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La storia - Elsa Morante - copertina

La storia

Elsa Morante

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Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 10 febbraio 2014
Pagine: XXXII-672 p.
  • EAN: 9788806219642

67° nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Elsa Morante

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A questo romanzo (pensato e scritto in tre anni, dal 1971 al 1974) Elsa Morante consegna la massima esperienza della sua vita "dentro la Storia" quasi a spiegamento totale di tutte le sue precedenti esperienze narrative: da "L'isola di Arturo" a "Menzogna e sortilegio". La Storia, che si svolge a Roma durante e dopo la seconda guerra mondiale, vorrebbe parlare in un linguaggio comune e accessibile a tutti.
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    AliceInB

    16/03/2021 18:05:25

    È una summa di un secolo di storia, ma la narrazione vera e propria parte dall’anno 1938 e termina nel 1947: l’elenco di eventi significativi ad ogni inizio capitolo/anno porta a rendere chiaro il modo in cui si è giunti ad attraversare il Novecento, e rende magistralmente intuitiva l’”escalation” delle varie guerre che si sono succedute in questo secolo e le posizioni attuali dei governi mondiali (amicizie, inimicizie) e la posizione del nostro stesso paese, ancora diviso da una realtà politica in contrasto con se stessa e con la sua popolazione. Sebbene sia un ottimo spunto per capire meglio il secolo attuale, Elsa Morante narra con un lessico magnifico le imprese degli italiani per sopravvivere nonostante la guerra, che per le persone altro non è che: povertà, malnutrizione, bombardamenti, stupri, evacuazioni, paura, morte e malattie. Altro che ideali partigiani- fascisti- comunisti-anarchici e lotta di poteri tra potenze! Ovviamente, la Storia è il racconto degli innocenti, di cui nessuno parla, mentre qui il racconto è incentrato proprio su costoro: Ida, insegnante, madre, stuprata, dal cui stupro nascerà per la forza del bene di soverchiare il male un bambino meraviglioso, di cui ci si innamora dal primo istante, il bene, che come un fiore, spunta anche in un terreno arido come il male, che indossa occhioni color del mare e fa intravedere la felicità oltre le brutture della guerra, e dona speranza, sorrisi, ma anche tristezza, perché di fronte al male non bisogna reagire con l’odio o col disprezzo ma solo con la tristezza per ciò che si è perduto. Si vorrebbe dare tutto ciò che di bello esiste in questo mondo a questo bambino, ma la guerra esige rinunce: è questa la vera depravazione del male, ciò che toglie! Da questo libro si può trarre ispirazione, riflessione ed emozione. Bisogna leggerlo fino alla fine.

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    Federica

    03/01/2021 22:22:59

    Al di là di tutti i discorsi critici e sulla sua vicenda editoriale, mi limito qui a scrivere le mie impressioni alla fine della lettura: non avrei mai voluto separarmi dai personaggi a cui mi ero così tanto affezionata, non avrei mai voluto lasciare andare il mio pischelluccio Useppe. Un romanzo che, oltre a tutte le sue sublimi qualità letterarie, permettere di ritrovare il centro del gusto per la lettura :l'immaginazione, il gusto della pura affabulazione, l'affidarsi completamente a un patto narrativo con il narratore. E in un romanzo così ricco, denso, profondo e soprattutto necessario, la grande leggibilità favolosa di Morante non è scontata da trovare.

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    carezzedicarta blog

    15/10/2020 10:27:14

    Un romanzo che ritrae un popolo italiano illuso dal sogno fascista, accecato dal falso fulgore di una Italia dominatrice, capace di avere un impero coloniale. Un romanzo che mostra chi, ciecamente illuso, ha seguito le promesse di un duce, per poi svegliarsi in una realtà ben diversa. Un romanzo che emoziona quando racconta dei cuori infiammati dagli ideali dei giovani partigiani, forti delle loro idee, unico nutrimento per i loro corpi affamati, e senza nessuna paura, neanche quella di morire. Un romanzo che lascia il segno, una lettura necessaria, che con un epilogo struggente stordisce e annienta il lettore. Roma, dal 1941 al 1947 Questi anni sono stati cruciali per la nostra Italia, sono stati segnati da eventi storici pesanti e da una guerra devastante Sono anni in cui la miseria, la fame vera, la paura, i lutti sono parte naturale della vita quotidiana. Ce li raccontano Ida e la sua famiglia. Sul blog lasciamo la parola ed il nostro cuore a loro.

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    Ades

    03/10/2020 11:21:14

    "La Storia" è senz'altro il capolavoro assoluto della Morante: bellissimo, affascinante, struggente dalla prima all'ultima pagina. Un'opera storica che abbraccia gli anni dal 1900 al 1947 incentrata sugli ultimi ai quali è solitamente è riservato il ruolo passivo di vittime dei cosiddetti "grandi della terra" che nel fare la Storia schiacciano e opprimono spietatamente milioni e milioni di esseri umani. Invece la Morante ribalta la prospettiva e mette al centro della narrazione Ida Ramundo, umile maestra elementare di origine ebraica che diventa il paradigma delle tragedie dell'Italia intera. Un'opera corale un affresco che è un misto di morte e follia ma anche di profonda tenerezza e poesia. Un libro che si legge in un fiato nonostante le sue 600 pagine

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    Anto

    01/10/2020 20:58:39

    Un libro impossibile da commentare, se non con un'unica parola: CAPOLAVORO. Indimenticabili tutti i protagonisti, ma in particolar modo il piccolo Useppe. Riuscivo ad immaginarlo mentre urlava di felicità: "Ino! Ino!" o mentre passeggiava tra le strade di Roma in compagnia del cane pastore, Bella. Ritratti indimenticabili anche quelli degli animali che hanno popolato il racconto: Blitz, Peppiniello e Peppiniella, la gatta Rossella e la protettiva Bella. Peccato solo che l'autrice abbia riservato a tutti i personaggi il ruolo dei vinti. 5*, ma, se potessi, ne assegnerei anche più.

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    filippone

    02/08/2020 10:24:16

    la storia tragica di una famiglia nella cornice della storia generale, intensità di scrittura notevole, poco scorrevole

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    Pry

    01/08/2020 06:49:35

    La seconda guerra mondiale, il razzismo, la violenza, l'ansia di essere scoperti... Ingredienti perfettamente condensati in una storia di una donna e di tutti noi. Lo rileggerei.

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    gio-rgio g

    21/07/2020 05:33:36

    È un affresco di cosa ha dovuto subire la popolazione civile romana e in particolare i sinistrati durante la guerra e la occupazione tedesca, a cui hanno fatto seguito i moti partigiani, con i suoi campi di sterminio, fino al molto atteso giorno della liberazione. È un gran bel libro che si affloscia un po’ dall’occupazione americana verso la fine, dove si trova a narrare le avventure di Useppe, il bambino che non vuole crescere, e del cane Bella e dai deliri di un drogato. E per chi ama il “lieto fine” non c’è nessun lieto fine qui.

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    angelo

    13/07/2020 12:02:00

    Ingredienti: un’umile famiglia romana fatta da una madre, due figli e due cani, 7 anni da loro vissuti dentro le pagine più dolorose della storia italiana, un giudizio senza assoluzioni sul nostro passato, un microcosmo di sofferenza e lotte quotidiane in cui germogliano speranze, illusioni, delusioni. Consigliato: a chi sceglie di stare sempre dalla parte dei più deboli e degli sconfitti, a chi vuole scoprire il lato più oscuro e intimo di ogni guerra.

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    simona cristofari

    04/06/2020 08:29:09

    Questa è una storia d'amore: l'amore di una madre per i propri figli. È l'amore più grande che si possa provare ed Elsa Morante lo descrive in ogni parola del suo libro. Questo amore immenso è vissuto in un momento particolare; tra i vari momenti gioiosi che ci possono essere in una famiglia come tante, è presente una mostruosità che si nasconde dietro i sogni, i sorrisi e gli occhi di tutti i personaggi della storia: la guerra. Nelle avventure di Useppe, protagonista del romanzo, ci si dimentica che siamo negli anni pieni della Seconda Guerra Mondiale, ma questa è sempre lì presente ed irrompe nel racconto quando meno te lo aspetti, distruggendo ogni cosa. Imprevedibile com' è, essa, come un'ombra che vive e si nutre delle disgrazie altrui, è sempre presente sullo sfondo del romanzo. Elsa Morante con questo romanzo ha dato una nuova visione della storia: essa non è fatta solo da guerre, vittorie o sconfitte, da re e capi militari, non è soltanto quella che si insegna a scuola scritta nei libri; essa è fatta anche da tutte le persone che vivono in quegli anni, che hanno lottato per la propria sopravvivenza, che hanno combattuto per un proprio credo: persone semplici come il piccolo Useppe, come Ida: un' insegnante e madre di Useppe e tutti gli altri personaggi che vivono nella storia di Elsa Morante. È un libro straordinario, commuovente, che apre uno sguardo anche a quelle particolarità della vita che non vengono considerate, o che vengono definite "normali" e, quindi, non hanno bisogno di attenzione. Elsa Morante dà attenzione a queste particolarità facendole vivere finché ci sarà qualcuno che leggerà e parlerà di questo romanzo.

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    Giulia

    16/05/2020 14:27:20

    Libro potentissimo. Non lasciate impressionarvi dalle più di 600 pagine di cui è costituito. Le descrizioni e le parti più 'lunghe' sono sempre necessarie alla vicenda e permettono di scoprire uno spaccato di Storia Italiana, durante e dopo i bombardamenti di Roma e la guerra mondiale. Il caos di vite e anime che affollano La Storia sono indelebili.

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    Elisa.C.

    15/05/2020 11:30:24

    Innamorarsi senza porre ostacolo a questo sentimento che ti avviluppa e ti imprigiona; perdersi nella sua euforia e nella sua sofferenza fino a sentirsi smarriti una volta che l'ultima pagina è stata voltata. Questo mi è accaduto: non ho potuto sottrarmi. Ho amato la timorosa Ida, l'intrepido Ninnuzzu, il malinconico Davide, Blitz e Bella con il loro parlare una lingua umana anche se nati di razza canina. E soprattutto ho amato Useppe, fino a farmi travolgere dalla follia, impazzire, sorridere e piangere per lui solo. Useppe con i suoi occhi azzurri, troppo ingenui e belli per questo mondo. I suoi sorrisi e la sua felicità che nascono al semplice osservare il mondo che lo circonda, anche se questo è solo una stanza. Le parole storpiate dalla sua fantasia, capaci di evocare la meraviglia che un cuore semplice e puro prova. Dietro tutto questo sogno in cui vorremmo perderci, dietro tutto questo amore che Useppe sa farci scoprire, percepiamo però l'ombra maligna del dolore e della sofferenza. Perchè la felicità non è di questo mondo, e la Storia è uno scandalo che dura da millenni e che perdurerà per altrettanti millenni. La Storia non traccia destini e non ha futuro, è il narrare una realtà fatta di uomini e donne che non lasciano traccia nei libri che studiamo, ma che si disperdono nella polvere dei ricordi. La Storia si fa storia per poi ridiventare Storia, si trasforma in Vita e si fa narrare. A noi la possibilità di ascoltarla fino a innamorarci e struggerci per lei, fino a lottare e combattere per imprimerla nel tempo e nelle memorie. Un libro che sa essere dolce, aspro, spigoloso e violento come la voce che lo racconta, come la penna che lo ha scritto.

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    MarGhe

    14/05/2020 20:56:50

    La scrittura di Elsa Morante ti tiene inchiodato alle pagine, ma con la delicatezza di chi ti narra una storia ambientata in un’epoca ‘lontana’ che però fa riflettere sul presente. La parola chiave del romanzo, a mio parere, é compassione. Ci immedesimiamo sempre più nella protagonista, Iduzza, che, nonostante i suoi momenti di debolezza, decide di farsi a pezzi e di sacrificare la sua esistenza in onore dei suoi figli. Un libro emozionante, consigliato a chi vuole avvicinarsi alle Storie di coloro che patirono la fame durante la Seconda Guerra Mondiale.

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    Anna

    12/05/2020 20:42:42

    È stato difficile in certi momenti procedere con la lettura di questo libro. La sua tanto criticata tragicità ha per me infatti avuto un effetto talmente coinvolgente da risultare dolorosa. Sono di parte perché la Morante è per me un'autrice imprescindibile, ma è un fatto che la sua scrittura abbia una potenza descrittiva e d'inquadramento dei personaggi pazzesca. Nonostante qualche momento un po' più lento e forse tralasciabile vengono toccati anche picchi altissimi. Questo libro è potente anche e soprattutto perché le vicende sono raccontate dal punto di vista dei deboli, degli ignoranti, delle vittime della Storia, toccando incredibilmente le corde più sensibili di chi legge. O almeno, le mie.

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    Rosy

    12/05/2020 18:31:53

    Il libro che mi ha fatto scoprire questa stupenda autrice! Fin da subito mi ha incollato alle pagine, con il suo modo di raccontare la vita di chi fa la Storia, non i nomi altisonanti che compaiono sui libri, ma soprattutto la Storia è di coloro che vengono dimenticati. Le vicende di Ida, Nino e Useppe sono quelle di coloro che nella Storia passano sotto silenzio, ma che hanno da raccontare.

  • User Icon

    Vale

    11/05/2020 21:42:45

    Un capolavoro di storia e umanità. Impossibile non affezionarsi a quei personaggi la cui dignità supererà sempre povertà e disperazione. Gli occhi di un bambino, l'anima di Useppe, usciranno dalle pagine per albergare in eterno nel cuore di ogni lettore.

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    Chiara

    11/05/2020 12:53:21

    Una storia che ti colpisce a fondo. Emozionante il legame tra i due fratteli: Useppe e Nino. Da leggere almeno una volta nella vita

  • User Icon

    luca

    11/05/2020 12:24:51

    Bellissimo.

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    Serena

    29/04/2020 21:04:31

    Nello scrivere poche righe su questo romanzo mi sento costretta a dividere le mie impressioni in due parti, iniziando con un giudizio sommario sull’opera per poi passare a mie considerazioni personali. Il romanzo epico della Morante è senza dubbio una grande opera, con dei picchi di alta letteratura difficilmente superabili. La gioiosità di Useppe nell’affacciarsi alla vita, le sue prime parole, i primi passi nel mondo, la capacità di scendere in profondità nei personaggi credo quasi non trovino eguali in letteratura. La prima parte del romanzo è sicuramente la più vitale e quella che definirei senza mezzi termini un capolavoro. Dopo la fine della guerra però la narrazione si fa piuttosto stantia a tratti e il racconto sembra una discesa agli inferi senza rimedio e a precipizio pagina dopo pagina, al punto che quei picchi di tenerezza e ironia infantile così belli all’inizio del romanzo sembrano quasi stonare. L’accanimento della Morante sui suoi personaggi, povere vittime di una guerra e di un destino non scelti, diventa quasi cattivo. Al di là del valore dell’opera, mi dispiace dover dire (cosa che non mi era mai successa) che alla fine del libro mi è sorto il dubbio se non avrei fatto meglio ad interrompere la lettura ad un certo punto del romanzo, per serbare ancora un piacevole ricordo persino delle scene più crude. Invece questa lettura mi ha lasciato un’amarezza dentro che non riesco a definire; l'autrice ha un'abilità nel farti amare i personaggi per poi portarteli via che non mi era mai capitato di scorgere. Soprattutto in alcuni casi (che non descrivo per rivelare dettagli importanti), il suo indulgere su alcuni stati dei personaggi secondo me va a scapito dell’equilibrio narrativo e rischia di diventare fine a se stesso.

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    Norma

    21/04/2020 21:09:28

    Capolavoro assoluto che mi ridato la passione della lettura svanita da tempo. Profondo, struggente, toccante. Una lettura indimenticabile.

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  • Elsa Morante Cover

    Elsa Morante è stata una scrittrice, saggista, poetessa e traduttrice. Figlia di una maestra, Elsa Morante non frequentò la scuola elementare e imparò da sola a leggere e scrivere. Iniziò giovanissima a scrivere filastrocche, favole per bambini, poesie e racconti brevi, e a pubblicare su svariati giornaletti per ragazzi. Nel 1942 i suoi scritti per ragazzi vennero raccolti in un volume da lei stessa illustrato e pubblicati da Einaudi con il titolo Le bellissime avventure di Caterì dalla trecciolina (poi riscritto nel 1959 con il titolo Le straordinarie avventure di Caterina). Tra il 1935 e il 1940 scrive eleganti cronache di costume per riviste culturali. Da quell’esercizio giornalistico nacque il primo volume di racconti, Il gioco segreto, che uscì... Approfondisci
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