Con una voce intima che restituisce vita alla Storia, Marco Balzano ritrae la forza di una comunità nell'attimo in cui, aggrappandosi alla rabbia, sceglie di resistere.
«Una storia di sperdimento e di provvisorietà ben radicata nell'oggi. La letteratura resta qui, come il campanile di Curon» - La Lettura - Corriere della Sera
«Attraverso una scrittura molto semplice, questo bellissimo romanzo rivela una parte sconosciuta delle lotte di un popolo intrappolato tra fascismo e nazismo. E dipinge allo stesso tempo il magnifico ritratto di una donna tanto sensibile quanto coraggiosa» - L'Express
«Marco Balzano ha un dono per la caratterizzazione dei personaggi femminili; le voci delle sue donne sono sincere e allo stesso tempo poetiche». - El Mundo
«Se per te questo posto ha un significato, se le strade e le montagne ti appartengono, non devi aver paura di restare». Quando arriva la guerra o l'inondazione, la gente scappa. La gente, non Trina. Caparbia come Curon, il piccolo paese del Sudtirolo in cui è cresciuta, sa opporsi ai fascisti che hanno messo al bando la lingua tedesca e le impediscono di fare la maestra. Non ha paura di fuggire sulle montagne col marito disertore. E quando le acque della diga stanno per sommergere i campi e le case, si difende con ciò che nessuno le potrà mai togliere: le parole. Marco Balzano ha la sapienza dei grandi narratori: accorda la scrittura al respiro dei suoi personaggi.Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
Marco Balzano racconta con voce asciutta e potente la vicenda di Trina, maestra altoatesina il cui paese viene sommerso dalle acque di un bacino artificiale negli anni '50. Attraverso la sua storia si intrecciano grandi temi: il fascismo, l'opzione tra Italia e Germania, la guerra, la maternità negata e ritrovata, l'attaccamento alla propria terra e alla propria lingua. La scrittura è essenziale, mai retorica, capace di trasmettere il dolore di chi perde tutto - casa, identità, persino la propria storia - senza mai cadere nel sentimentalismo. Il campanile sommerso di Curon, ancora oggi visibile, diventa simbolo perfetto di memoria e resistenza. Tolgo una stella solo per un finale che ho trovato leggermente affrettato rispetto alla densità del resto del romanzo. Nel complesso, una lettura che consiglio vivamente, soprattutto a chi ama la storia del Novecento raccontata attraverso destini individuali.
scrittura asciutta e decisa, la narrazione subisce una svolta fondamentale che non ci aspetta, può essere anche scioccante per taluni. Molto interessante per meglio comprendere le vicende e il sentito della popolazione che vive al nostro confine nord , a cavallo tra due mondi.
Questo libro sul mio scaffale attendeva da tempo che io lo leggessi e alla fine l'ho fatto in tempo record. La storia scorre senza perdersi in grandi descrizioni ma riesce comunque a rendere i personaggi e i luoghi ben vividi nella nostra immaginazione. Soprattutto aiuta a comprendere qualcosa di più del Sud Tirolo, della sua storia e della sua gente e aggiunge un ulteriore punto di vista sulla storia italiana in generale.
Ho cominciato a leggere questo romanzo con curiosità e piacere: epoca interessante, tema stuzzichevole e forse originale (Sudtirolo). Ma dopo una cinquantina di pagina, il mio giudizio ha cominciato a oscillare tra discreto e mediocre, con una lieve propensione per il secondo termine, sembrandomi un romanzo tutto di luoghi comuni, con personaggi scontati e situazioni prevedibili. E il giudizio oscillante non si è più fermato, tanto più che mi disturbava quella scrittura semplice, modesta (non so se la modestia in letteratura sia una virtù). D’altra parte avrei potuto dire che era una scrittura sobria e misurata, per riprodurre il discorso di una vecchia contadina. Ma non conoscendo altri libri di Balzano, non so se gli capiti di variare la scrittura a seconda del soggetto (questa sì che è una virtù letteraria, a mio giudizio), oppure se questo stile un po’ striminzito sia il suo marchio di fabbrica. A conti fatti, l’oscillazione si può fermare sul discretuccio, anche per non attirarmi i fulmini di quanti sono rimasti entusiasti di questo romanzo.