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Dettagli

28
1989
Tascabile
29 maggio 1989
352 p.
9788845906862

Descrizione

Protetto da un titolo enigmatico, che si imprime nella memoria come una frase musicale, questo romanzo obbedisce fedelmente al precetto di Hermann Broch: «Scoprire ciò che solo un romanzo permette di scoprire». Questa scoperta romanzesca non si limita all’evocazione di alcuni personaggi e delle loro complicate storie d’amore, anche se qui Tomáš, Teresa, Sabina, Franz esistono per noi subito, dopo pochi tocchi, con una concretezza irriducibile e quasi dolorosa. Dare vita a un personaggio significa per Kundera «andare sino in fondo a certe situazioni, a certi motivi, magari a certe parole, che sono la materia stessa di cui è fatto». Entra allora in scena un ulteriore personaggio: l’autore. Il suo volto è in ombra, al centro del quadrilatero amoroso formato dai protagonisti del romanzo: e quei quattro vertici cambiano continuamente le loro posizioni intorno a lui, allontanati e riuniti dal caso e dalle persecuzioni della storia, oscillanti fra un libertinismo freddo e quella specie di compassione che è «la capacità massima di immaginazione affettiva, l’arte della telepatia, delle emozioni». All’interno di quel quadrilatero si intreccia una molteplicità di fili: un filo è un dettaglio fisiologico, un altro è una questione metafisica, un filo è un atroce aneddoto storico, un filo è un’immagine. Tutto è variazione, incessante esplorazione del possibile. Con diderotiana leggerezza, Kundera riesce a schiudere, dietro i singoli fatti, altrettante domande penetranti e le compone poi come voci polifoniche, fino a darci una vertigine che ci riconduce alla nostra esperienza costante e muta. Ritroviamo così certe cose che hanno invaso la nostra vita e tendono a passare innominate dalla letteratura, schiacciata dal loro peso: la trasformazione del mondo intero in una immensa «trappola», la cancellazione dell’esistenza come in quelle fotografie ritoccate dove i sovietici fanno sparire le facce dei personaggi caduti in disgrazia.

Valutazioni e recensioni

4,4/5
Recensioni: 4/5
(344)

Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.

Recensioni: 5/5

Lento e pesante. Storia poco coinvolgente

Recensioni: 5/5

"L'insostenibile leggerezza dell'essere" del titolo indica la condizione umana, in bilico tra leggerezza e pesantezza; dove per leggerezza si intende libertà e assenza di responsabilità e, all'opposto, la pesantezza è proprio l'impegno e la responsabilità. Kundera sostiene che il dramma dell'uomo si può esprimere con la metafora della pesantezza. Gli uomini, infatti, aspirerebbero alla leggerezza, all'assenza di responsabilità ma solo l'impegno e le responsabilità danno un senso alla vita. E, pertanto, la leggerezza è un fardello insostenibile. Il libro è quasi un trattato filosofico che attraverso le vicende personali dei quattro protagonisti e il racconto di un momento storico importantissimo nella storia del paese (la Primavera di Praga e l'invasione sovietica del 1969) offre una riflessione sul senso della vita e sui rapporti umani. Un libro che appassiona e fa riflettere grazie ad una scrittura profonda che offre spunti e riflessioni. Ne consiglio la lettura

Recensioni: 5/5

Viene osannato come capolavoro, ma sinceramente io non l'ho trovato nemmeno vicino ad un capolavoro. Libro ottimo, nulla da dire. Scritto bene e piuttosto coinvolgente, ma rimane molto sopravvalutato.

Recensioni: 5/5

Un libro sublime, unico. Lo scrittore é tale e al tempo stesso uno dei personaggi che guida il lettore per tutto il tempo