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4
2022
Tascabile
12 maggio 2022
272 p., Brossura
9788807904240

Descrizione

La placida cittadina di Pau è sconvolta dalla notizia che colui che appare come Papa sarebbe solo un impostore: la Massoneria ha imprigionato il vero Santo Padre nei sotterranei del Vaticano. Ma si tratta di un inganno per spillar denari ai borghesucci cattolici, ordito dall’abile Protos e dalla sua banda di truffatori, maestri del raggiro e del travestimento. Ma quando uno di quei borghesi, travolto dal fervore religioso, decide di accorrere a Roma dalla quieta provincia francese per liberare il Papa, la truffa rischia di sfuggire di mano. Una commedia degli inganni che coinvolge scienziati positivisti ferocemente atei, ma di facilissima e altrettanto fanatica conversione alla fede; scrittori che della fede sono i portavoce, mossi dalle peggiori vanità e sconvolti dai più atroci dubbi; e infine lui, Lafcadio, il bellissimo figlio illegittimo e ribelle di tanta ipocrita e sfibrata società borghese. Teoria e pratica dell’“atto gratuito” gli appartengono, nascono con lui, e influenzeranno nel bene e nel male tante rivolte a venire. Quest’opera è satira e farsa, romanzo e pamphlet, sberleffo e manifesto; provocare e inquietare il lettore è stato per Gide quasi una bandiera, certo una parola d’ordine. E I sotterranei del Vaticano, pubblicato nel 1914, l’anno stesso in cui prendeva il via l’immane e gratuito massacro di tutta una generazione, resta il più provocatorio, il più inquietante dei suoi tanti interventi.

Valutazioni e recensioni

4,5/5
Recensioni: 4/5
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Recensioni: 5/5

Intorno a Lafcadio, giovane seducente e spensierato, figlio illegittimo di un conte francese e di una pretesa nobildonna romena, si muove un nutrito gruppo di personaggi: tra loro, Protos, suo ex compagno di scuola, che truffa le buone anime cristiane con una storia di riscatto per la presunta prigionia di papa Leone XIII a Castel Sant’Angelo, Julius de Baraglioul, il fratellastro di Lafcadio, scrittore cattolico che aspira a un seggio dell’Académie, Anthime Armand-Dubois, un massone che si converte credendo a una sua guarigione miracolosa e che poi ritorna alla miscredenza. Sullo sfondo dell’ostilità fra Chiesa e massonneria, a cavallo del secolo, in piena “belle époque”, Gide si sbizzarrisce a far ruotare vorticosamente la giostra dei suoi personaggi in questo romanzo da lui chiamato “sotie”, cioè farsa, e che è in contrasto con tante altre sue opere narrative. Per me, dopo “I falsari”, il suo capolavoro, pongo volentieri questo romanzo fra i suoi libri migliori, ma d’altra parte considero Gide soprattutto un grande “maître à penser” (un “direttore di coscienza”, diceva André Malraux) più che un grande romanziere.

Recensioni: 5/5

Ingredienti: trame, inganni e cospirazioni all'ombra del Vaticano, un mondo di cortigiane, conti, bastardi, religiosi e massoni sull'orlo del tramonto, la luce della scienza a smitizzare le credenze della fede, i misteri della religione ad oscurare le certezze della ragione. Consigliato: a chi vuol osservare una trama stile "Angeli e demoni" ante-litteram tracciata da un Dorian Gray post-litteram, a chi vuol esplorare col barlume dell'ironia il confine sottile tra verità e menzogna, parole ed azioni, vizi e virtù.