Vincitore del Premio Strega Europeo 2021
Il nuovo, attesissimo romanzo di Georgi Gospodinov ci porta a Zurigo, Sofia, Vienna, Sarajevo, Brooklyn, e in altri luoghi e tempi, e ci mette di fronte a tutta l'incertezza del futuro, mescolando satira e nostalgia, storia e ironia, in un irresistibile viaggio nello sconfinato continente di ieri.
«Cronorifugio è un innesto esondante d’invenzione su fatti storici, è l’esplorazione nostalgica e ironica di un secolo andato» - Nadia Terranova, Robinson
Gaustìn, un bizzarro personaggio che vaga nel tempo, inaugura a Zurigo una "clinica del passato" dove accoglie quanti hanno perso la memoria per aiutarli a riappropriarsi dei loro ricordi. Ogni piano dell'edificio riproduce nei dettagli un decennio del secolo scorso, e la prospettiva di un confortevole rifugio dal presente finisce per allettare anche chi è perfettamente sano. In Europa intanto viene indetto il primo referendum sul passato e la campagna elettorale si fa ben presto movimentata...
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All’inizio è un romanzo incentrato su un personaggio chiamato Gaustin, che sembra attraversare il tempo, vivere ora in un periodo ora in un altro nell’arco del Novecento. Ma lo sfuggente Gaustin è un pretesto più che un personaggio, cosa confermata anche dal fatto che scompare per due terzi del libro. In realtà, il vero protagonista è lo scrittore stesso, che ci parla del tempo volgendosi verso il passato, individuale o collettivo, e si sofferma sull’angoscia di perdere la memoria. È dunque un libro brillante, ingegnoso (per referendum, i singoli popoli europei scelgono un periodo in cui rivivere) e ricco di un’erudizione che non si limita alle citazioni letterarie, ma che comprende anche prodotti commerciali o slogan pubblicitari. Eppure, nonostante l’erudizione, l’ingegnosità e la brillantezza, “Cronorifugio” mi sembra un romanzo sbilanciato verso l’autobiografia (o l’autofiction, va’ a saperlo) e, per quanto ruoti intorno a un tema di primaria importanza, mi ha convinto solo in parte.
Lo ammette l'Autore: romanzo senza il falso conforto di ordine e forma. Libro audace e sconfortante in cui tutte le storie fluttuano in un caos primordiale e dove la fine è bene che sia rimandata. Consumiamo tempo e produciamo passato. Lo tratteniamo con la memoria per evitare che il branco di belve ci aggredisca. Nel nostro cronorifugio.
Francamente speravo molto meglio. Ma Gospodinov è un grande scrittore.
Come si possono curare al meglio le malattie che causano la perdita della memoria, dal momento che colpiscono sempre più persone e, come è noto, coinvolgono inesorabilmente i familiari dei pazienti? Gaustìn, un uomo eccentrico con la facoltà di viaggiare nel tempo, risponde a questa domanda con l'apertura di "cliniche del passato" in cui, in ogni piano, è stato ricostruito un decennio passato - ad esempio, gli anni '60 - con l'ausilio di oggetti e arredi dell'epoca. Per le persone che trovano nel passato la sicurezza e il conforto in una esistenza i cui giorni si sono fatti tutti uguali, queste cliniche sono l'unica possibilità per condurre in piena dignità gli ultimi anni di vita. In questi "rifugi del tempo" o, come nel titolo originale dell'opera, "paradisi del tempo" trovano la serenità anche le persone sane. L'esperimento di Gaustìn si diffonde in Europa al punto che i paesi europei si accordano per indire un referendum in cui gli elettori votino il decennio del passato in cui vorrebbe tornare a vivere. Il romanzo, meritatamente vincitore di alcuni premi europei, richiede un lettore attento per il linguaggio e lo stile narrativo impiegati dallo scrittore bulgaro Gospodinov, nonché per la ricchezza dei temi affrontati, quali l'importanza dell'individuo e della sua dignità nel corso di una malattia e nel fine vita, il deficit di futuro in una Europea che, pur di non andare incontro alle incertezze, preferisce rifugiarsi nel passato, nell'illusione di mettersi in salvo dai conflitti.