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Elsa Morante

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806222642
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Recensioni dei clienti

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    Valentina

    02/09/2016 11.28.23

    Bellissimo. La Morante è il più grande scrittore del Novecento italiano.

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    Cristiano Cant

    31/08/2016 11.16.00

    Quando Edipo avvicina Telemaco, quando lo sguardo fissa la stella sentendone l'alito vero, l'influsso, fino alle vette di un sembiante eroico, incarnato, allora il mito trova fra le sue unghie la traccia della storia, del primo grido, della bellezza che salva e che spaventa insieme. Capolavoro assoluto, fra i dieci romanzi più grandi del Novecento letterario italiano. Un sfondo d'incanto a imprimere in ogni gesto la fragilità e la perfezione di ciò che è primitivo; rocce come volti intatti, profumi di un vento ancora antico, sentieri arcigni, conchiglie, cenci sventolanti, botteghe, un canto selvaggio che via via si dispone all'ascolto nella sua crescita lenta, su rami di inconsapevolezza dai quali via via germoglierà la scoperta di ciò che è adulto, ambiguo, difficile. Un risentimento che nel ragazzo non è che sete d'amore mal celata, la scoperta di sé nell'intricata matassa di esperienze sfuggenti: "Forse il mio cuore approfittava, a mia insaputa, della mia immaturità e ignoranza per difendermi contro la verità?..e la coscienza, nelle sue gare col cuore, si aggira in questo gioco bizzarro come uno straniero a un ballo mascherato, fra i fumi del vino". Quindi un padre adorato come un Dio e poi gradualmente rivisto nel chiarore di eventi più terragni (una parodia!), la stinta fotografia di una madre mai conosciuta, l'amore infelice per una matrigna coetanea, un amore taciuto, deriso persino,che sfocerà in un Ti amo vano, preludio d'addio alle illusioni di un tempo ormai trascorso:"abitavo sotto lo stesso tetto di Nunziata come un reprobo a una corte celeste".Un desiderio di fuga inevitabile, l'urlo malvagio di ogni cosa attorno a indicargli le strade di una libertà nuova, possibile,dura perché di guerra, ma umana,fuori da quell'arena fiabesca dove la malattia della vita comunque è approdata,si è fatta trovare,incidendo e cambiando la misura di ogni sforzo,di ogni fiducia,di ogni futuro, trasformando la prodezza adolescente nel passo sofferto del proprio vero tempo.

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    angelo

    22/04/2016 15.01.45

    Ingredienti: un giovane solitario alla scoperta del mondo, un mondo circoscritto ad una piccola isola selvaggia, un padre idealizzato come un eroe omerico, un rapporto di odio-amore con una matrigna quasi coetanea. Consigliato: a chi vuol rivivere il passaggio dall'inconsapevole felicità alla dolorosa consapevolezza, a chi cerca un romanzo di formazione che unisce epos, tragedia, psicanalisi.

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    vaduz

    10/03/2016 12.56.47

    L'ho trovato noioso e ripetitivo. Peccato. Sarà un classico, ma a me non è piaciuto affatto.

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    Gaia

    12/10/2015 21.39.28

    Troppo troppo bello, poetico, non c'è altro da dire, certi romanzi non hanno bisogno di commenti!

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    Euge

    13/09/2015 15.52.51

    Bisogna avere pazienza, perché all'inizio succede poco. Sono stato spesso tentato a mollare, leggevo una riga ogni dieci e in effetti il libro si potrebbe anche cominciare dal secondo capitolo ("un pomeriggio d'inverno"). Poi il ritmo si accende, ci sono emozioni forti e ben descritte. A tratti malinconico, però molto carino. Nella top ten dei miei romanzi preferiti.

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    Ladymariane

    18/07/2015 10.57.04

    Scritto benissimo, ma, almeno per i miei gusti, questo non basta. Troppe descrizioni, troppe lungaggini, fino a risultare spesso noioso.

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    Nicola

    08/10/2014 14.43.05

    Non mi ha emozionato, ho letto di meglio. La storia scorre via senza emozioni.

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    antonietta

    07/05/2014 03.50.55

    Ho trovato molti voti bassi per questo capolavoro che per essere assimilato andrebbe riletto più di una volta. Non è una storiella, come la stessa Morante paragonò a Robinson crusoe, sottovalutandolo persino lei: è molto di più, è l'amara disillusione dell'essere umano nel passaggio dall'infanzia all'età adulta. E'il crollo del piedistallo su cui i nostri genitori sono stati da noi fermamente e amorevolmente collocati! E' il disincanto lacerante che molti provano, ed io l'ho percepito talmente forte che lo considero uno dei migliori libri della letteratura italiana. Ho sentito una straziante malinconia alla fine del libro e ho sentito la mancanza dei personaggi e persino di Procida: lo consiglio!

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    Valentina

    25/03/2014 19.13.26

    Un toccante romanzo di formazione che, pur non essendo all'altezza dell'altro romanzo della Morante che ho letto, ovvero "La storia", lascia il segno. Arturo vive un'infanzia strana, estremamente solitaria, per di più su un'isola e in un tempo indefinito; trascorre gran parte della sua fanciullezza e adolescenza in compagnia della solitudine, gli unici contatti col mondo esterno, nei suoi primi sedici anni di vita, sono il ricordo di sua madre e del balio Silvestro della sua prima infanzia, la figura miserevole, ma idealizzata di suo padre, la sua cagnolina Immacolatella e Nunziata. Ciononostante i suoi turbamenti, descritti minuziosamente, sono universali. Necessariamente il romanzo si conclude con la sua partenza dall'isola allorché la verità viene disvelata e lì non c'è più posto per lui. La Morante, inoltre, in vari passaggi indugia sulla condizione femminile (attraverso la figura di Nunziata) stretta tra pregiudizi maschilisti e una religiosità repressiva e, specie all'inizio, non lesina particolari anche sugli animali (Immacolatella è la prima amica di Arturo) confermando un ammirevole stile onnicomprensivo e confermandosi, a mio avviso, come una delle più grandi scrittrici italiane e non solo.

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    Sergio

    28/01/2014 09.55.52

    Massimo dei voti per questo libro, l'ho finito da poco e non smetto di pensarci. Della Morante avevo letto Menzogna e sortilegio, pure quello mi era piaciuto tanto. Scritto benissimo, l'unica cosa che mi sento di segnalare è che ogni tanto si dilunga un po' troppo ma questa è una caratteristica della scrittrice. Francamente io non avevo immaginato che il padre di Arturo fosse omosessuale, pensavo che avesse dei debiti con il carcerato per altri motivi, forse mi sono distratto leggendo quelle pagine, magari provo a rileggerle. Finito il libro ho visto anche il film di Damiano Damiani, io lo consiglio, è su youtube.

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    Simone

    20/08/2013 15.53.40

    Capolavoro. Non mi sento di aggiungere altro dato lo spessore della scrittrice.

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    Gianluca

    23/04/2013 23.48.14

    Un libro bellissimo, lo consiglio a tutti. "L'isola di Arturo" è un sensazionale romanzo che ti tiene incollato il lettore fin dalla prima pagina.

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    silvia

    30/11/2012 14.11.05

    Ho letto questo libro di recente e credo che sia un bellissimo romanzo, nel quale il giovane Arturo cresce (matura) e capisce che il padre non era il grande eroe che lui credeva!

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    Ida

    06/11/2012 22.46.25

    Bello! E' un libro che parla di amore, di lunghe attese, di gelosia, di odio e di rancori, parla anche del sapore di cose semplici e della fatica di crescere. Non sempre scorrevole ma molto ricco di umanità e sentimento.

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    Piero Giombi

    16/06/2012 11.30.36

    Un buon romanzo di formazione. Lo stile è un po' lento, ma forse siamo noi che viviamo di fretta. Nel 1957, probabilmente, si faceva una vita meno frenetica e si apprezzava di più una buona lettura.

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    Bi.

    09/03/2012 15.30.32

    Forse all'inizio un po'noioso..descrizioni molto lunghe e dettagliate, ma tutto sommato un gran bel libro. Crudo, e al tempo stesso commovente.

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    ampa

    29/11/2011 15.13.23

    Triste, struggente e poetico.

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    sara

    24/10/2011 22.19.33

    che dire...uno splendido romanzo di formazione,appassionante e tristemente dolce!

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    Serena

    08/09/2011 15.42.21

    Letto molti anni fa su indicazione della prof di lettere. Ricordo che all'epoca non mi piacque molto, ma la storia la ricordo ancora, a distanza di molti anni. E ricordo ancora la descrizione dei luoghi e dei paesaggi, segno che qualcosa in me ha lasciato.

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