Le braci - Sándor Márai - copertina

Le braci

Sándor Márai

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Traduttore: M. D'Alessandro
Curatore: M. D'Alessandro
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 1
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
In commercio dal: 2 aprile 2008
Pagine: 181 p., Brossura
  • EAN: 9788845922572
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Gaia la libraia

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Dopo quarantun anni, due uomini, che da giovani sono stati inseparabili, tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l'altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null'altro contava per loro. Perché? Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare: "una forza che brucia il tessuto della vita come una radiazione maligna, ma al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione". Tutto converge verso un "duello senza spade" ma ben più crudele. Tra loro, nell'ombra il fantasma di una donna.
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    Anna

    23/03/2019 11:05:26

    Un libro travolgente. All'inizio della lettura non credevo potesse prendermi così, invece sono rimasta incollata alle pagine e incuriosita dalla storia. Un libro semplice ma denso di emozioni, a volte anche difficili da comprendere. Riflessivo e toccante, tocca tanti punti della vita come l'amore, l'amicizia e la vecchiaia in maniera sublime. Non ho altro da dire se non di leggerlo.

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    Carla

    11/03/2019 18:32:58

    Che dire, ogni Adelphi è un piccolo gioiellino da custodire in libreria e questo non è da meno. Veramente stupendo

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    Leti

    11/03/2019 16:51:37

    "Le braci" narra la storia di un'amicizia, quella tra Henrik e Konrad, spezzata all'improvviso. Ma cosa può aver spinto due uomini che hanno scelto di crescere insieme come fratelli a separarsi? La trama incuriosisce, sottolinea l'alone di mistero che aleggia in tutta la narrazione. La sensazione di suspense non ci abbandona mai, Márai vuole farci raggiungere il massimo della tensione possibile e ci riesce con un'abilità straordinaria. Nella seconda parte le passioni che governano l'uomo sono le protagoniste. Márai riesce a sviscerare totalmente l'animo umano, le sensazioni, le emozioni, le pulsioni che ci caratterizzano. E, per quanto mi riguarda, è in grado di parlare direttamente al cuore. Le braci è un libro disarmante e illuminante, che mi ha commosso a più riprese. Assolutamente consigliato.

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    Miriam

    11/03/2019 06:44:04

    Un incontro atteso da anni tra due amici, quasi fratelli. Una vita condivisa fino al tragico "non" epilogo. I due uomini si rincontrano dopo 40 anni e tra loro scorrono fiumi di parole. Amore, amicizia, tradimento, onesta, questi i punti più importanti che girano intorno alle due domande che li hanno tenuti in vita finora. Dei dialoghi fluenti e eccezionali, scorrono nella semplicità delle parole e dei concetti. Un libro calmo dalle sfumature grigie. Una trama che si riduce a quei pochi attimi che tutto cambiano. Molto bello ed intenso.

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    Dada

    10/03/2019 22:59:41

    Un piccolo gioiello, una scrittura magistrale, mai banale, il mio primo approccio con Màrai e mi ha stregata, recupererò anche altro di suo. I temi dell'attesa, dell'amicizia, della morte, dell'amore, del tradimento, scandiscono un (quasi) monologo di profonda introspezione... davvero super consigliato!

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    Cinzia

    10/03/2019 22:43:33

    In un castello ai piedi dei Carpazi due uomini inseparabili da giovani si rincontrano dopo quarantuno lunghissimi anni, durante i quali nessuno aveva mai avuto notizia dell’altro. Un avvenimento doloroso li ha divisi per così tanto tempo ed è per questo che la notte dell’incontro sarà lunga e difficile, scandita dai ragionamenti di Henrik, che non si è mai allontanato dal castello, e dai silenzi di Konrad che invece ha viaggiato per il mondo. Dopo questo lungo peregrinare, sarà proprio Konrad a tornare nelle tenute del suo ex amico per affrontarlo in quello che entrambi hanno sempre saputo sarebbe stato un “duello senza spade”. Nell’ombra ci sono una donna, tante cose non dette e la consapevolezza che i due uomini sono sopravvissuti a quegli anni in attesa solo di quel momento, a causa di “una passione che il tempo ha soltanto attutito senza riuscire a estinguerne le braci”. Una lettura profonda e scorrevole, con una prosa elegante e raffinata che sa coinvolgere in un turbinio fatto di ricordi ma anche di rimpianti e rimorsi. Un piccolo gioiellino

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    Robu

    10/03/2019 15:39:48

    Un libro originale e molto interessante. Oltre al piacere "estetico" che è in grado di far provare la scrittura di Marai, sempre molto fine, elegante e ben scelta, non mancano, di certo, gli spunti di riflessione. Consigliatissimo.

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    Luisa

    10/03/2019 15:38:05

    Uno scontro titanico tra le forze insite nell'essere umano: ragione ed ebbrezza, apollineo e dionisiaco, dovere ed arte. Contrari che collidono, opposti che s'attraggono, e un legame misterioso a conciliarli: la vita? la passione? la vendetta? Tutto in un dialogo fatto di riflessioni, pesato, quasi drammatico, recitato da un attore a solo e dalla sua straordinaria voglia di realtà. Delicato e monumentale. Chiaro e contaddittorio. Suadente, al punto che quelle 172 pagine le si divorano, per poi sospendersi. Nel non detto e nell'intuito. Nei silenzi. Scritto bene, dannatamente bene. Eppure non retorico, non stucchevole. Piuttosto, dannatamente profondo. Forse perchè dannatamente vero.

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    Kira

    09/03/2019 19:17:06

    Credo che siano pochi gli autori come Sandor Marai, un uomo eccezionale, dalla penna eccezionale. La storia in sé non ha particolari colpi di scena o è innovativa, ma è la narrazione poetica e sublime che incanta e travolge e, consideriamolo, siamo davanti a quello che è quasi un monologo del protagonista principale. Un libro da leggere con lentezza, cogliendone tutte le sfumature per poi arrivare alla fine e chiuderlo con immenso dispiacere.

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    simona

    08/03/2019 21:30:57

    Un romanzo scorrevolissimo che si beve tutto d'un fiato, dalla prosa elegante e intrisa di decadenza e fatalismo. Sí, perché le braci sono le macerie di un mondo - quello dell'impero austro-ungarico- andato in rovina, le braci sono quello che resta del fulgore passato: due vecchi alle prese con antichi rancori e sentimenti mai sopiti. .

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    Teresa

    08/03/2019 21:29:24

    C’è nella lettura de “Le braci” un non so che di avvincente, di ammaliante, e nel contempo un sentimento opposto di frustrazione, di attese insoddisfatte, di promesse non mantenute, quasi come se l’ossimoro fosse il segno distintivo di questo romanzo dallo stile ottocentesco ma scritto nel 1940, dall’impianto teatrale ma in cui dei tre protagonisti uno è defunto ormai da decenni e il secondo rimane in silenzio per tutto il tempo, lasciando al terzo il compito di intessere un finto dialogo che in realtà è un lunghissimo monologo-confessione. L'attesa è anche una grande protagonista in questo monologo, avendo Henrik dovuto aspettare ben 41 anni prima di fare questo lungo monologo, eppure una volta arrivato il momento tutto sembra essere cambiato. Una lettura particolare, scorrevole e che attraverso l'amicizia dei due protagonisti offre parecchi spunti di riflessione.

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    Silvia

    08/03/2019 21:16:35

    In questo intenso romanzo Màrai tesse le parole con pura maestria, affrontando tematiche quali la forza del destino e l'irrimediabilità del carattere, il senso dell'attesa e le conseguenze dello scorrere del tempo sulla memoria ed infine la fatalità della passione come energia distruttrice e insopprimibile che dà senso alla vita. Per chi ha velleità tragiche come la sottoscritta, Màrai è il meglio del meglio del meglio: un insuperabile speleologo dei sentimenti umani.

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    Antonella

    08/03/2019 19:27:30

    《C'è troppa tensione nel cuore degli uomini, troppa animosita', troppa sete di vendetta. Guardiamo in fondi mai nostri cuori: che cosa vi troviamo? Una passione che il tempo ha soltanto atti tiro senza riuscire a estinguere le braci》. Un romanzo osannato, pieno di citazioni, lento, a tratti pesante ma dalla prosa perfetta, un manifesto di scrittura. La trama è la curiosità che spinge il lettore ad arrivare alla fine, per conoscere il segreto che ha tenuto distanti per quarantun anni due amici, Henrik e Konrad. Un'amicizia rara sulla quale piomba la vera protagonista assente: lo spettro di Krisztina. Libro consigliato a chi non cerca una trama avvincente, ma un pretesto per riflettere.

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    Giordano

    08/03/2019 13:38:07

    Dopo una separazione pluridecennale, Henrik e Konrad, uniti un tempo da una profonda amicizia, si ricongiungono per guardarsi negli occhi per l’ultima volta. Tra di loro, un segreto quarantennale e il fantasma di una donna, Krisztina. Il loro incontro sarà occasione, per Henrik, di ripercorrere con la memoria i giorni della fuga di Konrad, scappato ai Tropici senza una parola di commiato. Con il suo monologo, l’ormai anziano Henrik dimostra che le passioni dell’età virile sono cosa del passato, e che oggi non gli resta che abbracciare nuove consapevolezze sul valore dell’amicizia e dell’amore, sulla fedeltà e sul tradimento, nonché sulla vita umana. In fondo al suo cuore, però, le braci di quella passione giovanile ardono ancora, e in un crescendo di tensione emergerà una verità nuova che tenterà di sopirle.

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    annalisa

    08/03/2019 13:32:49

    Non mi è mai capitato di rileggere un libro appena terminato. Con "le braci" per la prima volta è successo. E' il capolavoro di Sàndor Màrai. storia di amicizia e 'vendetta', di un'attesa lunga anni e di un confronto che dura una notte intera. Non ci sono parole per descrivere questo meraviglioso romanzo, i suoi dialoghi intensi ma così semplici. E' il mio libro del cuore e lo consiglio.

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    fra

    08/03/2019 08:50:46

    Ho sentito opinioni discordanti per quanto riguarda questo libro. Molti l’hanno trovato noioso ma io l’ho veramente adorato. L’ho letto in un solo giorno e mi ha fornito un sacco di spunti di riflessione. Soprattutto ho adorato l’analisi di Màrai del concetto di fedeltà: come possiamo dire di amare una persona e volere la sua felicità se la costringiamo nei vincoli di fedeltà? La felicità è semplicemente una maniera per appagare il nostro egoismo? Trovo che Henrick sia un personaggio stupendo e molto complesso, ideato magistralmente dall’autore.

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    Concetta

    07/03/2019 15:56:18

    Un'opera che coniuga il piacere puro della lettura con l'emozione dell'attesa e lo stimolo del messaggio introspettivo. L'autore ci conduce attraverso una storia lunga 40 anni che tuttavia si svolge nell'arco di una sera, ci porta dentro ad un dialogo che e' in realta' un monologo e, al termine, ci conduce all'amara scoperta che tutto e' dentro noi stessi. Questa e' letteratura, questo e' stile.

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    silvia

    07/03/2019 11:02:35

    Sicuramente un libro che fa riflettere molto sui pilastri della vita di ognuno di noi. Vengono toccati i sentimenti più infantili dell' amicizia, la giovinezza, l' amore e la passione che spesso ci conduce a scelte difficili, raggiungendo lo stadio finale della nostra vita. Fino a dove siamo capaci di spingerci? Una bella domanda. Lo consiglio.

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    Carla

    25/02/2019 09:00:31

    Forse uno dei più belli di Sandor. Scritto con semplicità ma molto intenso. Dialoghi meravigliosi.

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    Andrea

    11/01/2019 14:00:25

    Un capolavoro!

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  • Sándor Márai Cover

    Scrittore, poeta e giornalista ungherese. Nato nell’odierna Kosice, in Slovacchia (allora parte dell’Impero austro-ungarico), divenne collaboratore della «Frankfurter Zeitung». Nel 1928 si trasferì a Budapest dove, nel corso del ventennio successivo, pubblicò numerosi romanzi in lingua ungherese (I ribelli, 1930; Le confessioni di un borghese, 1934; Divorzio a Buda, 1935; L’eredità di Eszter, 1939; La recita di Bolzano, 1940; Le braci, 1942) che si soffermano, con prosa musicale, a indagare le pieghe più intime di personaggi che incarnano il malinconico disfacimento della mitteleuropa. Benché premiate dal successo, le sue opere vennero bollate come «realismo borghese» dall’intellighenzia del nuovo regime comunista:... Approfondisci
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