alba, in un alberghetto di Roma, sfogliando un album di fotografie, questa stessa donna racconta al suo amante (un batterista ungherese) come lei, la serva venuta dalla campagna, sia riuscita a sposare un uomo ricco, e come nella passione possa esserci ferocia, risentimento, vendetta. Molti anni dopo, nel bar di New York dove lavora, sarà proprio il batterista a raccontare a un esule del suo stesso paese l'epilogo di tutta la storia. Al pari delle "Braci" e di "Divorzio a Buda", questo romanzo appartiene al periodo più felice e incandescente dell'opera di Márai, quegli anni Quaranta in cui lo scrittore sembra aver voluto fissare in perfetti cristalli alcuni intrecci di passioni e menzogne, di tradimenti e crudeltà, di rivolte e dedizioni che hanno la capacità di parlare a ogni lettore.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Clara

    30/09/2018 17:27:51

    Libro decisamente inferiore a "Le braci", dello stesso autore. Si parte bene, è bella l'idea che ogni personaggio racconta la sua versione della storia; all'inizio la cosa regge bene ma poi il ritmo diventa troppo lento, ci si perde troppo nei particolari. Anche il finale è poco realistico e non si aggancia bene al resto. Nel complesso, un po' una delusione.

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    Massimo T

    23/09/2018 00:22:10

    Terzo posto in una mia trilogia sull'amore di Marai.

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    Lucina

    18/09/2018 19:28:31

    Dopo aver letto Le braci che avevo molto apprezzato, questo romanzo mi ha deluso un po'. Non mi è piaciuta la scrittura in prima persona dei tre principali personaggi i quali danno per la loro versione dei fatti ognuno in una parte (ce ne sono 3).Troppo pesante.

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    Chiara

    26/08/2018 18:57:47

    Marai è sempre particolare, non c'è che dire, ma in questo romanzo non ha raggiunto l'equilibrio di altri suoi lavori. Troppo di tutto: ripetizioni, ripetizioni, ripetizioni...

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    vincx

    20/12/2017 15:17:09

    Libro intenso, ricco e appassionato. Ma anche fluido, equilibrato, placido. Un fiume di riflessioni sulla vita, sull‘amore, sui rapporti personali e le differenze sociali dove la vicenda raccontata (il triangolo amoroso visto dai tre protagonisti: la prima moglie, il marito e la seconda moglie) è solo un pretesto ben costruito per contenere e veicolare quello che l’autore ha compreso della natura umana. L’epilogo incentrato sulle conseguenze della guerra devia dal tema centrale e il romanzo perde un po’ la sua spinta. Rimane comunque un libro staordinario.

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    vincx

    20/12/2017 15:16:29

    Libro intenso, ricco e appassionato. Ma anche fluido, equilibrato, placido. Un fiume di riflessioni sulla vita, sull‘amore, sui rapporti personali e le differenze sociali dove la vicenda raccontata (il triangolo amoroso visto dai tre protagonisti: la prima moglie, il marito e la seconda moglie) è solo un pretesto ben costruito per contenere e veicolare quello che l’autore ha compreso della natura umana. L’epilogo incentrato sulle conseguenze della guerra devia dal tema centrale e il romanzo perde un po’ la sua spinta. Rimane comunque un libro staordinario.

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    Cristiano Cant

    20/08/2017 10:58:20

    La donna perde meglio comunque; tocca con umilta' piu' lucida le croste di una vera caduta, ascolta gli echi di un rovescio con profondita' piu' dosata, sa uscire con maggior consapevolezza dai paradisi piu' abbietti. Quell'oscura nullita' che noi tutti siamo e che nell'uomo e' spesso il ritratto di un eterno lattante, puo' diventare nella donna una rotta piu' chiara dentro il proprio percorso. La donna avvicina meglio l'imprevisto, l'uomo rimane all'angolo con la sua forza trafitta. Questo romanzo ce lo dice oltre ogni prova contraria, e lo fa con una tale intensita', una tale meticolosa cura nei passaggi piu' contortamente bui dell'animo, che ogni rigo alla fine e' come un lasciarsi andare da una rapida, nelle acque della grande letteratura. Quattro voci che ruotano attorno a se stesse come in una corsa a scavare l'insondabile, smarrite fra colpe e volonta' di rivalsa, capriccio e segreto, sconforti e rassegnazioni. Marai centra ogni riflessione con una meraviglia che davvero atterrisce, penetra nei disagi e nelle gioie come un orafo del sentire autentico. E a fine lettura la contentezza sormonta ogni controllo, come una stella nelle tasche del ladro. Perche' anche se e' vero che "l'amore da solo non basta", e' proprio li' che subentra la letteratura. Libro strepitoso.

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    giorgio g

    01/08/2017 07:20:05

    Un libro lento, anzi lentissimo che stenta a decollare, tanto che sono stato più volte tentato di sospenderne la lettura. È una descrizione delle abitudini della borghesia, una classe sociale che si sforzava di imitare il modo di vivere dei nobili ma che ormai era giunta al tramonto, specialmente in Ungheria dove è stata travolta dalla seconda guerra mondiale prima e dal comunismo dopo e che è messa a confronto con le condizioni di estrema povertà della maggioranza della popolazione. Se avete molta pazienza, potrete affrontare la lettura delle quasi cinquecento pagine, per di più scritte in caratteri molto piccoli, almeno nell'edizione in mio possesso. Un pensiero tratto dal libro: "la speranza non è altro che la paura di ciò che più desideriamo".

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    Giulia

    02/09/2016 22:38:15

    Raffinatezza. Eleganza. Sagacia. Saggezza. L'umanità nella storia.

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    karen

    08/08/2016 14:38:52

    Mi ripeterò ma questo è un libro a dir poco splendido. Scritto con acutezza ed eleganza. Un autore che ha un posto speciale nel mio cuore.

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    karen

    30/06/2016 20:23:01

    Come sempre un grande romanzo da un autore che amo moltissimo. Più impegnativo, è vero, non è per tutti, ma non si può dire che non sia una lettura davvero coinvolgente. Consigliatissimo.

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    AdrianaT.

    27/06/2016 10:15:37

    "Finché gridi vendetta, l'altro si frega le mani, perché vendetta significa anche desiderio, la vendetta è una forma di sudditanza. Ma arriva il giorno in cui ti svegli, ti stropicci gli occhi, fai uno sbadiglio, e improvvisamente ti rendi conto di non volere più nulla."... Sostiene Márai, ed è proprio così che succede, così che si getta tutto, la delusione, il dolore, quello che si è creduto amore, amicizia e i tradimenti alle spalle. È un meccanismo straordinario, meraviglioso, di liberazione, di superamento. Tutto l'amaro in bocca si dissolve incredibilmente in un lampo, e si sorride alla certezza di esserne finalmente fuori, finalmente liberi e leggeri, senza rancori, senza strascichi, e questo, spesso, chissà perché, forse per una particolare chimica del cervello o dell'anima, succede proprio al risveglio di un giorno X. Spesso mi stupisco delle capacità umane, che trascendono la logica e che vanno dritte verso la conservazione: sono quelle forze naturali ed istintive che ridanno fiducia nell'esistenza, che fanno pensare : - Ce la possiamo fare - In questo titolo dall'architettura e prosa perfetta, Sándor Márai si rivela un magnifico interprete delle differenti prospettive e degli umani sentimenti, fornendo alle lettrici un ottimo e utilissimo strumento di penetrazione e conoscenza dell'animo maschile, e ai lettori di quello femminile - nel bene e nel male.

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    Pino Chisari

    15/04/2014 10:25:36

    Molta, forse troppa psicologia. A tratti rischia di diventare noioso, pure se, questo è indubbio, le doti di grande narratore dell'autore tengono insieme un'opera per niente facile. Non mi entusiasma però. Migliori i primi due monologhi; il terzo ed il quarto (frutto a quanto pare di edizioni successive) sebbene risolvano il destino di alcuni personaggi altrimenti rimasti in sospeso, hanno un non so che di forzoso e meno spontaneo.

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    adriana

    05/11/2013 16:38:49

    Marai mi piace molto e ne ho letto parecchio. Mi è piaciuta l'idea delle tre parti ma ... bene la prima, noiosetta la seconda, alla terza mi sono trovata in difficoltà. Troppo lungo, troppe ripetizioni, troppo di tutto. Ho fatto molta fatica a finirlo.

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    Beatrice

    09/09/2013 14:28:51

    Geniale il confronto lui, lei e l'altra. Notevole l'introspezione dei personaggi. Molto bravo lo scrittore ad esporre il punto di vista di chi la borghesia ce l'ha nell'anima, di chi la acquisisce per nascita e di chi non l'avrà mai nonostante gli sforzi per rincorrerla e capirla. Tutto questo a mio avviso sarebbe potuto essere eccelente se non fosse stato così noioso e ripetitivo. Libro che poteva essere un gioiello se solo fosse stato meno prolisso.

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    valentina

    31/05/2013 22:08:23

    bello e intenso nella prima parte, forzato nel racconto di judit e nell'epilogo. peccato.

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    Lucio

    25/02/2013 19:08:35

    Bella analisi sulla missione storica di una classe sociale (la borgesia) e sul senso più profondo della lotta di classe. Lo scorrere del tempo viene letto alla luce del mutamento dei rapporti di forza tra le classi sociali, evoluzione visibile del concetto di "cultura". La narrazione è spesso prolissa e le splendide digressioni di Marai risultano, in questo romanzo, eccessive. Mai banale, il merito di questo libro risiede nell'illuminare gli anditi più reconditi del "borghese", figura - non ancora scomparsa - che ha caratterizzato la storia ed i costumi dell'occidente. Lo fa andando a scovare i caratteri strutturali, nascosti ma significativi, che svelano l'essenza di un "tipo" sociale al quale per secoli l'intera collettività si è ispirata, per emulazione o per contrapposizione. E poi, al solito, è un piacere riflettere con Marai sull'arte, sull'amore, sulla cultura, sulle umane miserie ... solo che, questa volta, sarebbe stato meglio fermarsi un po' prima.

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    Erminia Francesca Navarra

    31/07/2012 13:58:45

    Pur riconoscendo a Marai uno stile narrativo scorrevole ed elegante come piace a me e pur apprezzandolo, non mi ha entusiasmato come Le braci non tanto per il fatto che a volte l'autore si è dilungato un pò troppo quanto perchè il coinvolgimento della storia è andato via via diminuendo. Una prima parte bellissima, una seconda interessante, una terza discreta. Forse mi aspettavo di piu' da questo romanzo e non vi nascondo che mi ha deluso la storia d'amore con "l'altra". Marai è un autore decisamente abile nell'analizzare la psicologia dei suoi personaggi. E' un libro che comunque consiglio di leggere anche se non sono riuscita ad amarlo come Le braci.

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    tilde

    13/09/2010 21:41:04

    anche con questo libro, Marai ha conquistato la mia attenzione di lettrice e mi ha trasportato in un tempo e mondo diverso, dove i sentimenti e le passioni tormentate e logoranti sono il perno attorno al quale girano le vite e le storie dei protagonisti. Grandissima capacità di analisi e di introspezione, scioccante constatare come ognuno dei personaggi ha una visione diversa delle stesse situazioni e come da questa incapacità di entrare in sintonia nasca un sentimento di disagio e di infelicità.

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    elisabetta

    26/05/2010 18:31:13

    il libro è indubbiamente molto bello,ma è obbligo fare alcune critiche. la scrittura scorre molto fluida nella prima parte, come nelle altre due,ma in alcuni momenti diventa piuttosto noiosa e ripetitiva; infine l'epilogo finale sembra parli di tutt'altro romanzo ed è totalmente distante dalle altre tre parti. l'idea della storia parallela è molto interessante...

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