Lo scherzo

Milan Kundera

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Traduttore: G. Dierna, A. Barbato
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 14
Anno edizione: 1991
Formato: Tascabile
In commercio dal: 25 febbraio 1991
Pagine: 358 p.
  • EAN: 9788845908033
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    Masha

    19/09/2019 23:56:49

    Se c'è una cosa che ho capito, è che ogni tanto devo leggere un romanzo di Kundera. Sapete, mi serve per depurarmi, è un processo benefico che mi rilassa corpo e mente. Questo romanzo, nonostante sia zeppo di allusioni politiche, non è riuscito mai ad annoiarmi e mi ha rapito con la profonda psicologia dei protagonisti. È bello vedere come personaggi lontani nello spazio e nel tempo, prima o poi, tornino ad incontrarsi.

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    paolo

    28/01/2019 21:24:38

    Questo è, in fin dei conti, un bel romanzo. Ed è bello perché è uno di quei romanzi che in qualche modo chiamano alla lettura il lettore. Non è un giallo, non vi sono misteri irrisolti, ma ci fa venir voglia di vedere come l’intreccio delle storie e dei personaggi prosegue e si consuma. Ma è anche, secondo me, un romanzo inefficace, perché la volontà dell’autore di descrivere, attraverso la confusa sete di vendetta di Ludvik (ostracizzato in giovane età dal partito comunista cecoslovacco a causa di uno sciocco scherzo verbale), il crepuscolo di un mondo bucolico e medievale e la sua trasformazione in uno assai cinico e mutevole, viene compromessa dalla vanità dell’autore che sembra spesso farsi affascinare dalla sua stessa scrittura a scapito di una più accurata indagine psicologica dei personaggi. Una certa “pigrizia” narrativa che i successivi romanzo di kundera confermeranno.

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    FranB

    06/12/2018 14:48:10

    Ho adorato questo libro dalla prima all'ultima pagina. Il Kundera, del periodo ceco, resta un genio imbattuto.

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    Silvia

    19/09/2018 13:11:38

    Credo si tratti del miglior romanzo di Kundera, nonché di un grande capolavoro. E’ ambientato nella Cecoslovacchia del 1965, in pieno regime comunista ma in un momento in cui molti ideali erano già venuti a crollare. Il romanzo ci mostra come un banale scherzo tra ragazzi, in quel determinato clima politico, avrà conseguenze tragiche. Ma Lo Scherzo più che romanzo politico è un romanzo esistenziale. Nella corso della narrazione infatti, ogniqualvolta un personaggio tenti di abbracciare una verità assoluta, crolla irrimediabilmente sotto il peso di un ridicolo assurdo. Quando tutto ciò in cui si credeva si rivela vacuo e inutile, come anche ogni tentativo di vendetta, lo scherzo si sposta su un piano molto più alto ed universale, tanto che un personaggio arriva a porsi il seguente interrogativo: “E se la storia scherzasse?” Rara la capacità dell’autore di sondare l’animo umano, ottima anche la traduzione.

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    Federica

    06/01/2017 12:00:39

    Non mi è dispiaciuto leggere questo libro, anche se ho messo un po' a finirlo. È uno di quei libri in cui mi piace tutto tranne la trama. Persino questo libro in cui la trama mi ispirava di più (a differenza di molti altri dell'autore). Non mi piace quel modo in cui Kundera ha di "giocare" con i personaggi (o meglio con la psicologia dei personaggi) e vederli farsi le corna a vicenda, seguire i loro intrecci da serie televisiva... Avevo deciso di leggere questo libro perché ero interessata a conoscere di più il contesto della Repubblica Ceca in quel determinato periodo, la mentalità che viveva quando c'era il comunismo e di come veniva preso sul serio, e con tanti personaggi c'era il vantaggio di leggere tante opinioni in merito. Erano presenti ste cose, ma il problema è che facevano da sfondo a una trama che a me non piaceva e trovavo poco interessante. Le uniche parti della trama che ho trovato veramente interessanti erano ben poche: come l'inizio delle vicende in cui Ludvik viene espulso dal partito e mandato a lavorare in miniera; Jaroslav e la sua passione per la musica e le tradizioni; la storia su Fucik (che forse non c'entrava neanche). C'erano anche parti che mi hanno fatto un po' ridere, e questa l'ho trovata una buona cosa al pari delle mie aspettative! Quindi di per sé il libro non mi è dispiaciuto e gli do un buon voto: tre stelle. Il parere è comunque soggettivo. Forse proverò a leggere qualcos'altro dell'autore come "La vita è altrove", il saggio sul romanzo... Invece, il libro più famoso col titolo lungo non mi ispira per niente e quindi neanche gli do una possibilità.

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    angelo

    07/12/2016 10:07:48

    Ingredienti: un 30enne cecoslovacco in lotta tra disciplina cieca di partito e slanci proibiti di individualismo, un flusso di ricordi sfilacciati del passato riuniti magistralmente nel finale, uno scherzo di gioventù pagato con anni di umiliazioni, un tentativo di vendetta annullato da un nuovo scherzo del destino. Consigliato: a chi vuole scoprire “paradisi grigi” e “dolci vertigini” tipiche della natura umana e dei classici letterari, a chi vuole ammirare uno splendido affresco di un paese comunista con riflessioni su politica, società, musica e amore.

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    giancarlo

    27/12/2013 20:02:21

    E' il primo libro di Kundera che leggo,e se questo è un capolavoro (come si evince dalle recensioni entusiaste che leggo) penso che la mia esperienza con questo autore finisce qui.

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    Andrea

    06/03/2013 14:15:52

    Un romanzo di formazione emozionante e sorprendente, un viagio a ritroso nella giovinezza che si conclude nell'amara constatazione che la vendetta non può restituire quanto è stato sottratto dal destino. Kundera costruisce alcuni dei suoi protagonisti più belli, specie la figura enigmatica di Lucie che sfugge dalla vita per non riviverne le violenze e che sembra raffigurare un'intera generazione di cechi. Bisognerebbe iniziare a leggere Kundera con Lo scherzo, così come lui iniziò la sua grande attività di scrittore proprio con questo romanzo.

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    Alessandro

    29/07/2012 08:49:46

    Suggerisco di iniziare a conoscere Kundera a partire da questo suo primo romanzo, che a mio giudizio è il migliore. Lo si può leggere in due modi: quadro vivido di un periodo storico, ma anche descrizione dei sentimenti che animarono una generazione. Lo stile di Kundera è già qui di una leggerezza incredibile; da qui in poi, lo scrittore ceco potrà solo pareggiarsi, non superarsi.

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    Raffaele

    31/05/2012 10:48:18

    Romanzo splendido in cui si possono cogliere in pieno le caratteristiche di stile che contribuiscono a fare di Kundera uno dei più grandi se non il più grande degli scrittori contemporanei. Rabbia, indignazione, pathos e senso del tragico si fondono, spesso nella stessa pagina o nella stessa frase, con l'ironia, lo humor, la leggerezza, senza che ne risulti turbata l'armonia magica della sua prosa, che fluisce con la scorrevolezza di una melodia. Sul piano dei contenuti, è possibile una lettura su un duplice livello. Quello più in superficie, di immediata percezione, si presenta come una impietosa, chirurgica diagnosi degli effetti devastanti prodotti dai veleni dell'ideologia (nella specie quella comunista)sulle esistenze individuali, deprivate oltre che della libertà esterna, anche di quella "interna", una sorta di intossicazione dell'anima. Ma sotto la superficie, il secondo livello, si coglie una riflessione più profonda, filosofica, universale, potremmo quasi dire di metafisica della storia. La storia umana come amaro scherzo del caso, in cui regna l'arbitrio e contro cui è inutile lottare, ad onta di tutti i tentativi di incanalarla forzatamente sui binari dell'ideologia ed anche dei tentativi opposti di resistere alle coercizioni dell'ideologia per affermare la propria libertà interiore o la propria individuale giustizia, che può anche assumere i connotati della vendetta. Degli uni e degli altri tentativi la storia si farà crudelmente beffa, rivelando solo la miseria di vite fossilizzatesi in un momento dell'esistenza individuale che non significa nulla a paragone della vastità sconfinata e del fluire imprevedibile della Storia. Che come insegna Montale, non è magistra di nulla che ci riguardi.

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    ros

    15/03/2007 12:02:36

    Anche questo un capolavoro....non certo il migliore di Kundera, ma geniale come solo lui sa essere!

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    mila

    13/11/2006 08:26:03

    Libro bellissimo. Mi ha fatto riflettere su due punti fondamentalmente. Prima di tutto come nella vita i nostri progetti, sogni, speranze possono cambiare per eventi improvvisi e situazioni da noi non controllabili: un incidente, una malattia, la guerra o come nel libro un errore, un malinteso e poi come una vendetta, una rivalsa possono non servire. Purtroppo non sempre possiamo scegliere liberamente ma doveri e comandamenti ci costringono a decidere ed ad andare avanti diversamente da quanto desiderato. Poi spesso si entra in libreria, si leggono critiche per cercare un libro appena edito o un nuovo autore, quando forse dovremmo passare più tempo presso le “isole” dove sono esposti autori meno moderni o libri un po’ datati per riscoprirli. In tal senso in questi ultimi mesi ho letto dei libri che consiglio: Lei Braci di Marai, Il Giovane Holden di Salinger ed Il vagabondo delle stelle di London: tutti libri con protagonista la nostra esistenza: triste, felice, ironica, violata,spensierata, difficile ma che comunque dobbiamo vivere con rispetto e fiducia in noi stessi e negli altri.

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    Michele

    12/10/2006 23:50:40

    Splendido. Un vero capolavoro. Uno dei pochi libri che mi è piaciuto dall'inizio alla fine senza sosta. Il finale mi ha davvero commosso. A memoria erano anni che non mi succedeva di piangere davanti a un libro.

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    ale

    28/04/2006 14:38:45

    La secoda metà sicuramente meglio della prima..ma di poco!!Libro noioso,insensato..insomma un vero schifo!!

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    Visk

    11/07/2005 10:35:25

    Capolavoro assoluto, il migliore di Kundera. Ringrazierò sempre Luci che me lo ha fatto scoprire. Da quella sera ogni cosa in me cambiò; ero di nuovo abitato; tutt’a un tratto la camera del mio intimo era ordinata e qualcuno ci viveva. L’orologio che stava appeso alla parete con le lancette immobili da molti mesi aveva ripreso all’improvviso a tichettare. E questo era importante: il tempo, che fino ad allora era trascorso come un flusso indifferente dal nulla verso il nulla (vivevo pur sempre in una pausa!), senza alcuna articolazione, senza alcuna indicazione del ritmo, aveva ricominciato ad acquistare il suo volto umano: aveva cominciato a suddividersi e a scandirsi. Cominciai a dare importanza ai permessi di uscita dalla caserma e i singoli giorni si mutarono per me nei pioli di una scala che mi portava a Lucie.

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    guido

    18/04/2005 14:18:29

    Non conoscevo questo straordinario romanzo. Mi rendo conto che quasi tutti i 5 che ho dato in precedenza ad altre opere diventano immediatamente esagerati. Romanzo lieve e crudo, visionario e concreto, poetico e didascalico: un capolavoro.

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    enrico

    13/04/2005 15:50:57

    è un romanzo completo: appassionato, psicologico, farsesco ed ambientato in un periodo storico che ben presto si scopre essere il protagonista indiscusso del libro.

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    denis

    02/03/2005 10:31:43

    Probabilmente il migliore di Kundera.

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    Sara

    05/02/2005 01:16:30

    Questo è il capolavoro di Kundera, assolutamente da leggere

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    joesimpson

    30/09/2004 20:10:57

    Libro molto bello, uno dei migliori di kundera. L'autore è sicuramente uno dei miei preferiti, in questo libro forse non raggiunge i livelli dell'insostenibile leggerezza dell'essere, suo capolavoro ed uno dei libri più belli che ho letto, ma comunque merita.

Vedi tutte le 26 recensioni cliente

(scheda pubblicata per l'edizione del 1986)
scheda di Bardi, M., L'Indice 1986, n. 7

È un peccato che " Lo scherzo " (pubblicato nel 1967, apparso in Italia a cura di Mondadori nel '69, l'anno del suo ritiro in Cecoslovacchia) non colga di sorpresa il lettore, che anzi ha forse l'impressione di essere investito da una tempesta di opere di Kundera, scatenata dal fulmine a ciel sereno del successo estivo de " L'insostenibile leggerezza dell'essere ". Ma poiché " Lo scherzo ", opera giovanile dell'autore ceco, racconta l'esperienza tutt'altro che lieve dell'espulsione dal partito e del lavoro in miniera di Ludvik, studente universitario, la memoria corre, piuttosto che al più recente romanzo, a " Il libro del riso e dell'oblio " (1978), a vicende segnate dal dolore per la perdita della libertà e di quell'atteggiamento definito "lirico" che è la molla dell'adesione a un'ideologia onnicomprensiva e al mito del progresso. È ancora un personaggio femminile, Markéta, a rivestire questo ruolo di ortodossia politica ed è significativo il fatto che il rovescio di fortuna di Ludvik dipenda dalla battuta di una cartolina spedita a lei: l'ottimismo socialista ha un sorriso stereotipato e non ammette gioco, ironia, critica. L'autore fa mostra della sua già nota abilità nei trapassi temporali e nell'incastro delle situazioni, ma tale maestria si fonde con uno spirito ancora estraneo al libero estro parigino ed è invece traboccante del malumore poi esploso nella Primavera, che fece dire allo stesso Kundera: "Che festa fu, che carnevale!".
  • Milan Kundera Cover

    Scrittore ceco. Ha esordito come poeta (L’uomo è un grande giardino, 1953; Monologhi, 1957) ottenendo poi un vasto successo con le serie di novelle Amori ridicoli (1963, 1964). Ha debuttato come drammaturgo nel 1962 con I proprietari delle chiavi, ambientato nel periodo dell’occupazione fascista. Il suo primo romanzo, Lo scherzo (1967), è una satira violenta e dolorosa della realtà cecoslovacca negli anni del culto della personalità. A causa delle sue posizioni, i successivi romanzi di Kundera – La vita è altrove (1973), Il valzer degli addii (1975), Il libro del riso e dell’oblio (1978) – sono stati vietati in patria e pubblicati all’estero. Storia, autobiografia e intrecci sentimentali si fondono ne L’insostenibile... Approfondisci
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