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L’ho trovato un libro intenso e pieno di dolore, ma anche molto umano. Mi è sembrato di entrare dentro una storia grande e triste, che però resta addosso.
Duro...non scorrevolissimo, ma sicuramente da leggere, tra le opere immancabili per il proprio bagaglio culturale
Il racconto intenso e drammatico con una quota di quotidiano talmente alta, da vivere ogni riga. Si dimentica la narrazione e si entra in una sorta di racconto dal vivo. Scorrevole anche davanti a descrizioni drammatiche.
Un romanzo di grande impatto che cerca di andare oltre al romanzo storico tradizionale . La storia del titolo non é certamente quella con la S maiuscola, ma quella degli umili e in particolare di una famiglia romana composta da Ida e dai suoi due figli (lo spavaldo Nino e il bastardello Giuseppe). Oltre a questi troviamo una pletora di personaggi le cui storie hanno più o meno spazio. Il narratore non è onnisciente ma interno alle vicende e simpatizzante con esse. Il tono é favolistico con inserzioni di espressioni dialettali mette in scena una sorta di capovolgimento dell’epica tradizionale. Sicuramente in questo romanzo emerge come l’amore sia una forza viscerale che riguarda tutti, animali compresi, e che l’idealismo non trova spazio nella società della seconda guerra mondiale. La purezza di Useppe non è propria di questo mondo ed é sacrificata sull’altare della Storia, vera antogonista del romanzo.